L’attesa sta per finire. Il 24 maggio, Xiaomi annuncerà ufficialmente i dettagli della sua strategia di conquista di una fetta importante del mercato italiano degli smartphone nel corso di un evento stampa a Milano.

 

 

L’arrivo sarà tutt’altro che in punta di piedi. Sono infatti previsti un e-commerce sul sito www.mi.com/it , un primo negozio fisico nel capoluogo meneghino, la cui location esatta sarà rivelata il giorno 24, ed una serie di accordi con catene di elettronica e con Wind Tre.

 

 

“Il nostro accordo con Xiaomi è un’ulteriore conferma della strategia di Wind Tre volta a costruire partnership con aziende di alta tecnologia che supportano l’innovazione digitale e la differenziazione di mercato per i nostri clienti”, spiega Jeffrey Hedberg, CEO di Wind Tre.

“Il portafoglio di smartphone di Xiaomi, infatti, offre una qualità eccellente con un design eccezionale a prezzi competitivi, che ci consentono di proporre bundle innovativi e di grande valore”, aggiunge Hedberg.

“Inoltre, questa partnership rafforza la capacità di Wind Tre di cogliere le interessanti opportunità dell’ecosistema IoT per differenziare le nostre offerte, sia per la casa che per l’ufficio”, conclude l’esperto manager.

Gongola Wang Xiang, Senior Vice President di Xiaomi: “Siamo entusiasti di vedere i nostri smartphone e prodotti del Mi Ecosystem presenti nei negozi italiani online e offline di Wind e di 3, a seguito della partnership globale tra Xiaomi e CK Hutchison. Dal momento che stiamo espandendo la nostra impronta globale in Europa occidentale, ritengo che la nostra mossa congiunta di portare una vasta gamma di prodotti di alta qualità e ben progettati a prezzi accessibili e onesti, in Italia, sarà accolta calorosamente dai clienti locali”.

Sembra passato un secolo da quando nel 2010, a Pechino, Lei Jun fondò la Xiaomi. All’anno successivo risale il lancio del vendutissimo Xiaomi Mi1, smartphone di fascia alta ma dal prezzo contenuto.

 

 

L’azienda di Lei Jun ne ha fatta tanta di strada ed diventata ormai il quarto produttore mondiale di smartphone per pezzi venduti dietro Samsung, Apple e Huawei. Anche in Europa, nel primo trimestre 2018 (dati Canalys), Xiaomi è salita al quarto posto, sorpassando produttori affermati e con una maggiore anzianità sul mercato alle spalle.

I ricavi del 2017 sono aumentati del 67,5% su base annua a 114,62 miliardi di yuan (18 miliardi di dollari), di cui 82,5 miliardi generati dalle attività in Cina (+39,2%) e 32,1 miliardi da quelle all’estero (+250,4%). Dagli smartphones proviene il 70,3% dei ricavi. Fra pochi mesi è prevista la quotazione in Borsa a Hong Kong. Si dovrebbe trattare di un’Ipo da 100 miliardi. Xiaomi (che ha anche aziende succursali come Miija e Haumi), a quanto pare, ha presentato una richiesta di quotazione e secondo l’agenzia Bloomberg la transazione potrebbe consentirle di raccogliere 10 miliardi di dollari.

Qualità costruttiva, sviluppo continuo ma anche un software riuscitissimo, basato su Android ma ottimizzato dall’interfaccia grafica MIUI, aggiornata spesso spesso grazie ai contributi e ai feedback della community online.

Secondo Xiaomi, “solo Apple può vantare un tasso di fedeltà al marchio simile o superiore al nostro”.

 

 

L’azienda di Lei Jun insegue l’ambizioso obiettivo “di riuscire ad essere amati dagli italiani non come produttore cinese ma come produttore ‘bravo’ di smartphone (e non solo)”.

Oltre ai prezzi, sarà l’assistenza a garantire la validità del prodotto Xiaomi e la sua competitività sul mercato italiano.

I primi due modelli commercializzati in Italia dalla casa cinese sono il Mi Mix 2 e il Redmi 5 Plus.

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