Nei giorni scorsi, la situazione in Catalogna è stata uno dei temi centrali sui media russi. La Russia, dai tempi della guerra civile in Spagna, ha sempre mostrato interesse e simpatia per questo Paese. È noto che l’URSS abbia partecipato alla guerra civile a fianco dei repubblicani. Migliaia di spagnoli, dopo la vittoria del generale Franco, erano emigrati in Unione Sovietica, e molti di questi si erano poi dimostrati brillanti nei combattimenti contro i nazisti, soprattutto come sabotatori partigiani.

La Spagna, insieme ai Paesi dell’Europa meridionale (soprattutto Italia e Francia), è una delle nazioni a cui i russi guardano con più simpatia. Molti turisti russi trascorrono le vacanze in Spagna, soprattutto in Catalogna, e non solo per il clima e il mare. Dai tempi della Russia Imperiale, la popolazione della penisola iberica è stata vista con solidarietà dai russi.

Sia Spagna che Russia, infatti, si erano liberate dai governanti musulmani (rispettivamente Mori e Tartari) che avevano per secoli tenuto le redini dei due Paesi, i quali avevano poi condotto la propria riconquista. La Spagna ha colonizzato e cristianizzato l’emisfero occidentale, mentre i russi stavano facendo lo stesso ad est, scoprendo e colonizzando vasti spazi in Siberia, Estremo Oriente e nell’Asia centrale musulmana. La cultura delle popolazioni dell’Europa meridionale è generalmente vicino all’anima russa. La Spagna è stata la prima vittima della “leggenda nera” di demonizzazione, composta dagli anglosassoni sin dal regno di Elisabetta. Più tardi, la “leggenda nera” è stata scritta anche sulla Russia.

Nonostante la simpatia, la storia simile e la diffusa conoscenza della letteratura spagnola in Russia, la mappa politica della penisola iberica non è molto conosciuta. Fino a poco tempo fa, i russi erano interessati alla cultura, alla cucina ed all’etnografia spagnole, ma non alla politica spagnola. In Russia è conosciuto il movimento basco, ma il movimento per l’indipendenza della Catalogna (e soprattutto di altre province spagnole) è molto meno conosciuto. Gli esperti sulla Spagna in Russia sono molto pochi e, pertanto, ciò che è accaduto in Catalogna ha sorpreso i russi.

È necessario sottolineare quello che pensano e dicono della Catalogna negli ambienti governativi russi, e quello che invece pensano nei diversi gruppi sociali. Molto spesso, la posizione del presidente Vladimir Putin non è espressa personalmente, bensì tramite il suo portavoce, Dmitry Peskov. Questi ha immediatamente ribadito il chiaro atteggiamento del Cremlino nei confronti del referendum sull’indipendenza della Catalogna: “Per quanto riguarda gli eventi in Spagna… La posizione coerente di Mosca è che questa è una questione interna del regno”.

Mosca sta osservando attentamente il confronto tra Barcellona e Madrid. La posizione dichiarata da Peskov significa probabilmente sostenere l’integrità territoriale della Spagna, che non ha chiamato “regno” accidentalmente – cioè sotto l’autorità di un governo unico. Allo stesso tempo, vi è anche la volontà di riconoscere e sostenere tutte le riforme interne volte ad espandere l’autonomia della Catalogna.

I russi hanno sempre avuto buoni rapporti con la Spagna, non contando i tempi della dittatura del generale Franco. Ed il pragmatico Putin non si affretta a rovinare i rapporti con il governo del Paese, con il quale non ha mai avuto attriti. Inoltre, in Russia vi è sempre stata una minaccia di separatismo (basta ricordare le due campagne militari in Cecenia negli anni ’90), e solo il presidente Putin è riuscito a stabilizzare la situazione nel Paese.

Gli stati d’animo della società russa sono invece più radicali. Nei circoli patriottici, il governo spagnolo è contestato tanto quanto è invece apprezzato il popolo spagnolo. Questo è dovuto al fatto che Madrid è considerata troppo pro-americana, troppo “di sinistra” e “tollerante”. Oltre al fatto che Madrid ha sostenuto il colpo di stato in Ucraina e la successiva politica di terrore del governo di Kiev contro la popolazione del Donbass.

Pertanto, tra l’opinione pubblica russa, l’idea di sostenere la Catalogna è popolare per principio. Il governo spagnolo aveva aderito al coro dei governi europei che avevano condannato le azioni dell’ex presidente ucraino Yanukovich per disperdere il Maidan, anche se le azioni della polizia a Kiev non sono paragonabili alle dure azioni della polizia a Barcellona. I russi credono che l’Europa sia ipocrita, evitando una condanna aperta e dura alle autorità spagnole per la loro reazione al referendum.

Le stesse azioni dell’ex presidente Yanukovich, anche se molto più liberali, avevano suscitato critiche molto più severe da parte di Bruxelles, ed avevano portato all’approvazione di un colpo di stato armato in Ucraina. Pertanto, pur mantenendo la simpatia per gli spagnoli, pochi russi – anche quelli che non condividono l’idea dell’indipendenza della Catalogna, – simpatizzano per il governo spagnolo.

Silvia Vittoria Missotti

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Reporter di politica russa interna ed estera. Vive in Russia dal 2014.