Crimea

Pyongyang ha disegnato un atlante del mondo nel quale la Crimea è segnata come parte del territorio russo. L’ambasciata russa nella Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord) riferisce sulla propria pagina ufficiale di Facebook:

NEW MAP OF THE WORLD RELEASED IN PYONGYANG
The publishing house “Scientific Encyclopedia” (the DPRK) released a new political Atlas of the World. We noticed that the Crimean peninsula (pages 240-242) has already been painted in Russian colours. As we were explained in the DPRK Ministry of Foreign Affairs, the Republic respects the outcome of the referendum held in Crimea on the entry of the peninsula into the Russian Federation, considers its results to be legitimate and fully compliant with international legal norms.
The DPRK marked its position on the issue at the UN vote regarding Crimea as an integral part of the Russian Federation. Pyongyang has also said it recognizes the Kuril Islands as Russian territory (page 233).

“Come ci è stato spiegato dal Ministero degli Affari Esteri della Corea del Nord, la Repubblica rispetta i risultati del referendum tenutosi in Crimea per l’unione della penisola alla Federazione russa, considera i suoi risultati come legittimi e pienamente in linea con le norme giuridiche internazionali,” ha riferito l’ambasciata russa.

Il 16 novembre 2016, durante la votazione nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Corea del Nord è stata uno dei 23 Stati che hanno sostenuto la posizione della Russia sulla questione della Crimea, accettando così il referendum tenutosi nella penisola. La Corea del Nord, insieme ad alcuni Stati latinoamericani (Nicaragua, Venezuela, Bolivia) è uno dei Paesi che sostengono costantemente la Russia e i paesi del BRICS nell’arena internazionale, costituendo un polo alternativo a quello atlantico-occidentale.

Storicamente, la Corea (quando era ancora un unico Stato) ha sempre avuto rapporti amichevoli con la Russia. All’inizio del XX secolo, molti coreani si trasferirono nell’impero russo, fuggendo dalla povertà e dall’oppressione giapponese. Nel 1945, la penisola coreana fu liberata dagli invasori giapponesi da parte delle truppe russe (sovietiche). Dopo la guerra civile in Corea e la divisione del Paese in due parti, l’Unione Sovietica ha sostenuto la Corea del Nord (RPDC). Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, i russi hanno ripristinato i loro rapporti con la Corea del Sud, senza tuttavia interrompere i legami con la RPDC.

A differenza degli Stati Uniti, la Russia e la Cina sono interessate alla pace nella penisola coreana, in quanto eventuali attacchi nucleari statunitensi in quest’area causerebbero un’enorme catastrofe ecologica in questi Paesi. La Russia è interessata ad unire le due Coree, sperando di sottrarre Seoul all’influenza americana. Mosca è anche interessata alla partecipazione di una Corea unificata al progetto di trasporto pan-eurasiatico: questo collegherebbe l’Estremo Oriente all’Europa unita attraverso il territorio della Russia tramite nuove reti ferroviarie e strade, fino alla rotta del Mare del Nord.

Tuttavia, questi progetti ambiziosi sono solo teorie, in quanto l’instabilità sulla penisola coreana rappresenta un grande ostacolo per la loro realizzazione. Questi progetti sono inoltre contrari agli interessi degli Stati Uniti, che temono la crescita economica della Russia e l’indipendenza politica della Corea del Sud.

Il sostegno alla Russia sulla questione della Crimea da parte di Pyongyang fa parte della strategia non ufficiale russo-nordcoreana. Infatti Mosca, a sua volta, supporta la RPDC nel suo confronto con gli Stati Uniti. La pubblicazione nordcoreana dell’atlante del mondo con la Crimea russa è molto significativa.
La maggior parte del mondo non seguirà l’esempio della Corea del Nord (Paese con 24 milioni di abitanti e missili nucleari) per il riconoscimento del referendum della Crimea, ma questo esempio potrebbe essere seguito da altri Paesi che aderiscono alla posizione anti-americana.

Tuttavia, in un quadro generale, l’ago della bilancia sta lentamente pendendo verso il riconoscimento della Crimea come parte della Russia. La diplomazia ufficiale dei Paesi europei parla di “occupazione” della penisola di Crimea, mentre alcuni partiti di opposizione (la Lega Nord in Italia, il Front National in Francia, Alternative für Deutschland in Germania, ecc.) hanno già stabilito contatti con la Crimea russa.

Il Ministero degli Esteri ucraino ha risposto con l’ampliamento dell’elenco delle persone “non gradite” in Ucraina, comprendendo sempre più politici, uomini d’affari, artisti ed atleti, colpevoli di aver visitato la Crimea “occupata” dalla Russia. L’ostilità ucraina non è più volta solo alla Russia, ma si sta allargando anche verso l’Europa: un gioco masochista che può danneggiare l’Ucraina e il suo stesso futuro.

Silvia Vittoria Missotti

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