Dieci minuti di fuoco, poi l’inevitabile esplosione delle polemiche. Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, dà sfogo alla sua ira su Facebook con un video registrato dalla squadra di comunicazione della Regione Campania.

Fulmini e saette contro l’inchiesta giornalistica Fanpage.it e l’indagine della Procura di Napoli che ha investito come un uragano il suo secondogenito, Roberto De Luca, assessore (dimissionario solo a chiacchiere) al Comune di Salerno.

De Luca spara a zero senza contraddittorio: “È una nuova resistenza” dice pescando nella solita retorica, definendosi addirittura “partigiano”.

https://www.facebook.com/vincenzodeluca.it/videos/10155988072913257/?hc_ref=ARRb1BVQb6-GTeVXs31-H1H8JAKXZIujM_hdN5qOA18L9GuUZbq6y3e99u_Uva9YEno

“Si è scatenata in queste ore una campagna pseudo giornalistica di aggressione mediatica, alla vigilia di una campagna elettorale delicata. Una operazione camorristica e squadristica nei nostri confronti che parte dal tema della gestione dei rifiuti ed è la migliore conferma che stiamo buttando fuori la camorra e tutti gli interessi oscuri”, tuona ex sottosegretario renziano.

Violentissimo l’attacco al lavoro delle giornaliste e dei giornalisti di Fanpage.it: “È stata un’operazione camorristica e squadristica nei nostri confronti. Ma quale giornalismo? Viene ingaggiato un camorrista, uno che si presenta mascherato, viene ingaggiato un signore che fa intervista a mio figlio e parla solo lui, cerca di tirare in ballo regione ecoballe e gare. Una cosa vergognosa. Ci dovremmo vergognare in Italia”.

Evidentemente non soddisfatto, De Luca rincara la dose, chiarendo senza troppi fronzoli il suo personalissimo concetto di diritto di cronaca: “Chiederemo nei prossimi giorni che vengano accesi i riflettori (sul giornale ndr). Chi sono questi signori che sono venuti a fare questa operazione? Chi sono? Chi li manda? Chi li paga?”.

De Luca, nel video Facebook, non risparmia la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Pietro Grasso, di Liberi e Uguali. “Lo invito a un dibattito. Ho visto le sue dichiarazioni, c’è da vergognarsi, non una parola sui camorristi che vengono a fare operazioni di aggressione e ma finto moralismo da quattro soldi. Sfido anche questo nostro amico a un dibattito pubblico in diretta sulla moralità pubblica”.

Grasso replica: “Non ci interessano le vicende personali su cui indaga la magistratura. Non risponderò alle provocazioni e alle sfide a duello sul terreno del moralismo. Saremo il 26 a Napoli per rivendicare il primato di una politica indisponibile a qualsiasi contatto con affaristi e criminali, una politica pulita che lotta per il benessere dei cittadini”. E aggiunge: “Non ne faccio una vicenda personale tra me e De Luca. La moralità o si ha o non si ha”.

Luigi Di Maio, premier in pectore del M5S, chiede le dimissioni di De Luca.

https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/posts/1618995258137014

“Le minacce di De Luca sono assolutamente intollerabili e inconciliabili con il suo ruolo istituzionale. Cosa vuol far “ringoiare”? La valigetta piena di soldi? Deve dimettersi immediatamente e mi aspetto che Renzi e Gentiloni prendano subito le distanze!”. Così su Facebook il candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio.

A distanza di qualche ora, è arrivata la risposta via social dell’ex sindaco di Salerno: “Ho dato mandato ai miei legali di querelare Luigi Di Maio per le dichiarazioni rilasciate ieri e nei giorni scorsi. Invito Di Maio, membro autorevole della casta a 15mila euro al mese, a rinunciare all’immunità parlamentare. Gli rinnoveremo la richiesta ogni giorno fino alle elezioni”.

https://www.facebook.com/vincenzodeluca.it/posts/10155990947493257

Il video di De Luca e le sue pesanti allusioni hanno provocato la decisa ed immediata reazione del mondo del giornalismo. Sindacati e Ordine dei giornalisti hanno accusato il governatore campano “di mero squadrismo verbale”.

“Le inchieste giornalistiche sono criticabili come qualsiasi altra attività intellettuale. Le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, vanno però oltre il limite di qualsiasi critica e rappresentano, queste sì, mero squadrismo verbale. Bollare come ‘camorristiche’ e ‘squadristiche’ le inchieste giornalistiche è inaccettabile e non può essere consentito a nessuno, tantomeno a un rappresentante delle istituzioni. Sarebbe opportuno che anche il PD facesse sentire la propria voce. Evidentemente la salvaguardia di pacchetti di voti viene considerata meritevole di tutela più della libertà di espressione e del diritto dei cittadini ad essere informati su una vicenda inquietante come quella del traffico di rifiuti in Campania”. Lo affermano, in una nota, Federazione nazionale della Stampa italiana, Sindacato unitario giornalisti Campania e Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

“L’attacco ai colleghi di Fanpage, proseguono, rientra in uno schema ormai consolidato messo in atto da tutte le forze politiche, pronte a difendere la libertà di stampa solo se le inchieste riguardano gli avversari politici e a scatenare l’inferno quando a finire nel mirino sono i loro sodali. Una situazione indegna di un Paese civile e che spiega la ragione per la quale, al di là delle dichiarazioni ufficiali, nella legislatura appena conclusa sono state fatte decadere tutte le proposte di legge dirette a cancellare il carcere per i cronisti e a contrastare le ‘querele bavaglio’. La politica, in modo assolutamente trasversale, sogna una stampa asservita e cittadini sempre meno informati da trattare come sudditi”.