Ricostruire il centrodestra fin dalle sue fondamenta per dare agli elettori un’alternativa al renzismo. E’ questo l’obiettivo dichiarato di Matteo Salvini, organizzatore e di “Cantiere, il paese che vogliamo”, l’incontro promosso dalla Lega a Parma per “proporre agli italiani cosa fare, come farlo, come superare la legge Fornero, come ridurre le tasse, come limitare l’immigrazione”.

A poche ore dalla scelta del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea, il centrodestra si è presentato coeso e numeroso al sabato di intenso confronto che ha visto la presenza di imprenditori, magistrati, giornalisti e professori universitari.

Daniela Santanché, Giovanni Toti, Renato Brunetta, Raffaele Fitto, Paolo Romani e Giorgia Meloni ma anche tanti qualificati esponenti della società civile, hanno discusso di sicurezza, immigrazione, tasse, economia e di Europa.

“I popoli, ha affermato Salvini, tornano a scegliere, tornano a voler lavorare, decidere e contare. Pretendono orgoglio e dignità. La lezione inglese è una lezione a tutti i popoli d’Europa: anche a me piacerebbe che l’Italia tornasse a controllare i suoi confini, la sua moneta, le sue banche, la sua agricoltura, il suo commercio, la sua pesca, perché essere diretti da altri, da tre massoni, burocrati e finanzieri non ci ha portato a nulla di buono”.

“Stiamo lavorando da anni perché l’Europa cambi, chiedendo di rivedere i trattati, ha aggiunto il leader leghista, ma ci ignorano, i trattati non li rivedono, quelli sull’immigrazione, sulla moneta, sulle tasse. Non stanno rivedendo nulla. I popoli europei scappano, ovviamente e giustamente. Ci piacerebbe che gli italiani potessero scegliere, potessero dire la loro una volta ogni tanto sull’Europa”.

Poi un appello al centrodestra “a guardare avanti e non a guardare indietro” e a quei “milioni di italiani che stanno a casa, che non sono renziani, che non hanno capito niente dei 5 Stelle e che hanno bisogno di un’alternativa concreta, reale e pragmatica, al di là dei partiti”.

Infine un passaggio sul referendum costituzionale che, a suo dire, “cancella ogni tipo di autonomia locale, impedisce agli italiani di votare su qualunque scelta o idiozia arrivi dall’Europa”.

Di un nuovo assetto del centrodestra, ha parlato Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Berlusconi: “Bisogna costruire un centrodestra che da qui al referendum di ottobre possa dare una ricetta chiara di alternativa di governo agli elettori. La strada può essere le primarie, a me quello che interessa è avere delle regole che ove nascano delle controversie non portino allo spappolamento della coalizione. Bisogna rinnovarsi, ma le fondamenta sono il passato. Il futuro è il nostro orizzonte: una piattaforma politica delle regole per stare insieme e un programma comune”.

“Mi interessa, ha spiegato Toti, che si vada insieme verso una piattaforma politica concordata che sia la mediazione dell’idea di tutti e che siano candidato credibili che piacciano ai nostri elettori e che sia possibile sceglierli con i contributo dei nostri dirigenti e della nostra base. Il centrodestra è già ripartito lo scorso anno dalle regionali, oggi deve emettere a sistema esperienze che sono diffuse su tutto il territorio nazionale e che nascono da 20 anni insieme di esperienze di governo”.

Di primarie ha parlato anche Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e riformisti. Pochi dubbi sul percorso da fare: “Se noi facessimo le primarie con la partecipazione di tutti, compresa Forza Italia, non sarà qualcuno chiuso in qualche stanza a decidere che fare ma sarebbero gli elettori. Non c’è strada migliore che decidere il centrodestra di domani sulla base di una partecipazione popolare”.

Il capogruppo in Senato di Forza Italia, Paolo Romani, ha definito il cantiere di Parma “un dialogo tra forze politiche, non voglio dire omogenee, ma che sono della stessa coalizione di centrodestra”. 

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha criticato questa Unione europea, bocciato la riforma di Matteo Renzi e attaccato opinionisti ed intellettuali veri o presunti di casa nostra che dopo il Brexit hanno “riscritto” in maniera ridicola i concetti di democrazia e di suffragio universale.

“L’Unione europea, ha dichiarato Giorgia Meloni, non si può riformare perché è marcia fin nelle fondamenta, ma si dovrebbe chiudere e provare a avviare un processo tra nazioni libere di integrazione basata sui diritti e i bisogni dei popoli. Penso che sia giusto che i cittadini votino su questi temi e rabbrividisco di fronte a certa intellighenzia italiana che dice che il popolo è troppo bue per decidere su certi temi. Sono rimasta scioccata di fronte alle parole di Roberto Saviano, perché se si pensa che il popolo non sia all’altezza, allora tanto vale abolire la democrazia”.