
In oltre 70 Comuni della Campania (in particolar modo nella provincia di Salerno), i sindaci hanno adottato ordinanze di chiusura delle scuole, non tenendo conto della decisione del Tar Campania.

L’elenco è stato diffuso dal Codacons che ha annunciato l’invio dei nominativi degli amministratori locali al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e la presentazione di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti in quanto “si è contravvenuto sia alle disposizioni del Governo che alla decisione del Tar Campania sullo svolgimento delle attività didattiche in presenza”.
“E’ inaccettabile e assolutamente non condivisibile la decisione sconsiderata di alcuni sindaci campani di tenere ancora oggi e per i prossimi giorni chiuse le scuole” – sottolinea Matteo Marchetti, vice segretario nazionale del Codacons – ed è proprio per questo motivo che da domani, in caso di chiusura procrastinata, si procederà a denunciare alle Procure della Repubblica competenti i sindaci dei comuni per il reato di interruzione di pubblico servizio”.
Questi i sindaci finiti nel mirino del Codacons.
Provincia di Salerno (Sassano, San Rufo,Sant’Arsenio, Vallo della Lucania, Ascea, Gioi, Sapri, Giffoni Valle Piana, Sant’Egidio del Monte Albino, Agerola, Olevano sul Tusciano, Roccagloriosa, Scafati, Teggiano, San Marco Evangelista, Auletta, Buccino, Caggiano, Campagna, Castelnuovo di Conza, Colliano, Contursi Terme, Laviano, Oliveto Citra, Palomonte, Ricigliano, Romagnano al Monte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santomenna, Valva, Vietri sul Mare, Cetara, Maiori, Minori, Ravello, Scala, Atrani, Amalfi, Conca dei Marini, Furore, Praiano, Positano e Tramonti).
Provincia di Avellino (Montemiletto, Pietradefusi, Montefalcione).
Provincia di Caserta (Santa Maria a Vico, San Felice a Cancello, Castel Volturno).
Provincia di Napoli (Giugliano in Campania, Meta, Sant’Antonio Abate, Castellammare di Stabia, Gragnano, Pomigliano D’Arco, Pollena Trocchia, Agerola, Sant’Anastasia, Cicciano, Vico Equense, Santa Maria la Carità , Qualiano, Nola, Casola, Calvizzano, Scisciano).
Provincia di Benevento (San Bartolomeo in Galdo, San Giorgio del Sannio, Cerreto Sannita).
Il presidente della Quinta Sezione del Tar Campania, Maria Abruzzese, in 15 pagine di ordinanza ha sbriciolato mattone dopo mattone la muraglia propagandistica del presunto “miracolo campano” di De Luca.
“Le rappresentate difficoltà del sistema sanitario regionale, ha scritto la Abruzzese, lungi dal giustificare l’adozione della misura sospensiva, dimostrano piuttosto la carente previsione di adeguate misure preordinate a scongiurare il rischio, ampiamente prevedibile, di ‘collasso’ anche sul sistema dei trasporti; con la conseguente confermata impossibilità di qualificare ‘contingibile’ una misura dichiaratamente volta ad evitare un pericolo ampiamente prevedibile solo a voler considerare il recente passato”.
Un messaggio evidentemente non chiaro a decine di sindaci “più realisti del re” che dopo oltre due anni si rifugiano ancora nelle chiusure delle scuole e nell’attivazione generalizzata della DAD, i cui danni sono sempre più evidenti.
