
Negli anni tra il 1941 ed il 1944, quando la Seconda Guerra mondiale raggiungeva il proprio culmine e, a partire dal settembre ’43, in Italia prendeva piede il movimento della Resistenza, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann redassero il saggio “Per un’Europa libera e Unita. Progetto d’un manifesto ”. Divenuto poi celebre con il nome di “ Manifesto di Ventotene ”- dal nome dell’isola in cui erano confinati i tre stessi autori antifascisti – tale documento sarebbe poi stato considerato come lo scritto programmatico degli “Stati Uniti d’Europa”.
Questo pomeriggio, l’isola di Ventotene, in provincia di Latina, sarà il teatro dell’incontro fra Matteo Renzi, Angela Merkel e François Hollande. Un vertice, a detta di Renzi, volto a rilanciare “l’Europa dei valori”. Il trilaterale di oggi segue l’incontro post-Brexit di fine giugno ed è volto a preparare quello di Bratislava a metà settembre, al quale parteciperanno tutti e 27 i paesi membri.
Al tavolo dell’incontro, Matteo Renzi intende portare i temi della difesa, dei migranti e della flessibilità. In particolare, sul primo dei tre, il premier italiano potrebbe seguire la strada tracciata dall’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Federica Mogherini che il 28 giugno aveva firmato “l’European Global Strategy on Foreign and Security Policy” con la volontà di implementare la collaborazione, soprattutto logistica, a livello europeo nel campo militare e della sicurezza. Si parla di “Brigate di combattimento europee ”, ma tutto è molto incerto e fumoso, tanto che l’ipotesi di un “esercito europeo” vede numerosi scetticismi.
Certamente ci sarà la volontà anche da parte di Hollande di affrontare il tema della flessibilità, con la Germania ancora sugli scudi riguardo il rispetto dei trattati europei. Il premier italiano, dal canto suo, spingerà sulla possibilità di nuovi investimenti.
Tra i temi del colloquio infine non mancherà la Brexit. Matteo Renzi vuole accelerare le pratiche per l’uscita della Gran Bretagna mentre più cauta probabilmente sarà Angela Merkel. L’intenzione di Renzi è quella di allontanare sempre di più dall’Italia l’idea del “malato d’Europa” e quindi di respingere la possibilità di un analogo destino per il nostro paese.
Ma, al netto della retorica e della Renziana “Europa dei valori”, l’Unione europea è veramente, ad oggi, quella prospettata nel documento redatto da Spinelli sull’isola laziale?
L’idea dei redattori del Manifesto di Ventotene era quella di un’Europa federale, seguendo l’esempio degli USA. Attualmente è chiaro però il fatto che gli “Stati Uniti d’Europa” sono molto lontani. A livello europeo si è affermata, come sostiene la maggioranza dei politologi, una Multilevel Governance. Tale termine fa riferimento ad un sistema di governo a coordinamento verticale ed orizzontale, una collaborazione a livello orizzontale tra stati ed una verticale tra istituzioni europee e paesi membri. Il problema di fondo è che il coordinamento non si è implementato in tutte le questioni di rilevanza europea, come nel caso della gestione dei flussi migratori, problematica rispetto alla quale alcuni stati membri non hanno accettato l’ipotesi di una collaborazione. La governance invece si è consolidata a livello di politiche economiche.
Ecco, su questo punto, le attuali misure economiche di austerity che dall’inizio della crisi vengono imposte ai vari paesi dell’Unione vanno in controtendenza con i piani economici prefigurati dal Manifesto scritto dai tre antifascisti. L’ideale economico che muoveva Spinelli e compagni era quello socialista. Un’Europa solidale quindi, con un solido welfare state. L’attuale smantellamento dello stato sociale, come da tempo sta avvenendo in particolare nei paesi dell’Europa meridionale, non solo è in controtendenza con gli ideali di Ventotene ma si dimostra inadeguato a risolvere una crisi di domanda come quella che ha investito l’area Euro: flessibilità del lavoro, privatizzazioni e liberalizzazioni sono tutte politiche di offerta, incapaci di dar respiro ai consumatori e a smuovere la domanda.
“La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà”. Così Spinelli, Rossi e Hirschmann concludevano la loro carta programmatica per l’Europa.
L’Europa di Ventotene appare tuttavia distante dalla situazione attuale e soprattutto dai percorsi intrapresi negli anni di sviluppo del processo di integrazione che si è andato consolidando, come si è visto, soprattutto la punto di vista economico con i valori della solidarietà, dell’unione e della libertà, proposti nel Manifesto di Ventotene, spesso sbandierati per mascherare interessi di parte.
