Un esperimento missilistico nordcoreano condotto l'anno scorso.

Oggi la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico intercontinentale dalle proprie coste occidentali. Il vettore è precipitato nelle acque giapponesi dopo aver volato per 40 minuti.

“Il lancio è riuscito”, ha annunciato trionfalmente Pyongyang. La Corea del Nord aveva annunciato che avrebbe fatto un’importante dichiarazione alle 15.00 locali (le 8:30 in Italia), in seguito al lancio del missile balistico avvenuto nella mattinata. L’annuncio era stato diramato dalla radio governativa nordcoreana, le cui frequenze sono costantemente monitorate dalla stazione di Tokyo Radiopress.

Normalmente è piuttosto insolito da parte di Pyongyang anticipare un’informazione lo stesso giorno in cui avviene un test missilistico, ma in questo caso la novità è giustificata dal fatto che si tratti di un vettore intercontinentale, il primo lanciato dal paese. Ciò modifica sensibilmente gli equilibri militari internazionali, rafforzando il deterrente missilistico a disposizione della Corea del Nord e mettendo così maggiormente in guardia gli avversari sudcoreani, giapponesi ed americani.

Infatti secondo il premier giapponese Shinzo Abe “Il lancio odierno del missile mostra chiaramente come la minaccia di Pyongyang diventi sempre più pericolosa”. Il comando centrale della difesa a Seul ha fatto sapere che il missile ha volato per 930 chilometri dalla base di Banghyun, nella provincia a nord di Pyongyang, e che ulteriori dettagli, come altitudine e velocità, sono tuttora in fase di verifica.

Il portavoce del comando sudcoreano ha detto che l’esercito rimane in stato d’allerta per far fronte a ulteriori provocazioni della Corea del Nord. Quest’ultima prova segue il lancio di molteplici missili superficie-aria avvenuta dalla base orientale di Wonsan il mese scorso. In tale occasione la distanza coperta dai missili era stata di 200 chilometri, a dimostrazione delle capacità nordcoreane di colpire unità navali e d’essere riuscita in tempi molto rapidi a rafforzare e potenziare così sensibilmente il proprio arsenale missilistico.