In data 16 maggio 2017, il Senatore Antonio Razzi, membro del Parlamento italiano e membro del Comitato degli Affari Esteri del Senato italiano, ha inviato una lettera all’Ambasciata della Polonia in Italia, denunciando il trattamento subìto da Mateusz Piskorski, ex membro del Parlamento polacco e leader del partito Zmiana.

Questi è attualmente detenuto in carcere in Polonia da più di un anno, senza che gli siano stati formalmente notificati i motivi dell’arresto e della detenzione. L’arresto è avvenuto sulla base di presunte attività di spionaggio. Gli avvocati della difesa di Piskorski hanno presentato la documentazione (contenente anche lettere dell’Unione Europea), che non è stata recepita correttamente dal giudice polacco. Malgrado questa documentazione, lo stato di detenzione è stato prorogato fino ad agosto.


L’unica risposta pervenuta ad oggi da parte dell’Ambasciata della Polonia a Roma è stata la conferma dell’invio della lettera del Senatore Razzi al Ministero della Giustizia polacco.

Riportiamo di seguito il testo della lettera del Senatore Razzi e la risposta dell’Ambasciata polacca a Roma.

Gentile Signore,

Le sto scrivendo circa la situazione di Mateusz Piskorski, ex membro del Parlamento polacco e leader di Zmiana. Come a Lei già probabilmente noto, egli è detenuto in un carcere polacco da più di un anno per motivi politici connessi con un’accusa di spionaggio non formalizzata e non chiara.

Alla fine di aprile, Mateusz è stato anche fisicamente maltrattato più volte da un componente della ABW (agenzia per la sicurezza interna), il quale lo aveva accompagnato dal pubblico ministero, solo perché Mateusz gli aveva chiesto di non ammanettargli le mani sulla schiena, ma sul davanti (era sempre stato così, egli ha anche una raccomandazione del medico che richiede di non danneggiare la sua schiena a causa del suo stato di salute). Egli è stato picchiato con un bastone più volte così duramente che è stato possibile ricevere conferma di questo fatto dal medico, quando i suoi legali sono venuti a conoscenza di quanto accaduto.
Dopo un anno, egli non sa di che cosa è accusato. È stato informato che è stato accusato per via delle sue attività sociali, politiche ed analitiche, esattamente per: tentativo di influenzare l’opinione pubblica. Tuttavia, in accordo all’articolo 130 del codice penale polacco, questo tipo di attività non è spionaggio.

Al momento, questo arresto è stato prorogato fino ad agosto, malgrado tutti i documenti presentati dalla sua difesa:
1) circa 60 lettere dalla UE e da politici, scienziati polacchi e personaggi pubblici con la richiesta di liberarlo fino alla fine dell’investigazione;
2) il professore scienziato ha scritto un trattato scientifico spiegando dal punto di vista legale che le attività analitiche e sociali non possono essere riconosciute come spionaggio;
3) un certificato medico circa la salute di sua madre (Parkinson, neuroborreliosi).

Probabilmente i giudici non hanno nemmeno letto quanto sopra, considerando che la discussione ebbe luogo in meno di un paio d’ore (dalle 13:20 alle 15:00), e gli avvocati non ebbero il tempo di parlare e di finire in tempo.

Come membro del Parlamento italiano e membro del Comitato degli Affari Esteri del Senato italiano, Le chiedo di contattare il Ministro della Giustizia polacco per esprimere la mia preoccupazione per la situazione riguardante il signor Piskorski, e per ricevere notizie riguardo al suo futuro e, spero, la sua libertà.
Le chiedo formalmente di permettermi di visitarlo in prigione con una delegazione di politici italiani.

La ringrazio, e Le porgo i miei migliori saluti.

Sen. Antonio Razzi
Segretario Commissione Esteri

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Onorevole Senatore Razzi,

a nome dell’ Ambasciatore polacco in Italia, Tomasz Orłowski, Le confermo che la Sua lettera e la Sua richiesta sono state inoltrate al Ministero della Giustizia polacco.

Cordiali saluti

Marta Zielińska-Śliwka

Ambasciata della Repubblica polacca a Roma

Silvia Vittoria Missotti