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Come già avevano minacciato, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro il governo bolivariano del Venezuela, colpendo in particolare otto persone considerate come strategicamente collegate all’Assemblea Costituente, tra le quali anche il fratello del defunto presidente Hugo Chavez. Adan Coromoto Chávez Frías, ministro della Cultura e membro della commissione presidenziale per l’Assemblea Costituente, rientra infatti nel gruppo di persone inserite dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti nella lista di quegli esponenti venezuelani a cui sono stati congelati i beni nel territorio americano.

La misura vieta peraltro anche ai cittadini americani di fare affari con le persone colpite dalle sanzioni. Sono in pratica le stesse sanzioni che la scorsa settimana, subito dopo l’elezione dell’Assemblea Costituente, gli Stati Uniti avevano fatto scattare “a personam”, per il presidente Nicolas Maduro.

Nel frattempo è salito a 17, dagli iniziali 13, il numero dei paesi del continente americano che condannano l’azione del governo bolivariano del Venezuela e che non riconoscono l’Assemblea Costituente. In un comunicato letto alla stampa dal ministro degli Esteri peruviano Ricardo Luna, i ministri degli Esteri dei 17 Paesi hanno condannato la “rottura dell’ordine democratico in Venezuela” e hanno espresso “la decisione di non riconoscere l’Assemblea Costituente eletta il 30 luglio nel Paese, né gli atti emanati da questa, per la sua illegittimita’”. Nel documento, che ha richiesto sette ore di stesura a Lima fra i vari firmatari, si esprime “pieno sostegno e solidarietà all’Assemblea nazionale” e si condanna la “violazione sistematica dei diritti umani, la repressione e la persecuzione politica, l’esistenza di prigionieri politici e la mancanza di elezioni libere”.

Giova notare come il documento sia firmato dai rappresentanti di Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costarica, Guatemala, Honduras, Giamaica, Messico, Panama, Paraguay e Perù, ovvero paesi che o non sono mai riusciti a fuoriuscire dal cono d’ombra dell’influenza politica ed economica degli Stati Uniti o che, dopo esservi parzialmente o temporaneamente riusciti, ne sono però poi stati di nuovo risucchiati.

Il testo contiene anche una forte condanna della “violazione sistematica dei diritti umani e delle libertà fondamentali” in Venezuela, così come “la violenza, la repressione e la persecuzione politica, l’esistenza di prigionieri politici, e l’assenza di elezioni libere monitorate da osservatori internazionali indipendenti”. Non manca neppure la disponibilità espressa dai paesi firmatari nei confronti dei loro ispiratori nordamericani ad appoggiare qualsiasi tentativo di destabilizzazione del Venezuela: nel documento si parla infatti di appoggiare “in modo urgente e in un quadro di rispetto verso la sovranità venezuelana” ogni possibile “negoziazione credibile” per arrivare in modo pacifico alla “restaurazione democratica nel Paese”.

Sono tuttavia molti di più, e sparsi in tutto il mondo, i paesi che invece hanno riconosciuto l’Assemblea Costituente venezuelana, dall’Africa all’Asia, senza dimenticare grandi colossi come la Cina e la Russia. Facilmente prevedibile anche l’appoggio di Cuba, espresso dalle sentite parole d’incoraggiamento del Presidente Raul Castro. Questi infatti, con una sua breve lettera, ha sottolineato e ribadito la “solidarietà militante di tutti i cubani” al collega venezuelano Nicolas Maduro. “Con giubilo rivoluzionario ho appreso i risultati delle elezioni e l’insediamento dell’Assembla Costituente”, commentando che tale processo “rende il Venezuela un simbolo del nostro continente”. Ha poi aggiunto: “Ogni azione del terrore rafforza il morale del popolo, ogni aggressione lo rende più forte, ogni colpo rafforza l’unità”, ricordando “il sostegno popolare” dei venezuelani nei confronti della Costituente. E ha così concluso: “Sicuramente ci saranno giorni di forte lotta, di assedio internazionale… ma anche di creazione e lavoro per i rivoluzionari e il popolo venezuelano, che non sarà solo e avrà i cubani in prima fila nella solidarietà militante”.

UN COMMENTO

  1. …….gli Americani sono pericolosi ….inutile negarlo si sentono i padroni del mondo ….solidarieta’ a Maduro e fuori dalla Nato !!!….Gentiloni vile prendi posizione una buona volta , politico inutile….

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