Julian Assange

Julian Assange, cofondatore di Wikileaks, è rifugiato da oltre quattro anni a Londra presso l’ambasciata dell’Ecuador di Rafael Correa

Sulla testa dell’hacker australiano pesano l’accusa di spionaggio da parte del governo federale degli Stati Uniti per le note vicende dei cable che hanno diffuso in tutto il mondo i dispacci diplomatici di diversi paesi e l’accusa di stupro proveniente da una delle sue ex amanti svedesi.

Il governo svedese avrebbe ottenuto dall’Alta Corte britannica l’estradizione di Assange ad agosto del 2012. Ma per molti l’estradizione in Svezia servirebbe in realtà a portarlo a processo negli USA, per i quali rischierebbe anche la pena di morte.

Tuttavia la storia giudiziaria di Assange potrebbe avere una svolta. Nei giorni scorsi l’australiano ha dichiarato che si sarebbe consegnato alle autorità britanniche (e quindi estradato) se gli Usa avessero dato la grazia a Chelsea Manning (nata Bradley), informatrice di Wikileaks ed ex membro dell’NSA.

La Manning, transgender già da diversi anni è stata condannata a 35 anni di carcere, che sta scontando in un carcere maschile. L’ex informatrice aveva tentato il suicidio per ben due volte suscitando gli appelli, non solo di Assange, ma anche di Edward Snowden, anche lui ex membro dell’NSA costretto a vivere in Russia per le sue rivelazioni sui metodi di spionaggio Usa.

Ieri il presidente degli Usa uscente, Barack Obama, come ultimo atto ha concesso la grazia all’ex militare che finirà di scontare la sua pena nel mese di Maggio. Per questo atto di clemenza Snowden ha ringraziato sinceramente Obama e tutti quelli che hsnno sostenuto la Manning, tramite twitter:

Ciò avviene poco dopo le parole rilasciate tramite twitter dal sito di Assange: “Se Obama grazia Manning, Assange accetterà l’estradizione verso gli Usa, nonostante la palese incostituzionalità”. Detto, fatto. L’hacker australiano si farà processare come promesso?

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