Vladimir Putin

Verso la fine della giornata di lunedì 19 settembre, si sono avuti i risultati delle elezioni della Duma di Stato (la Camera Bassa del Parlamento) della Russia.

Come era già stato previsto, sulla base delle liste dei partiti, il partito che ha ottenuto il maggior numero di voti è stato Russia Unita (Edinaja Rossija, con oltre il 54% dei voti). Il suo fondatore è lo stesso presidente Vladimir Putin, anche se ora sta prendendo le distanze dal partito, preferendo essere il leader della nazione invece che il leader del partito. Tuttavia, dopo le elezioni, Vladimir Putin ha fatto un’eccezione ed è andato alla sede di Russia Unita insieme al Primo Ministro, Dmitrij Medvedev.

Di fronte ai rappresentanti del partito si è espresso circa il fatto che la società russa è unita di fronte alle sfide ed ai problemi attuali, ed è in maggioranza a favore di Russia Unita. Il partito vuole la stabilità della Russia. Putin ha anche pronunciato parole in favore del governo di Medvedev. Questo discorso può sembrare una mossa audace da parte di Putin, perché il Primo Ministro Medvedev non gode di molta popolarità nella società russa, ed è spesso bersaglio di critiche.

Oltre a Russia Unita, nella Duma sono stati votati altri tre partiti: il partito liberal-democratico di Zhirinovsky, il partito comunista di Gennadij Zjuganov ed il partito Russia Giusta, di posizioni socialdemocratiche. Quindi, la Russia manterrà la stessa composizione dell’attuale Duma di Stato, anche se la fazione comunista è notevolmente diminuita in numero.

Le elezioni parlamentari russe, secondo alcuni analisti politici, hanno avuto un risultato abbastanza prevedibile. Il primo fatto che è stato constatato ai seggi è stato il tutt’altro che alto tasso di partecipazione. Nei Paesi occidentali, quella di ignorare le votazioni sembra ormai essere diventata una tradizione, e questo accade anche in Russia, soprattutto nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo.

Stando a quanto emerge al momento, per quanto riguarda le categorie degli elettori, sembrerebbe che tra i rappresentanti della scienza, del giornalismo, degli affari ed insegnanti, una percentuale elevata di votanti abbia votato per i partiti di opposizione. Numerosi elettori hanno votato per il partito comunista e per quello liberal-democratico (che difende i valori del patriottismo ed è avversario della Pax Americana). I comunisti (KPRF) in Russia hanno da tempo abbandonato l’ideologia del marxismo, e si sono trasformati in una simbiosi tra i sostenitori della giustizia sociale e dell’idea di uno Stato forte. I comunisti stanno inoltre annoverando tra le proprie file un notevole afflusso di giovani attivi in politica.

Dei quattro partiti che sono entrati nella Duma, quello più ideologicamente indistinto, per quanto riguarda la propria composizione, è Russia Giusta — rispetto ad altri partiti parlamentari, che contano molte personalità di spicco. Un altro partito patriottico è Rodina (il suo fondatore, Dmitriy Rogozin, è oggi il Vice Primo Ministro della Difesa dell’Industria), ma non ha ottenuto i voti sufficienti per entrare nella Duma.

Secondo alcuni esperti nel campo delle analisi politiche, intervistati dalla stampa locale, per il partito Russia Unita hanno votato per lo più gli abitanti di piccole città e villaggi, nonché i rappresentanti della vecchia generazione. In 90 anni, la Russia ha vissuto un vero e proprio shock per il collasso dell’ordine sociale. Pertanto, gli elettori con opinioni conservatrici si riconoscerebbero oggi maggiormente in Russia Unita.

Nelle città metropolitane, invece, sarebbe marcato il sostegno ai partiti ultra-liberali, come ad esempio Yabloko, che afferma di seguire le posizioni filo-occidentali europee. Tuttavia, la sua popolarità nella società russa è bassa, ad eccezione di Mosca. Il leader di Yabloko, Yavlinsky, chiede la restituzione della Crimea all’Ucraina. Questo partito ha ottenuto circa il 3% dei voti in tutta la Russia, mentre altri partiti liberali ne hanno ottenuti ancora meno.

In uno scenario più ampio, ad eccezione dei partiti liberali e filo-occidentali, tutti i partiti, sia pro-governo che di opposizione, sono di stampo patriottico. Questi elettori, generalmente, sostengono il presidente Putin, soprattutto nella sua politica estera e nel mantenimento della Russia come forte Stato indipendente. Alcuni russi ritengono sia facile immaginare che nelle elezioni parlamentari sia scontato il sostegno al partito comunista, mentre in quelle presidenziali a Vladimir Putin, che è associato all’indipendenza russa.

Pertanto, il presidente russo ha ragione, quando dice che la società è unita contro le minacce esterne. La strategia americana volta a minare la stabilità interna in Russia ha dato il risultato opposto. Le sanzioni contro la Russia rafforzano solo la posizione di leadership di Putin.

Silvia Vittoria Missotti

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Reporter di politica russa interna ed estera. Vive in Russia dal 2014.