Il governo del Nicaragua e la Cina stanno realizzando un canale che metterà in comunicazione la sponda atlantica con quella pacifica del continente americano. In effetti, sarà molto simile al Canale di Panama, con 3 differenze fondamentali:

1) Non è stato imposto con un colpo di Stato e successivo arresto del presidente, con accuse infamanti e false (vedi l’arresto e la detenzione di Noriega, presidente panamense arrestato e sbattuto in galera dagli americani, in violazione di ogni legge internazionale, al solo scopo di spianare la strada al «loro» canale).

2) Non è sotto il controllo americano, ergo questi ultimi non potranno più fare il bello e il cattivo tempo, permettendo o proibendo l’attraversamento del canale.

3) Porterà prosperità e ricchezza alla popolazione

Ed ecco che, guarda le coincidenze, ancora una volta una rivolta di piazza appare, come per magia, laddove si intacchino gli interessi americani. La scusa stavolta è che il canale inquinerebbe. La stessa gente scesa in piazza, vale a dire contadini analfabeti facilmente manipolabili, proprietari terrieri, etc, probabilmente non hanno mai fiatato quando a inquinare erano gli americani. Un tratto in comune con le sinistre europee. Si tratta di un progetto da cinquanta miliardi di dollari, che permetterà al Nicaragua di crescere, ma anche loro, come del resto ogni Paese su cui si posi lo sguardo cupido degli Stati Uniti, hanno la propria quinta colonna decrescista. Da noi si chiamano NO Tav, No Ponte, No Nucleare, da loro si oppongono al canale. Canale che permetterà, tra l’altro, di rafforzare i BRICS, cosa particolarmente sgradita a Washington. I decrescisti nicaraguensi hanno accusato il presidente Daniel Ortega di svendere il Paese ai cinesi. Il che ricorda il tristo ritornello che udiamo levarsi continuamente nel nostro Paese, non appena ci sono cinesi disposti a investire. Lo stesso stormo di cornacchie si guarda bene dal gracchiare, se non in segno di approvazione, quando gli americani o gli emiri acquistano i nostri pezzi pregiati a prezzo di favore.

Il governo del Nicaragua sostiene che il canale porterà investimenti vitali in uno dei Paesi più poveri dell’America Centrale, ma questo non importa: il peccato originale è un altro, e cioè, come detto sopra, il canale farà concorrenza a quello di Panama, e quindi agli americani.

Il Nicaragua ha iniziato a costruire il canale alla fine del 2014. Il Gruppo privato di Hong Kong, Nicaragua Canal Development (HKCD) è stato incaricato di completare l’ambizioso progetto entro cinque anni.

Il nuovo canale è impostato per essere più lungo e più largo del Canale di Panama. Alla HKCD è stata data una concessione di 50 anni per la gestione del progetto, con una possibile estensione per altri 50 anni, dopo che la costruzione sarà stata completata.

Forse gli americani, per allora, avranno scoperto armi di distruzione di massa anche in Nicaragua, oppure violazioni dei diritti umani, fosse comuni, stupri di guerra. Vista la creduloneria dell’occidentale medio ci permettiamo di suggerire loro di affermare che in Nicaragua mangiano i bambini e gettano giornalisti e oppositori in pasto ai cani. Ha funzionato finora, perché non dovrebbe funzionare di nuovo? Altrimenti, si può sempre usare il metodo Majdan: si prendono teppisti, drogati, neonazisti, anarchici, e altri idioti di complemento, e li si getta in strada spaccare tutto. Se la polizia spara, c’è il casus belli per intervenire, altrimenti si aspetta che i teppisti completino il lavoro come in Ucraina. E qui non ci sono neppure quei cattivoni dei russi, quindi il tutto dovrebbe andare liscio… Cina permettendo!

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