Argomento: capitalismo
Le contraddizioni del ’68, cinquant’anni dopo: l’interpretazione di Batalov
Pubblichiamo l'introduzione, ad opera di Elia Ansaloni, che ne ha curato la pubblicazione in Italia, del saggio di Eduard Jakovlevic Batalov, "Filosofia della Rivolta", studio accurato sulle contraddizioni del '68, un evento che dopo cinquant'anni merita d'essere ristudiato alla luce degli attuali cambiamenti internazionali.
L’influencer, uno sradicato figlio della società dei consumi
L'influencer è figlio del capitalismo assoluto odierno, del marketing e della società dei consumi per eccellenza. Appare come lo sradicato (da ogni tempo, cultura, ideale, sentimento) che "influenza", con la sua presunta "autorevolezza" - spesso dettata dalle mode imposte dagli operatori del capitalismo stesso, ovvero del marketing - il comportamento delle persone che lo "seguono", magari sul web, ormai diventato la prosecuzione del mezzo televisivo di massa.
Delocalizzazione delle imprese italiane: triste fenomeno in crescita
Con il termine delocalizzazione si intende l'amara e molto criticabile scelta di grandi e piccoli gruppi industriali che decidono di trasferire la loro produzione dal territorio nazionale in altri Paesi, ove il costo del lavoro è più basso anche del 75% rispetto alla paga di un lavoratore italiano. Tra gli stabilimenti che da alcuni anni hanno trasferito all'estero le attività, è necessario ricordare Fiat, Geox, Bialetti, Omsa, Benetton, Calzedonia, Stefanel. Citiamo inoltre il settore delle telecomunicazioni, dove spiccano Telecom Italia, Wind, Vodafone, Sky Italia.
Caso-Donnarumma: capitalismo e gerontocrazia
Un'analisi diversa dalle altre del caso Donnarumma che ha "scandalizzato" molti. Le disparità economiche odierne rappresentano una grande ingiustizia, ma da questo punto di vista non ci preoccupa granché che alcuni guadagnino molto, ma che troppi guadagnino poco o nulla.
Mimose e acciaio
I militanti del comitato di lotta cassintegrati e licenziati della Fiat di Pomigliano hanno celebrato la festa della donna ricordando Maria Baratto, l'operaia suicida che denunciò le connivenze tra padronato e confederali.









