Vaccini obbligatori, decreto legge Lorenzin

Venerdì scorso il governo ha varato un decreto a suo modo storico. Tutti i ragazzi italiani da 0 a 16 anni saranno sottoposti a ben dodici vaccini a carico del servizio sanitario nazionale contro i quattro obbligatori in precedenza. Una decisione, quella presa dal governo, che ha destato perplessità anche nei più convinti sostenitori delle vaccinazioni, colpiti dal numero di cure alle quali, soprattutto i neonati, dovranno sottoporsi con l’entrata in vigore del d.l..

Il decreto sanziona l’obbligo per i seguenti tipi di vaccino: antidiftericaantitetanicaantipoliomeliticaantiepatite virale B (questi quattro già obbligatori), l’anti-pertosse, l’anti- meningococco B, l’anti-meningococco C, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite, l’anti-varicella, il vaccino contro l’Aemophilus influenzae.

Le sanzioni, previa segnalazione delle scuole all’ASL, andranno dalla multa, che può arrivare fino a 7500 euro, alla sospensione della patria potestà in caso di inadempienza reiterata. Il d.l. è frutto di una mediazione tra il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e il Ministro dell’IstruzioneValeria Fedeli. Le prime bozze del decreto prevedevano infatti la mancata iscrizione a scuola per tutti gli inadempienti da 0 a 10 anni, mentre il decreto entrato ufficialmente in vigore prevede la mancata iscrizione soltanto per i bambini non vaccinati da 0 a 6 anni, che fanno richiesta per l’asilo nido. Soltanto multe, ma con la permanenza a scuola per bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni. Una misura che secondo il Ministro Fedeli garantisce il diritto allo studio ai non vaccinati.

Il decreto ha suscitato come al solito su questo tema diverse e accese polemiche: dai blog alternativi che gridano al complotto di Big Pharma ai genitori che recriminano la libertà di vaccinare o meno i loro figli, fino ad alcuni membri della classe medica, che tuttavia sembra in larga maggioranza approvare decisamente il decreto varato dal Ministro della Salute. Mentre il deputato di MDP (ed ex M5S), l’on. Adriano Zaccagnini, grida addirittura al “fascismo sanitario”, ma viene richiamato dai vertici del partito. Beppe Grillo si è detto invece possibilista, un passo in avanti rispetto all’antivaccinismo del Movimento 5Stelle in passato.

Del tema vaccini ci eravamo occupati sulla nostra testata con il contributo del Dott. Gilles Gallizzi, che aveva introdotto il lettore al principio dell’immunità di gregge, e analizzato il dibattito scientifico sui vaccini, articolo al quale rimandiamo per maggiori approfondimenti. A seguito del decreto Lorenzin sui vaccini e le relative polemiche che ha acceso, abbiamo ricontattato il Medico, il quale ci ha aiutato a far luce sia sulle motivazioni che hanno indotto il governo a varare le nuove misure sanitarie, sia sulle perplessità fondate o meno di parte della società civile sul decreto.

Dott. Gallizzi, facciamo subito chiarezza, esiste concretamente il pericolo che un numero tale di vaccinazioni eseguite in pochi mesi, possa aumentare i rischi di controindicazioni per un bambino?

No, non aumenta in alcun modo il rischio di controindicazione. L’unica controindicazione alla vaccinazione, qualora presente, sarebbe un sistema immunitario non completamente in grado di rispondere adeguatamente alle infezioni e quindi neanche all’esposizione a taluni vaccini. Tale condizione, detta di immunodeficienza (congenita o acquisita) e valutabile con appositi esami clinici e diagnostici, esonera questi individui dall’obbligo vaccinale.

Proprio per la presenza di tali soggetti nella popolazione che non possono sottoporsi alla vaccinazione è necessario che lo facciano tutti gli altri intorno a loro: al fine di evitare che l’infezione “giri” nella popolazione e che tali soggetti vengano esposti alla stessa per la quale il loro sistema immunitario non sarebbe in grado di gestirla e debellarla.

Per la prima volta in Italia viene introdotta seriamente l’obbligatorietà dei vaccini. A partire dal prossimo anno scolastico i bambini da 0 a 6 anni non potranno accedere agli asili nido, senza essere stati prima sottoposti alle cure vaccinali, mentre per la scuola dell’obbligo (da 6 a 16 anni) è prevista la sanzione pecuniaria in caso di mancato trattamento. La situazione è davvero così grave in Italia da indurre il legislatore a ricorrere a misure del genere? Cosa ha indotto, secondo te, il governo a varare un simile decreto?

È essenziale distinguere due aspetti complementari ma distinti sulla questione del programma vaccinale. Il primo aspetto è rappresentato dall’indiscutibile efficacia dei vaccini nella protezione della popolazione e nell’eradicazione delle malattie infettive. Questo è un aspetto medico e scientifico che non si presta a discussioni o ad interpretazioni.

Il secondo aspetto è quello che riguarda l’obbligatorietà della vaccinazione e questo, invece, è un aspetto politico. È infatti una scelta politica, di governo, quella di rendere obbligatorio o meno un vaccino, due o venti. In questo secondo ambito gli esperti del settore figurano come consulenti tecnici e, per quanto autorevoli possano essere i dossiers prodotti e presentati al governo, questi si limitano, su base scientifica, a consigliare un atteggiamento statale. Sarà poi il governo ed il legislatore, nelle vesti del parlamento, a recepire o meno tali consulenze e a fare una scelta politica in merito, legiferando, appunto, ed eventualmente istituendo un obbligo statale, creando quindi un’apposita legge, in materia di sanità pubblica.

Il motivo che ha indotto l’attuale governo italiano a varare simili misure non è, anche qui, univoco. Da un lato vi è l’evidenza di una contrazione della copertura vaccinale italiana dovuta alla diffusione di un atteggiamento antivaccinista nella popolazione e all’innegabile processo di modificazione della popolazione dovuta agli importanti flussi migratori verso il nostro Paese da Stati nei quali la copertura vaccinale è di gran lunga inferiore a quella italiana.

La maggior parte dei vaccini resi ora obbligatori erano comunque fortemente consigliati dai pediatri e regolarmente eseguiti in modo volontario dalla popolazione. Questa volontarietà è andata riducendosi sino a livelli di allarme che hanno suggerito al governo, attraverso i suddetti consulenti, un atteggiamento più incisivo volto alla tutela della salute della popolazione. La costituzionalità o meno di tale atteggiamento coercitivo rimane materia giuridica e non cambia alcunché nell’aspetto immunologico.

Un altro importante imput alla promulgazione di tale decreto è senz’altro una continuità di impegno e di intenti dell’attuale governo con la formazione governativa e parlamentare italiana che nel maggio 2014 partecipò al summit della Global Healt Security Agenda (GHSA), tenutasi a Washington presso la Casa Bianca, ove l’Italia, rappresentata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha ricevuto l’incarico di guidare, per il quinquennio 2015-2020, le strategie e le campagne vaccinali a livello globale.

Il decreto legge è rivolto esclusivamente ai ragazzi più giovani, ma l’aumento dei vaccini obbligatori suggerisce da parte del governo una preoccupazione crescente per alcune malattie, come la meningite, che lo scorso inverno è diventato un caso mediatico responsabile di una paura collettiva per un batterio, il meningococco, soprattutto il meningococco di tipo C, che può essere in alcuni casi letale. Cosa consigli di fare a una persona adulta non vaccinata per questo tipo di malattie?

La copertura vaccinale in una persona adulta non vaccinata è fortemente consigliata ed auspicabile in tutte le categorie a rischio. Con tale termine si indicano quelle categorie di persone che per lavoro o per altre circostanze sono maggiormente soggette all’esposizione ed al contatto con potenziali fonti di contagio. Quindi ci riferiamo senz’altro agli operatori socio-sanitari, al personale medico, al personale militare e delle forze di polizia ed a tutte le figure coinvolte nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare e di gestione degli immigrati sul territorio nazionale ed ovviamente anche il corpo docente e le altre figure professionali esercitanti negli asili nido, nelle scuole materne e nelle scuole dell’obbligo.

Secondo parte dell’opinione pubblica italiana, questo accordo è frutto della potente lobby delle multinazionali farmaceutiche, quella che molti chiamano Big Pharma, un’industria da centinaia di miliardi di dollari di indotto complessivo, la quale sarebbe effettivamente in grado di fare pressioni su un governo per speculare sulle emergenze sanitarie. Quanto c’è di tutto questo nella storia dei vaccini?

Entrando nel merito del sospetto di una collusione (la quale andrebbe comunque dimostrata) tra amministratori statali e multinazionali del farmaco, ed ammettendo, con una speculazione mentale, che questa esistesse, tale accordo criminoso non si verificherebbe certo per i vaccini, considerato, ad esempio, che quello per il morbillo costa 0,20€ a dose, quindi con il richiamo siamo a 40 centesimi di euro. Parliamo di 40 centesimi di euro in una vita! Neanche un caffè ai distributori automatici nelle università…Il vaccino per l’epatite B è più dispendioso, ma, considerati i richiami, si parla di 300 euro totali per paziente, ad aeternum.

Per dare un termine di paragone, le industrie farmaceutiche ottengono ingenti introiti grazie ai protettori gastrici (abbondantemente prescritti) che costano almeno 10€ a confezione, nella migliore delle ipotesi sono 10€ al mese per ogni persona, a vita. In Italia ne usufruiscono ogni giorno milioni di persone.

Pertanto i vaccini non sono certo il prodotto per il quale un individuo (od un’ industria farmaceutica), privo di scrupoli e di empatia per il prossimo e mosso esclusivamente dal mero interesse economico, proverebbe ad influenzare le scelte di un governo.

L’obbligo per 12 vaccini, da effettuarsi in un lasso di tempo di 16anni, è divenuta un’esigenza nel momento in cui la copertura vaccinale nazionale è scesa al di sotto della soglia di sicurezza.

Di morbillo e delle altre patologie in causa si muore e, sopravvivendo, si possono avere conseguenze devastanti. Volendo fare un discorso economico, la sopravvivenza alla malattia con sequele ha costi, per lo Stato e per le singole famiglie, imparagonabilmente superiori a quelli vaccinali.

Cosa pensi della propensione crescente nel nostro paese allo scetticismo nei confronti dei vaccini? È una parte della società civile che va ascoltata o si tratta di teorie prive di fondamento?

Ritengo che il dubbio sia sempre legittimo ma richieda un grande atto di umiltà, di viva ed onesta ricerca della verità. Trovo pertanto il dubbio un atteggiamento virtuoso in grado di far elevare la società, anche in ambito vaccinale.

Lo scetticismo, per contro, contiene in sé un’attitudine ostile tanto verso l’oggetto preso in esame quanto al processo di delucidazione alle proprie perplessità; condizione, questa, che nega il processo stesso di ricerca della verità reiterando l’atteggiamento scettico anche negli atti di spiegazione e chiarificazione, rilevandosi del tutto inutile, ostracizzante e spesso mistificatore; improponibile.

Tutte le parti della società civile hanno uguale diritto ad essere ascoltate, a ricevere informazioni esaurienti, ed a dissentire circa decisioni prese da terze persone, (finanche e, spesso, soprattutto lo Stato), che abbiano ripercussioni dirette o indirette sulla loro vita, sulla loro libertà e sull’autodeterminazione.

Credo profondamente che ciascuna parte della società civile ed ogni suo singolo membro abbia il diritto di vedere rappresentate, nelle opportune sedi, le sue rimostranze ed i suoi dubbi. Al contempo credo fortemente che non esistano diritti che non comportino doveri. Ed un dovere fondamentale, che è al tempo stesso un diritto cardinale, è quello all’informazione.

Sempre più spesso, però, i confronti con la parte della società civile con attitudine antivaccinista evidenziano come quest’ultima sia decisamente male informata e talvolta indottrinata in modo compromettente le possibilità di comunicazione e della suddetta ricerca della verità.

2 COMMENTI

  1. Bella la censura: dimostratemi che quello che ho scritto non corrisponde a verità.
    D’altronde, se non si hanno nemmeno i rudimenti di Diritto Costituzionale, occorre informarsi.
    Almeno modificate il cappello introduttivo perché ad oggi, ripeto, c’è solo un comunicato del Ministero della Salute e tanta propaganda.
    Nessun atto con forza di legge.

    • I commenti servono a entrare nel merito dell’articolo, non per correggere il lavoro altrui. Pubblicheremo tutti i suoi interventi che riguardino il provvedimento preso dal governo sulla Salute Pubblica.
      Per quanto riguarda la pubblicazione del decreto, ci informi attraverso l’apposita corrispondenza della redazione, anzi la preghiamo di informarci di tale incongruenza tra le informazioni date dai media e l’effettiva pubblicazione del decreto.

      Cordiali Saluti,
      la Redazione di l’Opinione Pubblica

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