Guerra nel Donbass

Gli accordi di Minsk per una tregua nel Donbass non funzionano. Come si può leggere da alcuni media presenti sul luogo, come ad esempio il Cossack Herald, l’Ucraina non avrebbe rispettato nessuno dei punti di accordo, inoltre non è chiaro ormai che Kiev non abbia nessuna intenzione di effettuare le riforme politiche che si auspicavano nel MinskII, ma starebbe piuttosto preparando una nuova grande guerra nel Donbass. In realtà, ogni giorno l’artiglieria ucraina bombarda le città del Donbass. Di tanto in tanto, l’esercito passa all’offensiva locale.

Il 7 giugno, delle unità dell’esercito ucraino (APU), nonostante gli accordi di Minsk, hanno condotto un attacco vicino al villaggio di Zhelobok (LPR). In un solo giorno, durante i combattimenti, sono morti 18 soldati ucraini, ed altri 46 sono rimasti feriti. Questi dati sono stati riportati dalla Milizia Popolare della Repubblica Popolare di Lugansk (PM LPR).

La settimana scorsa, invece, i combattenti di Lugansk hanno fatto la loro mossa: secondo il tenente colonnello Andrey Marochko, portavoce della Milizia Popolare di Lugansk, delle unità della Milizia Popolare, senza sparare un solo colpo, hanno preso una serie di posizioni in cui erano precedentemente situati gli ucraini. Le unità dell’APU hanno abbandonato un certo numero di posizioni, che sono stati poi occupate dalla Milizia Popolare. In ogni caso, si tratterebbe di 200-250-300 metri: questo spazio sarebbe comunque importante, perché permetterebbe di prendere posizioni di difesa e di attacco più favorevoli. Inoltre, la cattura di queste zone rende difficile l’azione dei cecchini ucraini in condizioni di guerra di posizione, la quale causa il maggior numero di danni agli eserciti delle repubbliche di Donetsk e Lugansk.

La ragione per la quale gli ucraini hanno abbandonato la zona sarebbe il basso morale dell’APU. Secondo Marochko, tra i ranghi dei militari ucraini che combattono nel Donbass, sarebbero in aumento lo stato di ubriachezza generale, il catastrofico declino nella disciplina e la diserzione di massa.

Curiosamente, le informazioni sul basso morale dell’APU sono state confermate dall’Ucraina stessa. Alcuni giorni fa, il Ministro degli Interni ucraino, Arsen Avakov, ha detto che si sono verificati oltre 500 suicidi tra i veterani ucraini dei combattimenti nel Donbass. Il 20-25% dei veterani dell’ “operazione antiterrorismo” (come viene chiamata in Ucraina la guerra nel Donbass) soffrirebbe di sindrome post-traumatica. Per fare un confronto, nell’esercito israeliano solo il 5-8% soffrirebbe della stessa sindrome.

I livelli di diserzione nella zona dell’ “operazione antiterrorismo” sono estremamente elevati: secondo gli organi investigativi ufficiali dell’Ucraina, 4000 soldati hanno abbandonato le proprie unità. In generale, l’Ucraina avrebbe concentrato in questa zona almeno 100 mila truppe. Per quanto riguarda il numero dei combattenti, gli eserciti delle DPR e LPR sarebbero di tre volte inferiori, ma avrebbero invece più forza morale e psicologica, dovuta al fatto che combattono per la propria terra e che capiscono a fondo gli obiettivi della guerra.

Come evidenziato da Yakov Kedmi, noto esperto israeliano, in generale, più alto sarebbe anche il livello di formazione dei combattenti del Donbass, ed in particolare modo dei reparti di artiglieria. Il prossimo stadio della guerra nel Donbass potrebbe quindi essere una guerra sia di quantità che di qualità.

Silvia Vittoria Missotti

4 COMMENTI

  1. La nostra stampa e la nostra televisione, fanno una censura vergognosa sulla situazione Ucraina. Si sa con certezza che la guerra è stata accesa dall’occidente per tentare di arrivare con la NATO su confini della Russia. Spero e mi auguro che la Russia non molli mai e difenda i cittadini di etnia e lingua russa che sono la maggioranza del paese. Se poi i cittadini dell’Ucraina occidentale vogliono assaggiare le “bellezze e lo sfruttamento del capitalismo occidentale” lo facciano pure.

  2. Io da 2 anni sto sostenendo la necessita di un coinvolgimento diretto di Mosca nella liberazione del Donbass anche con l’uso dell’aviazione se necessario.

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