Yuriy Pavlovets - Bielorussia

Nel mese di dicembre, in Bielorussia, tre politologi di orientamento filo-russo sono stati arrestati.

Il 6 dicembre è stato arrestato a Minsk, vicino a casa sua, il ricercatore Yurji Pavlovez, portato poi dai procuratori. Pavlovez è l’autore dei giornali online russi Regnum e Russkaiya Pravda, ed è un critico del nazionalismo bielorusso ed un sostenitore del “mondo russo”.

Sono stati arrestati anche i due ricercatori ed esperti politologi Dmitrji Alimkin e Sergeji Shiptenko, con l’accusa di “incitamento all’odio etnico e sociale”.

Apparentemente, lavoravano in favore di un’unione tra Russia e Bielorussia. Tuttavia, la procura non ha ancora formulato un’accusa formale, e sono in pochi coloro che credono alla versione ufficiale.

In Bielorussia e nei circoli sociali in Russia, questi arresti sono stati percepiti come l’inizio di una repressione contro gli attivisti filo-russi.

Pavlovez è un critico della politica delle autorità bielorusse. Ha infatti scritto che le autorità “in Bielorussia hanno cessato di percepire correttamente l’ambiente circostante”.

Secondo il politologo-ricercatore, mentre in diversi Paesi europei vi sono stati successi dei movimenti filo-russi, la Bielorussia si dimostrerebbe ostile nei confronti di Mosca.

La stragrande maggioranza della popolazione bielorussa tenderebbe invece verso la Russia, e non verso l’Occidente.

L’economia bielorussa si basa sulle vecchie scorte sovietiche ed è interamente dipendente dai mercati russi e di credito.

I bielorussi sono fortemente imparentati con i russi, tant’è che nella capitale ed in altre città vi sono diverse persone che parlano solo russo (pur essendo la lingua bielorussa molto simile a quella russa).

Una nuova Maidan all’orizzonte?

Le azioni delle autorità bielorusse hanno sostenuto attivamente i nazionalisti bielorussi, strettamente legati alla destra radicale ucraina. Alcuni nazionalisti bielorussi combattono contro le repubbliche del Donbass in Pravji Sektor.

I nazionalisti bielorussi si erano recentemente opposti al regime del presidente Lukashenko, mentre ora sostengono la repressione contro i suoi oppositori ideologici e politici.

Durante gli arresti dei ricercatori a Minsk, in un edificio del comitato investigativo, erano presenti picchetti dell’opposizione nazionalista con gli slogan “Russi, andatevene!”. Nonostante questi slogan incitassero all’odio etnico e razziale, nessuno era stato arrestato.

Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko è al potere dal 1994. Recentemente, in occidente è stato definito “l’ultimo dittatore d’Europa”, mentre gode, invece, del sostegno della Russia.

Infatti, è recentemente aumentato, in Bielorussia, il numero di militanti neonazisti di formazioni paramilitari che hanno esperienza di combattimento nel battaglione neonazista ucraino Azov e nel Pravji Sektor.

È possibile che Lukashenko preveda di negoziare anche con l’Occidente, dal quale è stato più volte additato come “l’ultimo dittatore d’Europa” per la persecuzione dei politici dell’opposizione; tuttavia, l’Occidente stesso ha spesso censurato l’espressione dei movimenti filo-russi.

Fonti bielorusse credono che Lukashenko si stia allontanando dalla maggioranza filo-russa e si stia sempre più affidando a forze che mirerebbero alla preparazione di una Maidan in Bielorussia.

Infatti, nel Paese vi sono numerose armi provenienti dalla vicina Ucraina, e molti nazionalisti bielorussi possono contare sulla connessione con il Pravji Sektor ucraino.

I nazionalisti ucraini e bielorussi, alla fine degli anni ’90, avevano partecipato ad azioni di sicurezza congiunte a Minsk, non riuscendo però a rovesciare il regime di Lukashenko.

L’odio verso “l’ultimo dittatore d’Europa” non è scomparso, ma oggi la destra radicale del Paese ha molte più opportunità rispetto a 15-20 anni fa.

Silvia Vittoria Missotti

UN COMMENTO

  1. Da notare : si chiama Bielorussia …. non a caso Bielo Russia…come si fa a dire che non abbia nulla a che fare con la Russia?
    Parlano russo …
    E’ ovvio che potremmo essere in presenza di un altro tentativo di “esportare” la vicenda ucraina .. e’ interessante vedere come gli occidentali chiamino l’attuale presidente (regolarmente eletto) l’ultimo dittatore dell’occidente ( da quando in qua un dittatore si fa eleggere?) e si dimentichino completamente che in ucraina come in Bielorussia stanno sostenendo gruppi fascisti antisemiti e quelli si antidemocratici …
    Come sempre l’occidente (scritto in minuscolo in quanto non rappresenta alcune connotazione degna di nota) decide chi è democratico e chi non lo è in base ai suoi interessi politici che nulla hanno a che vedere con i valori democratici veri.
    Basta vedere come nella vicenda siriana hanno dato patenti di democraticità a gruppi armati di tagliagole,terrosti e rinnegati solo per il fatto di combattere uno stato che invece fa eleggere i suoi rappresentati, che rispetta le libertà religiose come il governo Assad.
    In realtà quando l’occidente parla di “diritti umani” di “democrazia” e altre belle parole nasconde invece obiettivi politici che quasi sempre contrastano completamente con questi principi.
    Come si può sostenete un regime come quello saudita che di democrazia non ha praticamente nulla? una bella contraddizione mi sembra …. quindi l’ipocrisia guida la politica occidentale …

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