I parlamentari di Alternativa hanno fatto un sit-in davanti l’entrata di Montecitorio per ribadire in maniera ancora più forte e chiara di non volere Mario Draghi al Quirinale.

“Mario Draghi, scrive il deputato Francesco Forciniti su Facebook, ha affondato l’Italia e ora come uno Schettino qualsiasi sta cercando di fuggire al Quirinale. Ci hanno rotto la testa per un anno cantando le sue lodi, dipingendolo come l’unico in grado di guidare l’Italia in questo momento. Ce l’hanno spacciato per l’uomo della provvidenza, l’hanno definito il migliore, ci hanno detto che era indispensabile che al governo ci fosse lui e solo lui. E adesso è lui stesso a dirci che sostituirlo in fondo non sarebbe così traumatico. Ci hanno propinato la retorica dell’emergenza, della responsabilità nazionale, eppure ora ci dicono che si potrebbe tranquillamente e serenamente disfare un governo e farne un altro nuovo”.

“E lui, attacca il giovane avvocato calabrese, totalmente indifferente e insensibile al massacro sociale, economico, culturale e democratico di cui si è reso responsabile, sta pensando solo agli affari suoi. Sta telefonando i suoi amici importanti in giro per il mondo per farsi sponsorizzare, sta lavorando dietro le quinte con i leader politici, sta mercanteggiando poltrone in un ipotetico futuro governo in cambio della sua elezione, sta minacciando le dimissioni in caso di mancata elezione, seguendo il modello del ricatto che ha già dimostrato di prediligere”.

Forciniti è convinto che “una volta al Quirinale, Draghi metterebbe in piedi un governicchio fasullo che gli permetterebbe di continuare a muovere i fili direttamente dal Quirinale, segnando la morte definitiva della forma parlamentare del nostro ordinamento”.

“Noi, spiega l’esponente di Alternativa, abbiamo il dovere di provare a evitare che ciò accada, perché sarebbe la fine di ogni speranza di rinascita per il nostro Paese. Ho molto rispetto per chi ha criticato la strategia che abbiamo condiviso con gli altri colleghi del Misto, ma vi posso garantire che il nostro unico obiettivo è quello di provare a ritagliarci un peso contrattuale aggregando più elettori possibili in un fronte No-Draghi. Perché dalla quarta votazione in poi, quando il quorum si abbasserà, si inizierà a fare sul serio, e dobbiamo arrivarci compatti”.

Il Componente della I Commissione Affari Costituzionali fa sapere di nutrire molto rispetto per chi ha deciso di condurre la stessa battaglia del suo gruppo in maniera diversa, “per esempio rimanendo fuori dal Parlamento a protestare”, ma allo stesso tempo ribadisce di aver ben chiara la strategia da seguire: “entrare e votare”.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica