Corea del Nord

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha fatto sapere che “condanna fortemente” il lancio dell’ultimo missile da parte della Nord Corea, che ha sorvolato il Giappone cadendo poi in mare, e chiede che tutti gli Stati membri “attuino pienamente, in modo rigoroso e veloce” le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. La dichiarazione, adottata all’unanimità, condanna la Corea del Nord “per le sue azioni oltraggiose e le minacce contro un altro Stato membro dell’ONU, chiedendo che tali atti cessino immediatamente”. Il Consiglio di Sicurezza, comunque, ha anche dichiarato che per il momento non vi saranno nuove sanzioni.

Le forze armate della Corea del Sud, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Independent, per rappresaglia hanno sganciato otto bombe vicino al confine con la Corea del Nord con una dimostrazione di “forza travolgente”, almeno così l’hanno definita i media locali. E’ la risposta al lancio del missile balistico nordcoreano, il primo, sempre secondo i media sudcoreani, capace di trasportare un ordigno nucleare miniaturizzato. Quattro caccia F-15 sudcoreani hanno sganciato le otto bombe MK-84 sul Pilseung Range, campo militare sulla costa orientale. Il portavoce presidenziale Park Su-hyun ha quindi riferito che il direttore della sicurezza nazionale Chung Eui-yong ha avuto un colloquio con la controparte americana H.R. McMaster sull’ultima “provocazione” di Pyongyang.

Milioni di giapponesi sono stati svegliati da un messaggio di testo arrivato sui loro cellulari che li invitava a mettersi al sicuro, mentre il missile balistico nordcoreano sorvolava il loro paese. Allo stesso tempo, le emittenti radio e televisive hanno interrotto i programmi per avvisare i cittadini attraverso il sistema di allerta satellitare ‘J-Alert’, mentre i treni ad alta velocità sono stati sospesi temporaneamente. Il messaggio di testo, riferisce sempre The Indipendent, spiegava che “Un missile e’ stato lanciato dalla Corea del Nord. Per cortesia ritiratevi in un edificio solido o un seminterrato”. Pochi minuti dopo è arrivato un secondo messaggio: “Un missile nordcoreano ha sorvolato questa zona. Se trovate oggetti sospetti per cortesia non li toccate mai”. Il vettore ha volato per circa 2.700 chilometri, ha raggiunto un’altezza massima di 550 chilometri, ha sorvolato il Giappone ed è poi finito nel Pacifico al largo di Hokkaido, dove s’è spezzato in tre parti.

Secondo il presidente statunitense Donald Trump quelle nordcoreane sono “azioni che minacciano, destabilizzano ed aumentano solo l’isolamento del regime nord coreano. Tutte le opzioni sono sul tavolo. (…) Il mondo ha ricevuto l’ennesimo messaggio della Corea del Nord, forte e chiaro: questo regime ha segnalato il suo disprezzo per i paesi vicini, per tutti i membri delle Nazioni Unite e per gli standard minimi di comportamento accettabile a livello internazionale”.

Il presidente degli Stati Uniti ed il primo ministro giapponese Shinzo Abe hanno concordato sul fatto che la Corea del Nord “pone una grave e crescente minaccia diretta agli Stati Uniti, alla Corea del Sud e al Giappone, ma anche agli altri paesi del mondo”. Trump ed Abe si sono pertanto impegnati “a mantenere alta la pressione sulla Corea del Nord e a fare il possibile per convincere il resto della comunità internazionale a fare lo stesso”. I due leader hanno inoltre convenuto sull’importanza della Russia e della Cina per poter trattare diplomaticamente con Pyongyang. In un incontro separato con la stampa il ministro degli Esteri giapponese Taro Kono ha definito il lancio del missile nordcoreano a sud della costa dell’Hokkaido come una decisione opportunistica per la Corea del Nord. Infatti un razzo sull’isola di Guam, secondo il ministro, avrebbe provocato reazioni molto più preoccupanti per Pyongyang da parte degli Stati Uniti.

Anche la Cina ha criticato il lancio del missile nordcoreano, ma invita comunque le parti a mantenere un certo “autocontrollo” avvisando che l’inasprimento delle pressioni su Pyongyang “non risolverà fondamentalmente il problema”. Pechino in ogni caso “s’oppone” alle mosse della Corea del Nord che violano le risoluzioni dell’ONU, ha affermato Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri: “La situazione resta altamente sensibile e tutti dovrebbero creare le condizioni per la ripresa del dialogo e i negoziati”.

“E’ chiaro a tutti che l’opzione delle sanzioni alla Corea del Nord si è ormai esaurita”, ha invece affermato il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov a Ria Novosti. “Maggiori sanzioni non risolveranno il problema. (…) “Ora l’ONU deve pensare ad una risoluzione che dica chiaramente no alla soluzione militare e no a sanzioni unilaterali al di fuori di quelle approvate dal Consiglio di Sicurezza”.