Marika Cassimatis

Nuovo colpo di scena in casa Cinque Stelle a Genova. Il tribunale di Genova ribalta la decisione “punitiva” di Beppe Grillo e rimette in sella Marika Cassimatis.

La candidata sindaco a cui Grillo aveva negato l’utilizzo del simbolo “al fine di tutelare l’immagine e preservare i valori e i principi del Movimento”, ha ragione. Il risultato delle comunarie genovesi a Cinque Stelle non poteva essere cancellato. E’ stato accolto, dunque, il ricorso presentato dagli avvocati Lorenzo Borrè e Alessandro Gazzolo.

Il giudice Roberto Braccialini ha sospeso cautelativamente le due delibere con cui la professoressa di Geografia veniva esclusa dal movimento e Luca Pirondini è stato scelto dal capo politico dei pentastellati per correre alle elezioni con il simbolo dell’M5S.

Per il momento si tratta di un’ordinanza di sospensione, nel merito si entrerà più avanti. Il giudice ha stabilito che Grillo ha violato il “non-statuto” che permette l’accesso alle votazioni on line solo agli iscritti a Genova. Il magistrato, invece, non si è espresso sulla decisione del 6 aprile, quando Grillo ha escluso la Cassimatis dalla piattaforma Rousseau.

Marika Cassimatis ha appreso la notizia questa mattina dai suoi avvocati.

“Ho vinto su una questione di diritto. Ora sono la candidata sindaca  dei Cinque Stelle per Genova, la palla passa a loro, sono loro che devono decidere  cosa fare, possono sempre dire ‘ci siamo sbagliati’, adesso bisogna parlarsi fisicamente, perché finora non è stato possibile”, ha dichiarato la professoressa.

Su Facebook la Cassimatis ha parlato di “vittoria di Davide contro Golia”. “Il tribunale, ha aggiunto la candidata defenestrata, ha parlato e ha detto che il ‘fidatevi di me’ che Grillo ha usato per dire che non ero candidabile non ha valore giuridico”.

Anche se Beppe Grillo è il “capo politico” del Movimento 5 Stelle non ha il potere di veto sulle decisioni delle assemblee telematiche che sono vincolanti per lui e per gli eletti.

“Un eventuale auto annullamento del voto del 14 marzo dovesse essere disposto dalla stessa assemblea locale previamente convocata”, scrive il giudice Braccialini nell’ordinanza con cui ha accolto l’istanza.

Il magistrato ha fissato, tra gli altri, un punto fondamentale: Grillo ha un ruolo di indirizzo e impulso particolarmente penetrante che però, in materia di candidature locali, non si identifica nel “diritto di ultima parola”.

Ora il Movimento Cinque Stelle ha 15 giorni di tempo per presentare appello contro la decisione presa dal giudici.

Sul blog di Grillo non tarda ad arrivare la replica “ufficiale” del Movimento: “Rispettiamo la sentenza, che, tra l’altro, riconosce la validità e la legittimità del Regolamento del MoVimento 5 Stelle. In ogni caso non possiamo non rilevare come in nessun passo della predetta sentenza si sostenga che la Cassimatis è la candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, come lei ha affermato”.

“Marika Cassimatis, questa la conclusione che non lascia alcuno spiraglio, è stata sospesa e la votazione del 14 marzo è stata annullata, pertanto la stessa non è né sarà candidata con il MoVimento 5 Stelle a Genova alle elezioni dell’11 giugno”.

UN COMMENTO

  1. Questa è una vittoria di Pirro … in realtà se non ha l’appoggio del movimento e soprattutto di Grillo questa signora non andrà da nessuna parte … se va bene prenderà il 1% … i voti 5 stelle andranno da altre parti oppure nell’astensionismo … come molto probabile …

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