Le dichiarazioni interventiste rilasciate da Joe Biden alla Cbs, hanno fatto salire alle stelle la tensione tra Stati Uniti e Cina. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha parlato di “una grave violazione dell’impegno importante degli Stati Uniti a non sostenere l’indipendenza di Taiwan”. Per i cinesi si tratta di “un brutto segnale, chiaro, di sostegno alle forze separatiste che militano per l’indipendenza dell’isola”.

Mao Ning ha invitato Biden a “comprendere” che per la Cina quella di Taiwan è una “questione molto delicata” e rispettare “il principio di una sola Cina”. Non farlo, ha avvertito, potrebbe danneggiare “ulteriormente le relazioni bilaterali” tra Pechino e Washington e “la pace e la stabilità” nello Stretto di Taiwan.

“Le forze Usa difenderebbero l’isola?”, ha chiesto la Cbs all’inquilino della Casa Bianca. Secca la sua risposta: “Sì, se ci fosse un attacco senza precedenti”. “Quindi, per essere chiari, a differenza dell’Ucraina le forze Usa difenderebbero Taiwan in caso di invasione cinese?”, ha insistito Scott Pelley. “Sì”, ha ribadito il presidente Usa.

Taipei ha ringraziato Biden per il solido sostegno, sottolineando come “le ultime affermazioni evidenzino ancora una volta che la crescente minaccia della Cina nello Stretto di Taiwan, ha sollevato una preoccupazione diffusa nei Paesi nel mondo”.

L’Amministrazione del successore di Donald Trump ha recentemente annunciato la vendita di armamenti all’isola ribelle per 1,1 miliardi di dollari. “Gli Stati Uniti non giochino col fuoco”, aveva detto Xi a Biden nel colloquio telefonico di fine luglio.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica