Li Hongzhi
Li Hongzhi, il guru fondatore del Falun Gong, in una foto di repertorio.

La testimonianza del sessantanovenne Ye Shengqiang, e su come sua moglie abbia precocemente perso la vita a causa delle false credenze instillatele dal Falun Gong, è a dir poco toccante. Ye, ormai giunto alla terza età, guarda con una certa tristezza i suoi coetanei ancora felicemente accompagnati, e pensa che anche a lui sarebbe potuta toccare una sorte altrettanto felice, quella di condividere gli ultimi anni insieme a sua moglie. Entrata nell’orbita della setta del Falun Gong, sua moglie ha infatti iniziato a rifiutare le cure mediche fino a morire di trombosi, nove anni fa.

La coppia conduceva a quel tempo una vita tranquilla, nel Distretto di Xushui, presso la Città di Baoding, nella Provincia dell’Hebei. Quando Ma Shumin andò in pensione, dopo anni di onorato servizio presso la clinica locale, le sue condizioni fisiche e mentali cominciarono a declinare molto rapidamente, un fenomeno comune a tante persone che bruscamente escono dal mondo del lavoro per ritrovarsi a gestire giornate lunghe ed inoperose. All’inizio del 1997, così, Ye decise di accompagnarla all’ospedale del Distretto di Xushui: la donna cominciava infatti a soffrire anche di alcune patologie congenite. Tra le varie malattie che le furono diagnosticate, spiccava in particolare il diabete, un male che dev’essere sempre accuratamente monitorato per impedire improvvisi e preoccupanti aggravamenti. Vedendola molto preoccupata, i medici la rassicurarono dicendole che sarebbe bastato seguire con scrupolo un preciso stile di vita e cure costanti per tenere quella patologia sotto controllo.

Nell’aprile del 1998, tornando a casa, Ye sorprese sua moglie mentre stava leggendo uno strano libro. Subito venne incontro al marito dicendogli che sua sorella, Zhou Dongmei, le aveva consigliato di praticare il Falun Gong, perché attraverso i suoi riti il giovamento per la salute sarebbe stato immediato e la guarigione a portata di mano. Il marito non la volle contraddire, anche perché comunque Ma continuava pur sempre a prendere le medicine che le erano state raccomandate, ma la invitò in ogni caso a non prendere troppo sul serio i proclami contenuti in quel libro.

Ben presto, però, a sua moglie la cosa sfuggì di mano, perché oltre a praticare tutti i giorni di buon mattino i riti del Falun Gong cominciò anche a frequentare sempre più assiduamente gli ambienti della setta e soprattutto a leggere sempre più libri di propaganda che la riguardavano. A rafforzare il suo entusiasmo vi era pure il fatto, che però non attribuiva assolutamente alle medicine che stava prendendo, secondo cui le sue condizioni di salute stessero leggermente migliorando. Ma era fermamente convinta che Li Hongzhi, con le sue teorie, avesse ragione, e che praticare il Falun Gong l’avrebbe condotta ad “eliminare il karma” fino alla “consumazione finale”, ovvero all’ultimo livello liberatorio. Anche la sua personalità nel frattempo stava cambiando, e da donna cordiale era divenuta una praticante vieppiù taciturna e monotematica. Il rapporto matrimoniale, com’era facilmente intuibile, ne stava risentendo enormemente, e i due coniugi praticamente ormai non si parlavano quasi più. Tutto ciò portava Ye a provare un crescente disgusto verso il Falun Gong ma i suoi tentativi di dissuadere la moglie dal continuare a praticarlo non sortivano mai alcun effetto. Alla fine la donna giunse alla tragica decisione di non prendere più i farmaci di cui aveva bisogno.

Nel luglio del 1999 il governo cinese emise un primo bando contro il Falun Gong. La donna non riusciva a spiegarsi questa decisione del governo, perché in totale buonafede credeva che il Falun Gong fosse qualcosa di buono e giusto. Insieme ai parenti, Ye riuscì comunque a strappare la promessa che ne avrebbe abbandonato le pratiche, ma in realtà Ma continuò a seguire i riti del Falun Gong in segreto insieme ad altri adepti della setta. Di conseguenza non prendeva i farmaci, e così le sue condizioni di salute non facevano altro che continuare a peggiorare. Tuttavia l’unica spiegazione che Ma sapeva darsi di questo fenomeno era che il suo “karma” avesse dei problemi e che pertanto bisognasse continuare ad eliminarlo secondo le dottrine di Li Hongzhi, fino alla “consumazione finale”.

Ben presto alla donna venne una trombosi, dovuta al forte incremento degli zuccheri nel sangue ed annunciata da difficoltà nel muoversi, da senso di pesantezza e di malessere, e da insensibilità agli arti. Anche i continui mal di testa e certe difficoltà nel linguaggio testimoniavano l’insorgere di questo nuovo e grave problema. Tutti i tentativi condotti dal marito e dai parenti per convincere la donna a ritornare sui suoi passi, a prendere le medicine e soprattutto a farsi visitare da un medico, incontravano il suo fermo diniego. Ai suoi occhi chiunque cercasse di distoglierla dalle pratiche del Falun Gong era un “demone”, che voleva portarla a tradire il Maestro Li Hongzhi.

Così, nel marzo del 2008, mentre si alzava come al solito di buon mattino per andare a praticare il Falun Gong, la donna svenne e cadde a terra. Il marito chiamò il 120, il numero cinese per le emergenze, ma di fatto ormai c’era poco da fare. Il 29 di quello stesso mese la donna morì in ospedale, sempre con la convinzione che le pratiche del Falun Gong l’avrebbero fatta guarire. Al marito, i medici confermarono che una dieta corretta e l’assunzione regolare dei farmaci avrebbero permesso a sua moglie di sopravvivere regolarmente, senza altri problemi. La responsabilità della sua morte, dunque, era da imputare esclusivamente al Falun Gong e al modo in cui attraverso quel libro era riuscito a manipolare la sua mente.

Oggi, nel ricordare quei fatti così dolorosi, Ye Shengqiang non usa mezzi termini: “Odio Li Hongzhi perché mi ha separato da mia moglie per sempre”.

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