Prima di cominciare La ringraziamo del tempo che ci ha concesso in questa occasione.

Sono io a ringraziare voi.

Cominciamo subito parlando dell’Ucraina. Qual è la sua opinione su quant’è avvenuto in questo paese a partire dall’anno scorso ad oggi? Si trova d’accordo con la tesi europea ed americana secondo cui la Russia avrebbe invaso l’Ucraina? La caduta di Yanukovich è stata frutto di una vera rivoluzione popolare e democratica, o di una rivoluzione colorata orchestrata dall’Occidente?

A Kiev lo scorso anno si è effettuato un colpo di stato. Il legittimo presidente Yanukovich, che come tutti può legittimamente essere criticato, è stato costretto alla fuga da una piazza addestrata e manovrata da poteri internazionali e infiltrata da mercenari armati che hanno trasformato le proteste pacifiche dei mesi precedenti in una insurreziine violenta. Peraltro condivisa solo da una minoranza di cittadini. Ci avevano gia provato nel 2004, i mondialisti, a destabilizzare l’Ucraina, con la cosiddetta “rivoluzione arancione”. L’obiettivo, ieri come oggi, non è Kiev, ma naturalmente Mosca.

Trova giusto l’atteggiamento tenuto da Stati Uniti ed Unione Europea nei confronti della Russia? Per esempio, le sanzioni e l’esclusione dal G8 sono state mosse corrette, sì o no?

Partiamo dal presupposto che il crollo dell’Urss ha portato alcuni influenti analisti politici atlantisti a preconizzare un Nuovo Ordine Mondiale e a parlare di “fine della storia”: il liberalismo e il capitalismo avevano definitivamente vinto, nel 1945 contro il nazismo, nel 1991 contro il sovietismo. Una simile dottrina si è dimostrata ben presto (e per fortuna, aggiungo io) utopistica e fallace. La storia non solo non è finita, ma si è rimessa in moto. E questo non è piaciuto agli esegeti del Nuovo Ordine Mondiale (il mondialismo) che, con la ipocrita definizione di “missioni di pace”, hanno portato guerra ovunque e destabilizzato mezzo mondo. Con un obiettivo prioritario: sottomettere una volta per tutte la Russia, non più sovietica, ma ancora più pericolosa proprio perchè rinata anche a livello di cultura, radici, identità, valori. Tutti fortemente contrapposti e alternativi alla visione del mondo mercantilistica, consumistica e individualistica occidentale. E’ quindi naturale che in goni modo si inventino pretesti per colpire la Russia (come con le sanzioni) e accerchiarla militarmente (la Nato aumenta truppe e armamenti in Polonia, Romania, Bulgaria e Paesi baltici). Ma così facendo si gioca con il fuoco.

A suo giudizio, quali effetti potranno avere le sanzioni occidentali alla Russia e le contro-sanzioni russe all’Occidente? Rafforzeranno i BRICS e l’alleanza anche economica tra la Russia e i paesi emergenti oppure non avrà influenza in questo senso?

I dati parlano chiaro: l’Unione europea perderà 100 miliardi di euro e due milioni di posti di lavoro a causa di queste ignobili sanzioni. La Russia invece sta semplicemente sostituendo il mercato europeo con quello asiatico. Quindi i Brics si rafforzeranno e ho già personalmente potuto rendermene conto partecipando ad alcuni convegni economici a Milano e a Torino: erano presenti imprenditori cinesi, brasiliani, indiani e natiralmente russi. Di europei, oltre al sottoscritto e a pochi altri, neanche l’ombra. Un segnale molto chiaro.

Crede che Vladimir Putin sia un nostalgico dell’URSS, come dicono Obama e Kerry, e che voglia pertanto davvero ridar vita all’Unione Sovietica, oppure a suo giudizio l’Unione Eurasiatica è una cosa diversa? E se sì, in che termini?

Vladimir Putin ha definito il crollo dell’Unione sovietica come la “catastrofe geopolitica del XX secolo” per i russi. Ma ha anche aggiunto che chi pensasse di restaurare l’Urss, sarebbe “senza cervello”. Putin ha riportato il suo Paese al livello di superpotenza dopo decenni di decadenza. Il termine “eurasiatico” inoltre caratterizza una visione geopolitica tradizionale, che ha le sue radici in importanti pensatori russi e si innesta sul solco dostoevskiano della Terza Roma. Cadute le prime due Rome imperiali storiche, il bagaglio cultural-politico dell’impero romano storico e di quello medievale si reincarnerebbe inevitabilmente in Mosca, la Terza Roma appunto. Si tratta di un porgetto che non può non essere visto con preoccupazione oltre oceano.

5. Parlando dei rapporti Italia-Russia, come li giudicherebbe? Pensa che sia stata azzeccata la mossa di Pratica di Mare e che il rapporto tra i due paesi sia d’interdipendenza e reciproco vantaggio, oppure crede che l’Italia e l’Europa dipendano dalla Russia e ne subiscano il ricatto, soprattutto in chiave energetica? E per quanto riguarda le aziende italiane operanti in Russia, che ne pensa?

Pratica di Mare, il cui merito va dato incontestabilmente all’allora premier Silvio Berlusconi, è stato un tentativo importante di farla finita con la politica della Nato sempre in cerca di un nemico che ne giustifichi l’esistenza. A causa della Nato la già scarsa voglia dei padri costituenti dell’Europa unita di dotarsi di una struttura continentale non solo economica, ma anche politica e militare, ha avuto il colpo di grazie. Nulla al di fuori della Nato può muoversi in Europa. Anche se in molti casi la Nato non fa gli interessi dell’Europa, ma degli Stati Uniti. Purtroppo gli enormi interessi per mantenere lo status quo hanno avuto la meglio sul bell’episodio di Pratica di Mare, spazzato via solo due anni dopo proprio con le cosiddette “rivoluzioni arancioni” antirusse finanziate dall’Occidente. Ma l’incontro tra europei e russi non solo è ancora possibile, ma è logico e necessario. Loro hanno materie prime energetiche fondamentali per noi, noi abbiamo tecnologie e know-how avanzatissimi di cui abbisognano i russi. Gli imprenditori italiani lo sanno bene e infatti sono fermamente contrari alle sanzioni (insieme ai loro colleghi tedeschi, francesi e austriaci, peraltro).

Putin è ai vertici del suo paese dal 1999. Come giudica la sua politica? Che bilancio trarrebbe del suo operato, positivo o negativo? In cosa ha fatto bene ed in cosa ha fatto male?

Putin ha rappresentato per la Russia post-sovietica una svolta fondamentale. Senza di lui, oppure con un Putin sulla linea operativa del suo predecessore, la Russia oggi sarebbe un paese impoverito, preda di pescecani internazionali, sotto ricatto permanente di quegli organismi dell’alta finanza mondialista che hanno devsatato interi paesi begli ultimi 50 anni. Basti pensare alle ricette del Fondo monetario internazionale e l’esempio della Grecia è quello più tragicamente di stretta attualità. Agli americani e alle lobbies globaliste andava benissimo uno come Eltisn, non certo Putin. Il cui operato è a mio avviso ampiamente positivo. Sta gestendo in questo periodo la crisi più grave della storia della Russia post- comunista e è solo grazie al suo sangue freddo se la situazione non è precipitata in Ucraina, con uno scenario di guerra aperta. E’ anche stato Putin ad impedire la guerra contro la Siria, aprendo anche un importante corridioi diretto con il Vaticano. Se proprio bisogna trovare qualche critica, penso che faccia male a tollerare all’interno dell’establishmen russo quei personaggi dell’ala liberista che si recano spesso nelle capitali occidentali che contano per coordinare una opposizione dura a Putin, sperando in una riedizione di Maidan anche a Mosca o a San Pietroburgo. Questi signori, che per loro tornaconto personale e affaristico, complottano a danno della Russia, andrebbero buttati fuori a calci dal Paese.