Sono 7,6 i milioni di venezuelani che nel mondo hanno partecipato al “plebiscito”, comunque non ufficiale e pertanto neppure vincolante, indetto dall’opposizione per chiedere a Maduro d’abbandonare il progetto di convocare l’Assemblea Costituente. Definito come un successo dai media e dalle cancellerie di tutto l’Occidente, a Caracas il plebiscito è stato invece giudicato alla stregua di un fallimento.

La realtà, probabilmente, risiede nel mezzo: con questo strumento referendario l’opposizione ha voluto lanciare a Maduro un messaggio di forza e al resto del mondo l’immagine della propria potenza e del suo essere pronta ad assumere le redini del paese. Ma rimane il fatto che, per dare la tanto invocata “spallata” a Maduro la Costituzione Bolivariana del Venezuela prevede l’istituto del referendum revocativo, col quale è possibile rimandare a casa il Presidente e il suo governo a metà del mandato: e a questo istituto l’opposizione ben s’è guardata dal fare ricorso, evidentemente temendo la sconfitta.

Donald Trump, in una nota ufficiale rilasciata dalla Casa Bianca, ha dichiarato che vi saranno “sanzioni economiche forti ed immediate” se Maduro non rispetterà il volere degli elettori. Ed ha aggiunto: “Ancora una volta gli Stati Uniti chiedono che si tengano elezioni libere e giuste e restano accanto al popolo del Venezuela nella loro richiesta di riportare il loro Paese ad essere una piena e florida democrazia”.

Anche l’Unione Europea, per bocca della sua rappresentante per la politica estera e la sicurezza Federica Mogherini, ha chiesto a Nicolas Maduro di sospendere il progetto di convocare l’Assemblea Costituente il prossimo 30 luglio. Durissima la reazione del Presidente venezuelano: “Oggi è toccato a Federica Mogherini, cancelliere dell’Unione europea, dare ordini al governo del Venezuela. Insolente! Cosa pensi, che siamo nel 1809, quando ricevemmo ordini dagli imperi europei? Il Venezuela è un paese libero, sovrano e nessuno ci dà ordini! In Venezuela comandano i venezuelani. Federica, hai sbagliato Paese. Il Venezuela non è una colonia dell’Unione europea”. E ha poi aggiunto: “Io le convoco, e l’Europa dica quello che vuole. Non ci importa ciò dice l’Europa, ci importa la dignità della nostra terra, che è la terra dei liberatori dell’America!”. E ancora: “Li abbiamo cacciati via a colpi di machete gli eserciti della Mogherini, gli eserciti delle minacce europee. Li abbiamo cacciati a colpi di machete, siamo andati ad Ayacucho per cacciarli. Ora lo faremo con i voti della gente”.

Padre José Virtuoso, rettore dell’Università Cattolica Andrés Bello e noto per le sue simpatie per il MUD, la coalizione dell’opposizione al governo venezuelano, ha detto in un’intervista al giornale venezuelano Cronica Uno a proposito del progetto di Maduro: “È una sorta di “costituzionalizzazione” di un modello socialista che consiste essenzialmente nel controllo totale da parte dello Stato della società, utilizzando come emblema il benessere del popolo e lo slogan “uguaglianza e giustizia”. Da una parte, l’Assemblea Nazionale Costituente andrebbe a eliminare l’attuale Assemblea nazionale come meccanismo di legislazione, e dall’altro consentirebbe al governo di svolgere quelle modifiche promesse dal 2007”.

 

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.

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