In questi giorni sentiamo su tutti i media embedded i nostri politicanti attaccare la Francia perché avrebbe nuovamente chiuso le frontiere, non ottemperando ai doveri del Trattato di Schengen. Quest’ultimo, però, riguarda solamente la libera circolazione dei cittadini residenti nel Vecchio Continente, ad esclusione perciò dei clandestini che quotidianamente sbarcano sul nostro territorio. Attaccare il governo di Parigi su questa questione è pura propaganda. Al contrario, a Roma dovrebbero prendere spunto da quanto sta avvenendo oltralpe, dove hanno deciso, dopo decenni di inerzia, di iniziare ad affrontare seriamente la questione immigratoria.
È inutile che Renzi gonfi il petto minacciando duri interventi contro gli sbarchi. E’ il suo solito atteggiamento da gradasso di periferia, tutto posa e niente sostanza. Lo scandalo di Mafia Capitale dovrebbe aver aperto gli occhi a tutti, anche ai benpensanti alla Boldrini. I favorevoli all’immigrazione non sono certo spinti da afflati umanitari, ma unicamente da interessi economici. In Italia vi è un’immensa pletora di cooperative bianco-rosse che mangiano a più non posso con gli immigrati. Buzzi rappresenta la punta dell’iceberg, coi milioni guadagnati sulla pelle dei disperati. Ma alla sua base ci sono migliaia di associazioni che sponsorizzano politiche pro-immigratorie proprio per continuare a succhiare denaro pubblico. Finchè questo “terzo settore” non verrà cancellato, nessun governo oserà mai affrontare l’immigrazione in modo serio, nemmeno il felpato Salvini.
Questo per quanto riguarda l’Italia. L’Europa, invece, nonostante sia diventato di moda negli ambienti antagonisti presentarla come il Male Assoluto, avrebbe un approccio diverso in materia. Basti confrontare l’operazione italiana definita Mare Nostrum con quella europea di nome Triton. La prima aveva lo scopo di pattugliare le nostre coste, ma anche di recuperare e salvare le navi entrate nelle acque italiane, con una netta inversione di rotta rispetto ai respingimenti decisi dal governo Berlusconi nel 2008. Triton invece ha lo scopo unico di pattugliare le acque internazionali fino a 30 miglia dalle coste italiane, senza occuparsi del soccorso dei migranti. Una bella differenza, non è vero?
Atteggiamenti opposti che continuano a scontrarsi tra di loro. È di queste ore la bozza delle linee guida per il vertice dei leader Ue del 25 e 26 giugno, dove si accelera sulla politica dei rimpatri dei migranti. Nel testo si parla infatti di “mobilitazione di tutti gli strumenti per promuovere le riammissioni dei migranti economici illegali nei Paesi di origine e transito”. Non a caso, il comico antieuropeista Beppe Grillo è già intervenuto, chiedendosi sul suo blog “perché dobbiamo rimanere nella Ue se l’unica sua risposta è di chiudere le porte come nel Medioevo, alzare i ponti levatoi?”. Insomma, da una parte si chiede l’uscita dall’Unione Europea, ma dall’altra il libero ingresso di tutti i diseredati nel nostro paese. La contraddizione, questa sconosciuta.
Sarebbe invece il caso di abbandonare la solita demagogia ed affrontare la questione immigratoria in modo serio. A Bruxelles ci stanno provando, a Roma no. Probabilmente questi ultimi sono terrorizzati dalla possibilità di perdere i lauti guadagni degli ultimi decenni. E allora permetteteci, per una volta, di andare controcorrente e di chiedere più Europa, non meno. Forse, così, potremmo riuscire a salvaguardare la nostra identità culturale.
