Siamo qui con Ennio Bordato. Il dottor Bordato, esperto di Relazioni Industriali, si interessa di Russia da trent’anni. Nel 2001 ha fondato l’associazione “Aiutateci a salvare i bambini ONLUS” nata per aiutare la clinica pediatrica RDKB di Mosca nella cura dei tumori infantili. Ma con lo scoppio della guerra civile in Ucraina l’associazione si è occupata anche dell’emergenza umanitaria nata in seno alla popolazione civile coinvolta nei bombardamenti del governo nato da Maidan.
Ci racconti, qual è il bilancio dell’attività della ONLUS nel soccorso ai bambini colpiti dalla guerra?
A partire dai primi mesi del 2014, subito dopo il colpo di stato anticostituzionale a Kiev e i primi bombardamenti sulla popolazione civile delle regioni del Donbass la nostra Associazione ha iniziato ad aiutare alcuni casi particolarmente colpiti dalla furia inumana del governo ucraino. Sinora i circa 30mila euro raccolti sono andati tutti a beneficio di una decina di bambini feriti gravemente e mutilati, della clinica oncoematologica di Donezk per una urgente fornitura di farmaci oncologici pediatrici, in farmaci pediatrici ed in acquisti di “regali di Natale” per i bambini. Tutto ciò grazie alla grande solidarietà italiana che ci ha anche permesso di raccogliere ed inviare, non gravando sulle donazioni ricevute, circa 8 quintali di vestiti invernali per bambini che entro l’anno raggiungeranno il Donbass e verranno distribuiti fra i bambini che più ne avranno bisogno.
Invito i lettori a verificare le nostre attività alla pagina SOS UCRAINA
Dopo quello che è successo in Donbass gli italiani sono diventati più sensibili nei confronti del mondo della civiltà russa? Qual è stato il riscontro rispetto ad azioni di beneficenza da parte degli italiani?
Come sottolineavo poc’anzi grande è stata la risposta degli italiani. E li ringraziamo uno ad uno. Naturalmente se la “grande stampa” riuscisse, per una volta, ad essere tale gli italiani conoscerebbero una delle pagine più vergognose della storia d’Europa e riuscirebbero ad essere molto più solidali. Noi siamo un grande popolo che quando conosce veramente le situazioni dona sempre con grande generosità
Sappiamo bene che malgrado gli accordi di Minsk II il 2015 ha visto una guerra a bassa intensità tra separatisti e governo di Kiev. Lei ha potuto riscontrare cambiamenti in positivo dopo la tregua siglata a febbraio?
Purtroppo no. Le vicende ucraine non vengono decise a Kiev… La banda al potere è eterodiretta dall’estero, diciamo da oltre oceano. E le vicende delle regioni ex ucraine del sud est sono più o meno nefande in relazione al quadro geopolitico mondiale. In queste ultime settimane, riuscendo Mosca a “vincere” politicamente in Siria, l’Occidente sta tentando di ristabilire un suo “primato” ricominciando i bombardamenti sui civili nel Donbass di questi ultimi giorni. Peraltro bombardamenti assai massivi e terribili, con perdita di numerose vite umane.
Negli accordi di Febbraio si auspicava un provvedimento da parte di Kiev per dare autonomia amministrativa alle due regioni del Donbass sul modello del Trentino. Sono stati fatti passi avanti in questo senso?
Kiev non ha mai ottemperato ad alcuno dei paragrafi previsti dagli accordi… è una tragica e amara constatazione
Secondo lei come si è arrivati ai fatti di Euromaidan e come è stato possibile che la situazione sia sfuggita tanto di mano all’Europa?
Le forze che, dopo 25 anni ancora tentano di sottomettere la Russia alla supremazia del “mercato occidentale” si stanno “lavorando” l’Ucraina sin dal 1991. L’ultima fase è diversa solamente perché è visibile. Perché, dopo innumerevoli tentativi “democratici” queste forze hanno dovuto far ricorso alle organizzazioni paranaziste, storicamente presenti in quella nazione, per imporsi. Strano che tutto ciò sia avvenuto con il beneplacito della UE e delle forze politiche europee che si definiscono “di sinistra”.
Sin dalle prime proteste in piazza Maidan gli Usa sono stati molto attivi nel sostenere il golpe ed il nuovo governo. Quali sono a suo parere gli scopi di Washington?
Gli USA versano in una crisi epocale e se non mettono rimedio velocemente alla situazione perderanno fra pochi anni la posizione di predominio mondiale (e che parzialmente hanno già perso). Ma ci stanno mettendo mano, come al solito, sbagliando. Per “resistere” devono continuare ad avere la propria moneta, il dollaro, quale moneta di riferimento. E per far questo devono esportarla. E per riuscire ad esportare ancora il dollaro usano il strumento principe, cioè la guerra …. Se non funziona la lava commerciale, usano quella classica: le armi vere. Poi ci solo le materie prime che la Russia, non più vassalla, non vuole “svendere”. Tutto questo però in presenza dell’arma atomica da parte degli USA E’ questo che spaventa e che rende questo “gioco” americano sempre più pericoloso.
Le sanzioni alla Russia hanno causato grossi guai economici al nostro paese. Tuttavia questa UE fa figli e figliastri. Mentre noi stiamo rinunciando a tutto la Merkel fa accordi sottobanco con i russi. Non crede che ci vorrebbe un cambio di rotta in Europa ormai?
L’Europa è morta, almeno l’Europa della UE. Ci vorrebbe più politica, più idee, più studio e sperimentazione, più dialogo con l’esterno. Invece di tutto ciò c’è n’è sempre meno. Sempre più è l’asservimento ai peggiori rappresentanti usa, asservimento acritico e pericoloso perché stiamo “andando alla guerra” per conto terzi. Paghiamo noi (solo sanzioni, per ora…) senza avere nulla in cambio. Uno scenario desolante sia politico che umano. La ragione si è spenta in questa Europa. La Russia non è il nostro nemico, anzi sia da un punto di vista economico che culturale ed umanistico la Russia sta ritornando ad essere “faro” per chi riesce ancora ad usare la propria testa, a pensare in autonomia, ad essere umano.
Quali saranno i futuri progetti della ONLUS?
Nella viva speranza che non vi siano urgenze drammatiche in Donbass, partirà a giorni una raccolta straordinaria di donazioni per regalare ad Anna Tuv una protesi. Serviranno 25mila euro per ridare il braccio ad Anna e ai suoi due figli così drammaticamente colpiti dalla bombe di Kiev. Anna Tuv deve accudire i suoi due bambini di 3 anni e 6 mesi (!) con un braccio solo. Il marito e la figlia maggiore di 11 anni sono morti nella distruzione della sua casa di Gorlovka nel maggio scorso causata da un bombardamento ucraino. Io credo che l’occidente glielo debba, che noi glielo dobbiamo. È una raccolta assai difficile ma come sempre, grazie all’Italia più bella, all’Italia migliore c’è la faremo. E peraltro, le donazioni rimarranno in Italia dato che utilizzeremo la struttura più qualificata d’Europa, il centro Inail di Budrio. Aiutateci ad aiutare Anna Tuv!
Grazie per la disponibilità mostrata ai nostri microfoni e alla prossima!
Grazie a Voi di cuore e Auguri per un Buon Natale e (speriamo) un Sereno 2016