“Sleepy Joe” imbraccia il bazooka e la campagna per le elezioni di Midterm si accende. E’ un Biden inedito quello che si prende la scena in Maryland giocandosi la carta ideologica della democrazia sotto attacco e del “pericolo fascista”.

“Quello che stiamo vedendo ora, ha tuonato Biden, o è l’inizio o è la campana a morto della filosofia estremista Maga (Make America great again). Non è solo Trump, è l’intera filosofia che sostiene questa sorta di semi-fascismo. Questo non è più il partito repubblicano dei vostri padri, è una cosa diversa”.

Il presidente degli Stati Uniti ha attaccato frontalmente il predecessore, alle prese con grane giudiziarie di vario tipo: “Ho sottostimato quanti danni hanno fatto i precedenti quattro anni alla reputazione dell’America nel mondo”. Alle prossime elezioni, ha spiegato, “è in gioco la democrazia” e “nessuno deve tentare di rubarla nuovamente”.

Gli americani, secondo Biden, dovranno scegliere se tornare “all’odio e alle divisioni” di Trump o guardare al futuro, “al progresso, ai diritti, alla lotta contro i cambiamenti climatici”.

“Dopo l’aborto, a rischio anche altri diritti”, ha avvertito il numero uno della Casa Bianca. E ancora: “Non si tratta solo della sentenza Roe sul diritto d’aborto, ma anche delle nozze gay. Vedremo ovunque uno sforzo a livello nazionale per spazzare via il diritto di scelta delle donne”. Il presidente ha ammonito che i repubblicani tenteranno anche di revocare l’Obamacare in caso di vittoria.

Biden ha rivendicato i risultati della sua amministrazione, dalla lotta alla pandemia al calo dell’inflazione.

Sul fronte opposto, Donald Trump fa causa al governo Usa per il blitz dell’Fbi nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. La perquisizione, secondo il tycoon, è stata “illegale e incostituzionale”.

I suoi legali accusano il governo federale di aver violato il diritto di Trump al quarto emendamento e chiedono la nomina di una sorta di “garante” per la revisione e l’esame delle carte perquisite.

La tensione intanto cresce. Il giudice distrettuale Aileen Cannon ha chiesto all’ex presidente di chiarire la richiesta di nominare uno “special master”, una figura indipendente dal dipartimento di Giustizia, che supervisioni la revisione dei documenti sequestrati dall’Fbi.

La richiesta della nomina è arrivata dopo che il dipartimento di Giustizia ha affidato ad un “filter team”, il compito di esaminare i documenti, per stabilire quelli rilevanti e quelli invece da restituire al tycoon. Una prassi consolidata, tesa ad impedire che i procuratori del caso visionino materiale che sia per qualche ragione protetto dall’indagine.

Nella perquisizione l’Fbi ha sequestrato all’ex inquilino della Casa Bianca documenti contenenti un’informazione che è “tra i segreti più riservati che abbiamo”. E’ quanto ha affermato una fonte del Washington Post. Gli agenti federali, l’8 agosto, hanno prelevato dalla sua tenuta undici serie di file, inclusi alcuni contrassegnati come documenti “classificati/TS/SCI”, abbreviazione di “informazioni top secret-sensibili a compartimenti stagni”.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica

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