Hillary Clinton

La campagna per le presidenziali USA è ormai al vetriolo, con i supporters di Bernie Sanders che non hanno per nulla digerito il sostegno dato da quest’ultimo a Hillary Clinton, e quest’ultima che si ritrova ad accusare tutti per lo scandalo delle email. Nel mirino della Clinton, oltre a Donald Trump, è finito anche Vladimir Putin, quest’ultimo accusato di essere dietro allo scandalo delle email, con lo scopo di favorire Trump.

Il candidato repubblicano viene attaccato dalla Clinton, oltre che per il linguaggio politicamente scorretto, anche perché accusato di essere troppo morbido o addirittura colluso con la Russia, specialmente dopo che il tycoon ha dichiarato che, se sarà presidente, riconoscerà la Crimea come russa. Inoltre Trump ha provocatoriamente chiesto a Putin un aiuto nello smascherare la corruzione della Clinton: “Russia se stai ascoltando, forse tu sei in grado di trovare le 30 mila mail che sono scomparse dai server privati di Hillary Clinton. I giornalisti americani te ne sarebbero grati”.

Le email (quelle che la Clinton non è riuscita a cancellare) sono state trafugate e poi consegnate a Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, che le ha rese pubbliche. Le email contenevano sia materiale riservato che rivelazioni imbarazzanti riguardo il complotto del Partito Democratico ai danni di Sanders. Per la prima faccenda, e cioè la messa in pericolo di materiale riservato, la Clinton ha commesso quello che negli USA è un reato molto serio ma, a differenza di altre persone, se l’è cavata senza nessuna conseguenza. Per quanto riguarda il secondo scandalo, la Clinton ha comunque incassato l’appoggio di Sanders, ma non è affatto certo che i sostenitori di quest’ultimo, irritati, non decidano di astenersi, votare un indipendente o, peggio ancora, premiare Trump.

In questo clima tutt’altro che sereno, con la Clinton che ha cercato di dare la colpa a Putin, Assange ha promesso di rendere pubblico molto altro materiale. “Quello che abbiamo in questo momento è la campagna di Hillary Clinton per cercare di distogliere l’attenzione dalle email, cercando di dare la colpa ai russi, ai cinesi, ecc” ha osservato Assange. “Se cercherà di scaricare le proprie colpe su altri Paesi anche quando sarà al governo, la cosa può portare a un conflitto”, ha concluso il fondatore di Wikileaks.

Intanto, il Cremlino ha respinto le accuse della Clinton. E lo stesso ha fatto Trump.

Stanotte invece Assange ha dato un assaggio del materiale in proprio possesso. Il terzo giorno della Convention nazionale democratica, quando il presidente Barack Obama e il vice candidato presidenziale Tim Kaine avevano in programma di parlare, Wikileaks ha rilasciato dei messaggi vocali provenienti da conversazioni audio di alti dirigenti del Partito Democratico. Il nuovo materiale comprende 29 telefonate, per un totale di circa 14 minuti. Molte sono lamentele rivolte al Comitato del Partito Democratico (DNC).

Assange ha avvertito la CNN che in futuro verrà rilasciato “molto più materiale.”

Staremo a vedere.

Massimiliano Greco

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