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È morto Ettore Bernabei, storico direttore della Rai

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È morto Ettore Bernabei, storico direttore della Rai

Giornalista, direttore Rai, manager di successo, fervente democristiano e convinto sostenitore dell’importanza di una televisione di stato pedagogica, capace di unificare linguisticamente il Paese e di assistere tanti telespettatori, soprattutto quelli delle aree rurali, nel difficile processo di alfabetizzazione. Si è spento all’età di 95 anni all’Argentario, dove era in vacanza con la famiglia, Ettore Bernabei, giornalista e storico direttore generale della Rai dal 1961 al 1974.

“Era a tavola e fino al pomeriggio ha parlato di politica, di economia. Se n’è andato tranquillo, pronto a questo momento”, ha raccontato il figlio Luca. Nato a Firenze nel 1921, padre di otto figli, è stato un personaggio chiave della storia politica e mediatica del secondo Novecento italiano.

Nella sua città, dove si era laureato in Lettere moderne, aveva diretto dal 1951 al 1956 “Il giornale del Mattino”, quotidiano di ispirazione democristiana. Una “palestra” editoriale e giornalistica che gli aveva fatto meritare la chiamata di Amintore Fanfani, suo amico e mentore, alla direzione de “Il Popolo”, il quotidiano della Democrazia cristiana. Una tappa importantissima nel suo percorso di crescita professionale, prima del grande “salto”: la direzione generale della Rai, dal 1961 al 1974, con l’espresso incarico, da parte della Dc, di acculturare gli italiani con programmi e sceneggiati tv di grande qualità.

Il grande successo di “Delitto e castigo” di Dostoevskij per la regia di Anton Giulio Majano, nel 1963, de “I promessi sposi” di Manzoni, del 1967, per la regia di Sandro Bolchi e del programma “Non è mai troppo tardi”, destinato a sottrarre migliaia di contadini italiani alla loro condizione di analfabeti, grazie al prezioso contributo “didattico” del maestro Alberto Manzi, autore di libri per l’infanzia, dimostrarono la bontà di una visione del ruolo della televisione non ancora opacizzata dall’aziendalismo esasperato e dal mercatismo a tutti i costi.

Una volta finita l’avventura alla Rai, Bernabei, si ritrovò alla guida dell’Italstat, finanziaria a capitale statale specializzata nella progettazione di grandi infrastrutture, che lasciò nel 1991 con un capitale sociale di 1.500 miliardi di lire ed un fatturato annuo di 6mila miliardi di lire. Nel 1992, infine, l’inizio della sua avventura personale, con la fondazione della società di produzione “Lux Vide”, specializzata in storie bibliche e vite dei santi.

Tanti successi, una riconosciuta etica professionale ed una sonora bocciatura per quelle produzioni televisive che qualche tempo fa ebbe a definire modelli “che nulla ha a che fare con i milioni di italiani che studiano, ricercano, o la mattina si alzano prestissimo”.