Beatrice Lorenzin

Dopo venti giorni di polemiche è stato finalmente emanato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il decreto legge che disciplina la Sanità Pubblica in merito ai vaccini.

Il decreto a firma del Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin era stato approvato il 19 maggio dal consiglio dei ministri, monopolizzando per alcuni giorni il dibattito all’interno della società civile e dei media italiani. A partire da oggi, i ragazzi dai 0 ai 16 anni di età saranno sottoposti a vaccinazione obbligatoria e gratuita per ben dodici sieri immunologici. Ciò ha fatto storcere il naso a molti, in un paese che grazie ad un certo tipo di controinformazione, ma anche a causa di una sfiducia diffusa nei confronti delle istituzioni pubbliche, vive un arretramento nella prevenzione contro le malattie epidemiche.

Tuttavia la portata del decreto andrebbe un minimo ridimensionata: le disposizioni del ministro della Sanità non fanno altro che rendere in gran parte obbligatori vaccini che erano già ampiamente consigliati dallo Stato. Morbillo, parotite e rosolia fanno già parte dei vaccini raccomandati per i neonati, che la assumono con la cosiddetta trivalente MPR, tra il tredicesimo e il quindicesimo mese di vita. Stesso discorso per i vaccini contro la pertosse e l’Haemophilus influenzae B.

A questi sono stati aggiunti i vaccini per il meningococco B e C e la varicella, quest’ultima già resa disponibile gratuitamente dal SSN da circa due anni.

L’intervento del governo sulla prevenzione epidemiologica non è solo un atto dovuto dalle conclusioni alle quali è giunta la Comunità Europea sul tema della riconosciuta efficacia a livello comunitario del ruolo delle vaccinazioni di massa per la prevenzione sanitaria e il debellamento delle malattie. È un atto che si rende necessario per la concomitanza di alcuni fattori: i grandi fenomeni migratori che negli ultimi anni hanno portato in Italia e in Europa centinaia di migliaia di persone provenienti spesso da luoghi non certo avanzati dal punto di vista economico e/o sanitario si intrecciano con quella mancanza di fiducia della popolazione italiana nelle istituzioni che hanno abbassato la copertura dei vaccini a circa il 90%, sebbene l’ideale dovrebbe essere a circa il 97% di popolazione vaccinata.

La cosiddetta immunità di gregge che protegge la popolazione dalle epidemie è venuta meno in questi anni, portando nel caso dell’Italia a un aumento considerevole di casi di morbillo (siamo secondi soltanto alla Romania nel numero di contagi nell’ultimo anno). Patologia spesso sottovalutata, il morbillo può essere molto pericoloso, soprattutto se preso in età adulta. Per quanto riguarda le altre patologie coperte a partire da oggi dal SSN, si tratta di malattie molto gravi come la meningite, che sebbene non abbia scatenato nessuna epidemia per ora in Italia può avere un’incidenza mortale molto alta.

Tuttavia sembra che il ministro Lorenzin abbia dovuto cedere sulle misure da adottare in caso di inadempienza da parte dei genitori. Non c’è traccia infatti nel d.l. dell’esclusione dei bambini da 0 a 6 anni dagli asili, come era stato prospettato all’indomani del consiglio dei ministri del 19 maggio. Vi è da registrare uno scontro interno tra il ministro della sanità e quello dell’istruzione su una misura, che secondo Valeria Fedeli avrebbe privato i ragazzi del diritto allo studio e dal quale sembra esserne uscita vincitrice. Prima di uscire dal consiglio dei ministri il decreto della Lorenzin prevedeva il divieto di iscrizione alla scuola dell’obbligo anche per i ragazzi delle elementari, misura eliminata per volere della Fedeli, ma che era stata lasciata per i bambini degli asili, secondo quanto era emerso dai giornali.

Confermata invece la sanzione amministrativa pecuniaria che può andare da cinquecento a settemilacinquecento euro per i genitori. Il compito di verificare l’avvenuta vaccinazione dei soggetti è demandata ai dirigenti scolastici e ai responsabili degli istituti privati non parificati, che dovranno segnalare alle ASL la presenza di più di due alunni non vaccinati in ogni singola classe. Per il decreto sono stati stanziati duecentomila euro per il solo anno 2017.

Il governo quindi sebbene con una tempestività e delle modalità discutibili (era meglio preparare l’opinione pubblica al tema qualche mese prima, magari facendo una seria campagna di informazione su malattie, virus e vaccini) si appresta a somministrare in modo assolutamente gratuito cure che altrimenti avrebbero avuto un costo non sempre sostenibile per le famiglie.

Ma siamo sicuri che le polemiche sul decreto Lorenzin non si placheranno in tempi brevi: è proprio di stamattina l’attacco dell’On. Carlo Sibilia, del M5S, al ministro della salute che etichetta la Lorenzin come folle al quale bisognerebbe somministrare il vaccino della follia, parole per le quali il ministro avrebbe annunciato di sporgere querela.

Il vaccino obbligatorio e immediato deve essere quello contro la follia del ministro della Salute Lorenzin. La politica…

Posted by Carlo Sibilia on Wednesday, June 7, 2017

 

Per altro l’onorevole, come molti altri prima di lui cita la differenza tra l’Italia e l’Europa in materia di vaccini, un dato che indica non tanto la superiorità dell’Europa rispetto all’Italia, ma un lassismo in materia di vaccini e prevenzione che mette il vecchio continente dietro non solo agli Usa, dove i vaccini sono obbligatori quasi in tutti gli stati, ma anche dietro a molti paesi africani, come emerso da un’inchiesta realizzata da Radio24.

Si fatica infatti a capire quale sarebbe l’alternativa proposta dagli antivaccinisti, visto che le percentuali di fallimento dei vaccini (minime sia ben inteso) sono nettamente inferiori ai danni che malattie gravi come la meningite o la polio provocherebbero nella popolazione non vaccinata e che al contrario di quanto affermato da coloro che la pensano come Sibilia, l’emergenza epidemiologica in corso c’è per quanto riguarda il morbillo ed è anche abbastanza grave.

6 COMMENTI

  1. Non sarò stata chiara perciò riformulo il pensiero: se l’epidemia di morbillo non è menzionata nel decreto è perchè non c’è nella realtà, come lei invece dice essere reale e anche abbastanza grave, diversamente non si comprende il motivo dell’omesso riferimento nel provvedimento normativo visto che il dato (epidemia), a mio sommesso parere, sarebbe stato compatibile con il parametro costituzionale della necessità e urgenza, che dovrebbe connotare ogni decreto legge. Mentre, sempre a mio sommesso avviso, non è compatibile con il dato costituzionale, come sopra detto, la necessità, come si legge testualmente nel decreto, di ” garantire il rispetto degli obblighi
    assunti e delle strategie concordate a livello europeo e internazionale e degli obiettivi comuni fissati nell’area geografica europea. ” Grazie

    • Il fatto che ci sia un’epidemia di morbillo in Italia è un fatto attestato dalle statistiche, quindi non opinabile. Perché il governo non ne abbia citato non lo so e non posso saperlo. Bisogna chiederlo al governo e non a me.

  2. Buongiorno. In quale parte il decreto appena pubblicato menziona un’epidemia in corso di morbillo, come lei dice, o di altro? Forse mi è sfuggito nel leggere il testo. E quali pertanto sarebbero le circostanze di partiicolare “allarme” nel Paese da giustificare un intervento normativo di carattere urgente e necessario? Per caso l’impegno che i governanti si sono liberamente assunti sul piano internazionale di andare in questa direzione, particolare, questo si, citato nelle premesse del decreto? Grazie

    • Non ho mai detto che è il decreto a citare l’epidemia di morbillo, ma i fatti sono quelli. Per quanto riguarda l’allarmare, l’abbassamento del numero di vaccinati, nonostante le raccomandazioni, lo è.

  3. Buongiorno, mi dica dove si trova l’pidemia? È quante vittime sta facendo ? Di queste vittime che l’epidemia sta facendo, quanti erano stati vaccinati e quanti no ? Grazie
    Michele

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