Hanno fischiato forte fino a sera i treni in transito nella stazione di Viareggio, per ricordare quel terribile incidente di otto anni fa e commemorare le 32 vittime innocenti, i cui nomi sono stati letti nel piazzale di largo Risorgimento al termine del corteo per le vie della città.

Era il 29 giugno del 2009, quando il treno merci 50325 di proprietà della società austriaca Gatx, partito da Trecate e diretto a Gricignano di Aversa, deragliò in corrispondenza della stazione di Viareggio. Viaggiava a 90 chilometri all’ora e trasportava quattordici cisterne cariche di gas liquido Gpl.

Secondo le indagini, l’incidente fu causato dalla rottura di un fusello della sala montata di un carro cisterna, che trascinò fuori dai binari altri quattro carri provocando il deragliamento del treno.

Vale sempre la pena di ricordare il costo del noleggio del treno, emerso fin dalle prime informative per la Procura di Lucca: 25,20 euro a carro, compresi anche “gli oneri economici derivanti dalle attività manutentive”.

Il corteo è partito da via Ponchielli, luogo dove avvenne l’esplosione della cisterna di gpl, e ha attraversato la città, per concludersi nel piazzale di Largo Risorgimento con gli interventi dei parenti delle vittime. E’ stato anche proiettato il filmato portato in aula dalla Procura di Lucca con le immagini e l’audio di quella tragica notte.

Una tragedia “che porta ogni giorno a misure di rafforzamento della sicurezza, per i passeggeri e per le città attraversate”. Lo ha scritto il ministro dei Trasporti Graziano Delrio in una lettera inviata a Marco Piagentini, presidente dell’associazione Il Mondo che Vorrei, che riunisce i familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio.

“Il 29 giugno 2009, come il 12 luglio 2016, quando avvenne lo scontro ad Andria-Corato, si legge nella lettera di Delrio, assente alla commemorazione, sono date impresse nella nostra memoria e nella storia del nostro Paese. Niente è più come prima, come ha detto Viareggio, come dicono le comunità pugliesi e come anche io penso. Il trasporto ferroviario, sia di persone, sia di merci, che deve rappresentare una risposta evoluta alle esigenze di mobilità dell’Italia, diventa un mostro, quando si tramuta in tragedie come queste. Tragedie che potevano e debbono essere evitate e che ci portano ogni giorno a misure di rafforzamento della sicurezza, per i passeggeri e per le città attraversate. Tragedie che attendono il compimento della giustizia, che deve essere piena, come tutti, io con voi, auspichiamo”.

Qualche giorno fa, il Consiglio regionale della Toscana si è schierato contro la buonuscita da oltre nove milioni di euro a Mauro Moretti, condannato in primo grado a sette anni per la strage in quanto all’epoca dei fatti amministratore delegato di Ferrovie dello Stato.

A Moretti, che ha dovuto lasciare l’incarico a capo di Leonardo, società a controllo pubblico, è stata riconosciuta una “indennità compensativa e risarcitoria” di 9,26 milioni, oltre alle competenze di fine rapporto.

La mozione è stata presentata da Stefano Baccelli (Pd), presidente della commissione Ambiente in Consiglio regionale.

 

 

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