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L’attesa è finita. Anche il Bolívar, il più popoloso tra gli stati del Venezuela, è andato al Partito Socialista Unito del presidente Nicolas Maduro. Il testa a testa nel buio della notte ha lasciato il posto ai sorrisi in un mezzogiorno che si è tinto di rosso chavista.

Il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) del Venezuela ha confermato che lo stato di Bolívar sarà governato dal candidato chavista del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) Justo Noguera Pietri, con il 49,09 per cento dei voti, contro il 48,83 per cento del suo avversario Andrés Velásquez.

La larga vittoria di Nicolas Maduro alle elezioni regionali, assume dunque i contorni del trionfo. I numeri sono impietosi: 18 governatorati su 23.

L’opposizione venezuelana, a cui sono andati appena 5 governatorati, continua a ribadire che non riconosce i risultati delle elezioni: “Né il Venezuela né il mondo credono alla storiella che ci hanno raccontato”, ha detto il responsabile elettorale del Tavolo dell’Unità Democratica (Mud), Gerardo Blyde.

I dirigenti delle opposizioni, che davano come sicura una netta vittoria antichavista, fanno sapere di aver “anche chiesto ai candidati di organizzare mobilitazioni di piazza per appoggiare la nostra denuncia, perché stiamo vivendo un momento molto grave per la repubblica e per il Paese”.

Il Bolívar, ricco di giacimenti di ferro e bauxite, è stato conteso con un testa a testa appassionante. Durante l’intera giornata di lunedì, il candidato di chavista è rimasto all’interno della sua casa di campagna con i suoi fedelissimi, in attesa del conteggio del Consiglio elettorale.

Alla fine Petri ha vinto con 1.471 preferenze di scarto.

Il nuovo governatore è stato comandante generale della Guardia Nazionale Bolivariana ed è nato nel 1961, nello stato di Miranda.

Queste elezioni regionali passeranno alla storia anche per la massiccia partecipazione popolare: il 61,14%, una percentuale notevolmente superiore rispetto al 53,94% della tornata del 2012.

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