Il raffreddamento dei rapporti tra Russia e Occidente, e tra Stati Uniti e Cina, ha influenzato anche la sfera militare. Nel nuovo concetto di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Russia e Cina sono riconosciute come oppositori di Washington. I principali esperti militari e politici russi dicono apertamente che gli americani stanno spingendo cinesi e russi a stringere un’alleanza strategica contro di loro.

Anche se un trattato di amicizia e alleanza formale tra Mosca e Pechino non è stato ancora raggiunto, gli americani sembrerebbero spaventati, come dimostrerebbero le dichiarazioni dei loro rappresentanti. Gli esperti americani che compaiono alla televisione russa, infatti, stanno cercando di convincere gli omologhi russi che la Russia e la Cina non possono stare sulla stessa barca.

Tuttavia, come ha affermato Vyacheslav Nikonov, deputato della Duma di Stato russa ed esperto di relazioni internazionali, il quale ha più volte incontrato personalmente a Pechino il leader cinese Xi Jinping, un livello di strette relazioni tra i due Paesi era anche difficile da immaginare fino a qualche mese fa. Pertanto, gli Stati Uniti hanno molte ragioni di preoccupazione.

Quasi a confermare i timori americani di un’alleanza strategica tra la Russia e la Cina, l’11 settembre, nella Russia orientale (in Siberia e nell’estremo oriente russo), hanno avuto inizio le esercitazioni militari “Vostok-2018” (“Oriente-2018”), che si sono concluse il 17 settembre.

“Nelle esercitazioni sono coinvolte le truppe del Distretto Militare Orientale e Centrale, la Flotta del Nord e le Forze Aeree, così come parte delle forze della zona di Dal’nij, i trasporti militari e l’aviazione operativo-tattica delle Forze Aerospaziali. In totale, le manovre coinvolgeranno 297 mila soldati, più di mille aerei, elicotteri e veicoli aerei senza equipaggio, fino a 36 mila carri armati, veicoli da combattimento di fanteria, mezzi blindati e altri veicoli, fino a 80 navi e navi di sostegno,” ha detto il capo dello Stato Maggiore russo, il generale Valerij Gerasimov.

Secondo Gerasimov, durante le esercitazioni, è stato effettuato il trasferimento di truppe e attrezzature militari in modo combinato su lunghe distanze fino a 7 mila chilometri, mentre la flotta ha attraversato una distanza di 4 mila miglia nautiche. Il ministro della Difesa russo, Sergeij Shoigu, ha dichiarato che l’esercito non ha condotto manovre di tale portata dal 1981 (le esercitazioni “Zapad-1981”, “Ovest-1981”).

Oltre ai russi, anche i militari della Cina e della Mongolia hanno preso parte alle esercitazioni “Vostok-2018”. Secondo il ministro Shoigu, tuttavia, Russia e Cina condurranno regolarmente esercitazioni militari congiunte anche in futuro. Shoigu, in collaborazione con il Ministro della Difesa della Repubblica Popolare Cinese, Wei Fenghe, ha controllato il lavoro dei posti dei comandi russo e cinese presso il campo di addestramento di Zugol.

Queste esercitazioni hanno provocato agitazione nella NATO e nel Pentagono. A prima vista, le paure degli americani sembrano inverosimili: le esercitazioni si sono tenute lontano dal continente europeo e dalla Siria, dove il confronto politico-militare tra Russia e Occidente aumenta quasi quotidianamente di intensità. Allo stesso tempo, tuttavia, le paure non sono infondate: il confine tra Russia e Stati Uniti passa attraverso lo stretto di Bering, che divide la Čukotka russa dall’Alaska americana.

Ma la ragione più seria delle paure del Pentagono è probabilmente un’altra. Gerasimov, che è considerato un grande stratega militare, in un’intervista durante i preparativi per le recenti esercitazioni, ha affermato che “sono state prese misure con l’offerta pratica di risorse di mobilitazione, sono state mobilitate ventuno formazioni in dieci entità costituenti della Federazione Russa, diverse migliaia di cittadini sono stati richiamati dalla riserva.”

Questo potrebbe significare che Mosca si sta seriamente preparando a un eventuale conflitto con Washington. Naturalmente, si tratta solo di un’ipotesi. L’Europa, tuttavia, può e deve fare tutto il possibile per fermare l’approccio di questa catastrofe.

Silvia Vittoria Missotti

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