Comandante Givi, Donbass

Mikhail Sergeyevich Tolstykh noto al secolo come Givi è morto nella fredda mattinata dell’8 febbraio a Donetsk ucciso da un attentato di sabotatori ucraini, presumibilmente condotto con un missile anticarro.

Come è visibile dalla testimonianza video, il comando del battaglione Somali mostra i segni di una deflagrazione notevole, frutto di un piano ben ingegnato. La rabbia nella successiva dichiarazione stampa di Zakharchenko è ben visibile.

https://www.youtube.com/watch?v=Ny3OvEq0Hfw&feature=share

Givi era stato ferito nei giorni scorsi nella battaglia di Avdeyevka, dove al comando del suo battaglione, aveva respinto l’assalto delle ondate naziste di Pravy Sektor che sono state ricacciate indietro a prezzo di un centinaio di morti ed altrettanti feriti tra gli assalitori, (fonti non confermate frutto d’intercettazioni parlano di 200 morti).

Givi, era un leader coraggioso: si era ferito malgrado il suo battaglione avesse riportato pochi danni. Nell’intervista che vi proponiamo Givi rivela che nel frangente del suo ferimento era presente anche Zakharchenko in una sua visita alla linea di fronte sotto attacco.

La sua dichiarazione ufficiale dopo questo ultimo scontro fu guascona come era il suo carattere: “i nazisti ucraini non sono un avversario degno di noi”.

Li conosceva bene Givi gli “Ukrop”: li aveva battuti a Ilovaisk insieme al suo amico fraterno Motorola, ucciso anche lui in un vile attentato nel palazzo in cui viveva con la moglie ed i figli.

Quella grande sacca di Ilovaisk del 2014, che aveva ridicolizzato il pretenzioso esercito ucraino, non fu mai perdonata loro da Petro Poroshenko e company. Sapevano di essere nel mirino della SBU ma hanno vissuto fino in fondo senza un passo indietro.

Givi aveva un carattere diverso rispetto a Motorola, più ombroso, malinconico, non concedeva facilmente interviste ai giornalisti, ma era dotato di un coraggio che rasentava l’incoscienza.

In una delle sue rare interviste lo si osserva sostenere tranquillamente, fumando una sigaretta sotto un terribile bombardamento di lanciarazzi multipli, mentre i suoi uomini si affrettano al rifugio. Il video che vi proponiamo è stato visualizzato da circa un milione e mezzo di persone, ma ce ne sono altri sulla rete con altrettanti numeri.

https://www.youtube.com/watch?v=K9k05CbXmqE

La morte non lo spaventava ma certo i suoi sorrisi dopo la scomparsa di Motorola erano diventati più rari. Givi riversava nel suo amico scomparso ammirazione e stima, soprattutto per la capacità di essersi costruito una famiglia in un contesto terribile come quello della guerra civile

Uno di questi report, qui riproposto, testimonia quanto tutto ciò venga scorto dalle parole dello stesso Givi

https://www.youtube.com/watch?v=nlEEnZ7oyDA

L’odio per i nazisti ucraini lo ravvivava, fu lui che nella seconda battaglia dell’aeroporto respinse la controffensiva ucraina, i nazisti catturati furono sbeffeggiati pesantemente. Givi non era uomo della compassione facile per quelli che secondo lui hanno martoriato la sua terra.

Con lui scompare un altro dei coraggiosi combattenti del popolo russo dell’Est Ucraina.

Sul fronte governativo è facile prevedere che nei prossimo giorni ci saranno nuovi attacchi. Da Kiev sono convinti che l’eliminazione di membri così carismatici dell’esercito degli indipendentisti possa abbattere il morale dei combattenti del Sud-Est. Tuttavia il Donbass è spinto dalla forte convinzione del popolo russo di quella regione di star subendo un’ingiustizia: una motivazione difficile da spegnere, se non con il ritorno al dialogo.