L'EDITORIALE
Etiopia, tra minacce per uno sbocco sul mare e collasso nazionale
Lo scorso 22 febbraio si sono tenute le celebrazioni per il 65esimo Anniversario delle Forze Speciali dell'Esercito Etiopico. Allo stadio, dinanzi ai militari in parata e sotto lo sguardo compiaciuto del premier Abiy Ahmed e degli alti gradi civili e militari nazionali, tra gli striscioni della propaganda esibiti dagli spalti ne è apparso uno di gravemente provocatorio e significativo. Quanto raffigurato, infatti, non lasciava spazio alle interpretazioni: a destra, il ritratto del premier; in mezzo, lo slogan "Che lo vogliano o meno, non resteremo senza sbocco sul mare"; e a sinistra, l'immagine stilizzata di un militare che rompe la barriera che lo separa da una nave, con la bandiera etiopica e il nome "Assab Etiopia" sullo scafo. Si tratta indubbiamente di una provocazione molto seria, e molto grave, anche perché ostentata in occasione di un evento ufficiale d'altissimo rilievo politico, e relativa ad un territorio sovrano straniero: è infatti in Eritrea che si trova la città portua...
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