Brexit, posizione degli italiani in Gran Bretagna, rapporti commerciali e lotta al terrorismo. Nel corso del primo incontro bilaterale tra il premier italiano Matteo Renzi ed il neo primo ministro britannico Theresa May, nella residenza della presidenza del Consiglio a Villa Pamphili, non sono mancati i temi spinosi.  

Matteo Renzi ha provato a mostrare i muscoli al successore di David Cameron a Downing Street, chiedendo un calendario “certo” sull’uscita del Regno Unito dall’Ue. “E’ necessario, ha detto Renzi, per l’amicizia che lega Italia e Gran Bretagna”. Garbata ma ferma la replica di Theresa May: “Abbiamo bisogno di tempo per preparare l’uscita dall’Unione europea in modo ordinato”. “Vogliamo trasformare Brexit in un successo”, ha aggiunto ancora, e per questo “è fondamentale collaborare con paesi membri come l’Italia. Lasceremo l’Ue ma continueremo ad essere parte dell’Europa”.

Sibilline le sue parole sulla posizione post Brexit dei nostri connazionali nel suo paese: “I diritti degli italiani che vivono nel Regno Unito non saranno toccati. Ma io non potrò farlo solo nel caso in cui verranno garantiti i diritti dei britannici che vivono negli altri Stati europei. Ma questo potrà essere affrontato a tempo debito”.

Londra chiede un nuovo modello di collaborazione con la Ue nel settore commerciale, diverso rispetto a quello svizzero e norvegese: “Dobbiamo arrivare ad un accordo per il commercio e i servizi e sviluppare un modello adeguato alla nuova collaborazione tra Ue e Gran Bretagna. Non possiamo adottare un modello preparato ma dobbiamo cercarne uno migliore che si adatti alla nuova situazione”.

Nel corso dell’incontro tra Renzi e May, si è parlato anche di lotta al terrorismo, con una collaborazione internazionale “all’interno della Nato, del G7 e del G20”, per la stabilizzazione della Libia “affinchè non sia più base dell’Isis”.

“Brexit is Brexit”, ha ripetuto a fine conferenza il premier italiano, sottolineando come non si possa “riaprire la discussione perché sennò diamo il messaggio che abbiamo paura della democrazia”.

Della nuova posizione della Gran Bretagna, si parlerà anche il 22 agosto a Ventotene, nell’incontro tra Renzi, Merkel e Hollande.

Ernesto Ferrante