Il Parlamento Ue si spacca sulle sanzioni all’Ungheria e Lega e Movimento Cinque Stelle, alleati di governo, voteranno in maniera diversa a Strasburgo per attivare l’articolo 7 del Trattato Ue per “rischio di grave violazione dello Stato di diritto”.

Il ministro dell’Interno Salvini, è chiaro e netto: “Domani al Parlamento europeo voteremo contro le sanzioni all’Ungheria. Non si processano i popoli e i governi liberamente eletti, soprattutto se vogliono controllare un’immigrazione fuori controllo”.

 

 

La Lega ha deciso di schierarsi con Viktor Orbán e votare contro l’avvio della procedura di intervento, mentre i 5 stelle hanno fatto sapere che non si discosteranno dalla linea favorevole alle sanzioni già espressa in commissione.

 

Come il Carroccio voterà anche Forza Italia. Stando a quanto trapelato, Silvio Berlusconi in persona, avrebbe telefonato al premier ungherese ribadendo il suo appoggio. Al momento non è ancora chiara l’indicazione di voto proveniente dal Ppe, il Gruppo dei Popolari al Parlamento europeo di cui fa parte anche Fidesz, il partito di Orbán.

Il leader ungherese si è difeso parlando di “un ricatto delle forze pro immigrazione”. Intervenendo in plenaria a Strasburgo alla vigilia del voto, ha accusato: “Non condannerete un governo, ma l’Ungheria che da mille anni è membro della famiglia europea. Sono qui per difendere la mia patria. L’Ungheria sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l’immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario”. E ha attaccato: “Ho accettato compromessi” sul sistema giudiziario e elettorale, ma “questa relazione vuole buttare alle ortiche accordi conclusi da anni”. “State dando un colpo grave al dialogo costruttivo”, evidenziando ben 37 errori contenuti nella relazione del parlamento sull’Ungheria.

Il premier magiaro ha parlato anche dell’Italia: “Sulla migrazione sono disposto a cooperare con qualsiasi governo che vuole difendere le frontiere, non è per me una questione partitica, e devo dire che mi tolgo il cappello di fronte agli italiani per il coraggio che stanno avendo e hanno avuto per quanto hanno fatto”.

Contro Orbán si schiera il M5S, paragonandolo a Macron, Merkel e Junker. “Hanno lasciata sola l’Italia perché non aprono i loro porti e non accettano i ricollocamenti  dei migranti. Il Movimento 5 stelle è in Europa per difendere gli  interessi degli italiani”, scrivono i grillini in una nota. Entrando nel merito della votazione di domani il M5S parla di “dati di fatto che non possono essere ignorati: diritti costituzionali messi a repentaglio, indipendenza della magistratura compromessa, diritti delle minoranze calpestati, corruzione endemica dell’amministrazione, conflitti di interessi di componenti del governo”.

“Tuttavia, concludono gli eurodeputati M5s, contestiamo l’ipocrisia dell’Unione europea che per agire aspetta che queste violazioni diventino gravi, sistematiche e reiterate piuttosto che prevenirle. Dov’era l’Europa quando Silvio Berlusconi veniva indagato, processato e condannato?”. E ancora: “Dov’era l’Europa quando veniva approvata a colpi di maggioranza la vergognosa riforma costituzionale Renzi Boschi Verdini che ammazzava i diritti dei cittadini?”.

Per l’imposizione di eventuali sanzioni, in ogni caso, l’ultima parola spetterà poi al Consiglio Europeo. L’articolo 7 prevede due meccanismi. Il primo, che si applica in presenza di “grave rischio” di violazione dei valori Ue, comporta il varo di misure preventive che devono essere approvate dai quattro quinti degli Stati membri. Nel secondo caso, che scatta se i capi di Stato e di governo riconoscono che c’è stata una violazione “seria e continuata” dei valori Ue, le sanzioni devono essere approvate dal Consiglio Europeo all’unanimità.

 

 

 

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