
L’Eritrea, un paese ricco di bellezze, di diversità, di contraddizioni e di contrasti, e i cui destini si sono spesso intrecciati a quelli dell’Italia, sta uscendo lentamente dall’oblio in cui è stato relegato anche e soprattutto a causa del suo inserimento nella lista di paesi cosiddetti “canaglia”. Anni di guerre e di guerriglie hanno tenuto la striscia di terra bagnata dal mar Rosso lontano dall’attrazione dei flussi turistici e dall’interesse di eventuali investitori economici. La situazione instabile insieme ad una chiara e convinta scelta politica di non allineamento e di rigetto di assistenzialismo proveniente dall’estero, sono elementi che fanno dell’Eritrea quasi un unicum nel panorama mondiale. Dopo decenni di colonialismo italiano, una breve amministrazione britannica e l’inglobamento nella sfera etiope, l’Eritrea, indipendente dai primi anni ’90, ha scelto di camminare da sola.
Con tutte le difficoltà del caso e con la consapevolezza di esser caratterizzata all’esterno da un’immagine negativa e carica di preconcetti. Una idea fatta veicolare da diversi attori stranieri aventi come modello una visione geopolitica avversa al principio di autosufficienza scelto dal paese. Tale sorta di presunto isolamento ha fatto sì che questo lembo terra di Corno d’Africa si sia preservato nei suoi valori e nelle sue caratteristiche peculiari nonostante negli ultimi tempi il quadro stia pian piano mutando.
L’Eritrea sta infatti trasformandosi in una destinazione turistica emergente dove è possibile ammirare l’architettura art déco della capitale Asmara, che richiama ad un lontano passato “futurista” italiano; godere delle bellezze naturali delle isole Dahlak, vero paradiso preservato da agenti biologici esterni; muoversi senza quasi soluzione di continuità tra deserto e mare; vivere la storia nei diversi siti archeologici presenti.
Alberto Pollera, esperto di etnografia degli anni ’30, scrisse:
“…dalle regioni infocate all’eterna primavera, dal deserto e dalla steppa alla foresta di carattere prettamente alpino, dal mare ai monti altissimi, tutto può trovare il turista che voglia visitare l’Eritrea. Alla varietà degli aspetti della natura corrisponde una varietà altrettanto grande di genti: l’Eritrea può dirsi un vero campionario di razze, di lingue, di religioni quanto mai interessanti sia per colui che la visita con scopi semplicemente turistici sia per colui che voglia studiare l’umanità nelle sue varie esplicazioni, sia ancora per l’artista che può trovare ad ogni passo motivi di ispirazioni quali, forse, avrà invano cercato altrove”.
Parole che ritraggono un paese suggestivo e, soprattutto oggi, da studiare, scoprire, approfondire. L’Eritrea sarà il tema di un incontro che si terrà a Firenze il 25 ottobre. Ospite della serata Alessandro Pellegatta storico, scrittore e profondo conoscitore del paese sviscererà l’Eritrea attraverso un viaggio virtuale.
L’evento, moderato da Luca Pingitore viaggiatore e reporter, è organizzato da Anteo edizioni, casa editrice che annovera varie pubblicazioni sul paese africano, in collaborazione con il CeSem-Centro Studi Eurasia Mediterraneo sempre attento ad analisi storiche e geopolitiche sull’area, Piste Nomadi tour operator specializzato in itinerari in “zone di frontiera” e Artverkaro collettivo editoriale ed artistico attento alle tematiche internazionali.
Comunicato Presentazione:
L’Eritrea una delle mete più affascinanti del Corno d’Africa con il suo mix di influenze, diversità, bellezze naturalistiche è stato per troppo tempo relegato ai margini a causa di fattori geopolitici che ne hanno a lungo minato la credibilità internazionale. Una terra ricca di storia e cultura che sta diventando sempre più destinazione turistica ed oggetto di interesse. Una somma di varie bellezze racchiuse in un lembo di terra bagnato dal mar Rosso. Un paese da studiare, scoprire, approfondire. Sabato 25 ottobre a Firenze Alessandro Pellegatta storico, scrittore e profondo conoscitore del paese sviscererà l’Eritrea attraverso un viaggio virtuale.
L’evento, moderato da Luca Pingitore viaggiatore e reporter, è organizzato da Anteo edizioni, casa editrice che annovera varie pubblicazioni sul paese africano, in collaborazione con il CeSem-Centro Studi Eurasia Mediterraneo sempre attento ad analisi storiche e geopolitiche sull’area, Piste Nomadi tour operator specializzato in itinerari in “zone di frontiera” e Artverkaro collettivo editoriale ed artistico attento alle tematiche internazionali.
