Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato a Cagliari, per uno “scalo tecnico”, proveniente dal Cop22 di Marrakech e in viaggio verso il Sudamerica per partecipare al Vertice dell’Asean. Accompagnato dal presidente della Regione Francesco Pigliaru, si è prima recato nel sito archeologico di Nora e poi tra mezz’ora, al Forte Village, incontrerà il premier Matteo Renzi che è arrivato nell’isola per una due giorni dedicata alla campagna per il sì al referendum.
“In Cina c’è grande interesse del mercato e degli studi sulla dieta mediterranea, come l’olio d’oliva e i formaggi”, ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping.
“Dopo la mia visita di oggi spero vengano tanti cinesi qui: ci sarà un grande ritorno di immagine dal punto di vista turistico con molti che, vendendo le immagini del mio viaggio, si incuriosiranno”, ha detto il presidente cinese parlando con Pigliaru.
 “Da oggi la Sardegna è e sarà molto più conosciuta dai cinesi: le immagini dell’arrivo del presidente Xi a Cagliari rimbalzeranno su molte televisioni. E per noi è un grande risultato”, ha commentato il governatore sardo.
Turismo ma non solo. Strategicamente importantissima è la collaborazione nel settore dell’innovazione tecnologica e della ricerca che potrebbe essere ulteriormente rafforzata. La Sardegna è terreno fertile, in tal senso, vista la presenza di diversi operatori di telecomunicazioni, startup significative ed università. Cagliari è tra le città più cablate d’Italia e il sistema di trasporti pubblico è tra i pochi certificati a livello europeo. L’incontro in programma per le ore 20 potrebbe essere l’occasione anche per fare il punto sugli investimenti del colosso di telefonia mobile cinese, Huawei, pronto ad aprire un laboratorio di innovazione a Pula nella sede del CRS4, il Centro di ricerca regionale fondato dal Premio Nobel Carlo Rubbia nel 1990, con all’attivo la realizzazione del primo sito internet italiano della storia. Sul piatto circa 20 milioni di euro per progetti di Smart&Safe City, le cosiddette città intelligenti.
Il colosso cinese, terzo produttore di smartphone al mondo con una quota di mercato del 7%, dietro Samsung (20.5%) e Apple (10.9%), ha già siglato accordi analoghi con altri 80 partner pubblici e privati.

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