Quali sono stati gli eventi che hanno caratterizzato quest’anno? Quali i momenti che ci hanno incollato al teleschermo o ai giornali, a volte giustamente, a volte solo per puro gossip e stupida chiacchiera da bar? 

A come Andreas Lubitz, il pilota tedesco della compagnia Germanwings che si schiantò con l’aereo che pilotava, provocando di proposito la morte di 144 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Voleva compiere un gesto per entrare nella storia, ma soffriva di problemi psichici. Prendere un aereo, al di là del terrorismo, è stato in dubbio per un po’, grazie alla sua opera.

B come Bardo o Bataclan. Due luoghi simbolo di due attentati terroristici, completamente diversi per interpretazione. Il primo, un museo tunisino, luogo di cultura e simbolo della rinascita del Paese, straziato dall’attentato del 18 marzo 2015. Il secondo, locale parigino ove suonava una band americana, è stato propagandato come il “simbolo di una generazione”, del “melting pot”, dei valori “di tolleranza e libertà”. Proprio quest’immagine distorta, unita all’incapacità europea di aver integrato (dopo generazioni) persone poi rivelatesi terroriste nei luoghi dell’Unione, ha fatto scricchiolare la triade illuminista.

Con la lettera B, ricordiamo il tracollo delle banche italiane, solidissime, ma (alcune di loro) polverizzatesi in pochi giorni.

C come Charlie Ebdo, il giornale satirico che non fa ridere. Aveva fatto indignare il mondo l’attentato terroristico ad una rivista che si occupava satira. Ci volevano convincere che Parigi fosse la capitale del mondo (ci hanno riprovato pochi mesi dopo), e abbiamo visto i governanti mondiali sfilare, quasi tutti assieme, in Place de la République. Lo abbiamo sfogliato, pochi mesi dopo la strage. Troppo irriverente, la libertà deve avere rispetto prima di tutto dei morti.

C anche come Clima, con protagonista sempre Parigi (Cop21 Paris Climate Conference), per ridurre le emissioni e salvaguardare il pianeta. Mossa per bloccare i paesi emergenti, o monito papale della Laudato si’?

D come Daesh, o Isis, o Stato Islamico che dir si voglia. Un giorno sì ed uno no, campeggia in ogni media. Si era fatto talmente aggressivo, da rafforzarsi sempre di più, soprattutto e stranamente dopo i raid (veri?) americani. Dopo la richiesta d’aiuto siriana alla Federazione Russa, e i veri raid di quest’ultima, sono terminati in giri in jeep nel deserto, i proclami sono ridotti, e il Califfo sta pensando (molto probabilmente lo ha già fatto) di correre verso la Libia. Oltretutto, dopo i recentissimi eventi, sappiamo che un vicino ingombrante che ripropone una politica neo – ottomana, fa affari d’oro con gli jihadisti.

D anche come Donbass, dove la guerra continua, anche se pochi ne parlano.

E come Expo 2015, meglio conosciuta come Esposizione Universale Milano 2015, Italia, è stata per l’appunto, l’Esposizione Universale tenutasi a Milano dal 1° maggio al 31ottobre 2015. Un grande tema, l’alimentazione quello scelto, che coinvolge: innovazione, tecnologie, mancanza, diritto, tradizioni, creatività legati al cibo. “Nutrire il pianeta, energia per la vita“, è stata una grande vetrina per Milano e per l’Italia, che ha saputo stupire il mondo, già prima che il tutto avesse inizio con la firma della Carta di Milano. La sfida ora è utilizzare quella grande area espositiva e convertirla in un grande progetto. D’altro canto, dovremmo fare molta più attenzione al tema dell’alimentazione, dopo gli insegnamenti dell’Esposizione.

F come Famiglia, elemento fondante della società, oggetto di un sinodo (un’assemblea generale straordinaria dei Vescovi) iniziato l’anno precedente e terminato a fine ottobre di quest’anno. La Chiesa ha così stabilito e fatto conoscere al mondo le linee guida nei riguardi della Famiglia per i tempi odierni. Un’attualizzazione necessaria, visti i cambiamenti culturali, antropologici e sociali avvenuti negli ultimi 50 anni.

F anche come Front National, il partito di Marine e Marion Le Pen, che ha provato la scalata per la conquista del Paese, ma proprio alle elezioni regionali è stato boicottato dal solito patto socialisti – repubblicani. A dimostrazione che quando un popolo vuole essere schiavo, ci riesce bene.

G come Giochi, quando la politica entra nello sport, all’improvviso scopriamo che i vertici FIFA sono corrotti, che gli atleti russi (strano, proprio quelli russi!) sono dopati, e che i giochi olimpici saranno così a rischio. E Roma, candidata ai Giochi Olimpici del 2024, la spunterà?

G anche come Giubileo, quello della Misericordia, voluto da Papa Francesco. Aperto l’8 dicembre, a Bangui, in Repubblica Centrafricana (per la prima volta nella storia), si concluderà il 20 novembre 2016.

H come Hi-Tech, in un mondo che cresce sempre di più con componenti ad altissima tecnologia. E se essi servono in tempo di pace, anche la guerra si fa sempre più tecnologica, e vincerà chi sul campo avrà le strumentazioni migliori.

I come Ius Soli, Legge sulla Cittadinanza che introduce, seppur moderatamente, il principio di acquisizione per i minori stranieri della cittadinanza italiana. Assieme allo ius culturae, questi due principi sostituiscono lo ius sanguinis. Abbiamo inventato gli italiondi.

L come Lavoro, tema dibattuto, oggetto di una riforma chiamata Jobs Act, o Legge sul Lavoro. Pochi risultati, tante chiacchiere. Cancellate le tutele sociali ottenute 40 anni prima, non sono stati creati i tanti posti di lavoro promessi. Attendiamo fiduciosi (forse).

M come Migranti, arrivati come una marea in Europa, impreparata a raccogliere flussi che avrebbero acconsentito tutt’altre politiche. Le stragi in mare (mai finite), le migrazioni lungo le vie balcaniche o mediterranee, i fili spinati e i treni straripanti persone umane rimarranno pagine nere nella storia del vecchio continente, e dei complici che hanno reso possibili questi accadimenti.

N come Nuovo Ordine Mondiale, o meglio, la sua fine, visti i cambiamenti epocali. Il mondo non è più unipolare, ma numerosi attori sono scesi nella scala internazionale.

O come Orbán Viktor, il politico finito nelle prime pagine di tutti i giornali perché… poco accogliente nei confronti dei migranti. In realtà, grazie alle sue politiche sovraniste e nazionali, ha acconsentito alla rinascita ungherese. Certamente, non avrà un boom economico, ma la Nazione è padrone almeno della sua Banca Centrale.

P come Putin Vladimir, Presidente della Federazione Russa, o meglio, l’uomo più potente del mondo. Probabilmente ha fatto parlare di sé ogni giorno. Possiamo definirlo neo-zarista, imperatore, restauratore dell’Unione Sovietica, e quante altre ne vogliamo. Attualmente, è il politico che ha le idee più chiare sulla situazione internazionale, i suoi interventi sono mirati a colpire il terrorismo (ed infatti la Russia ha subito due attentati), sta ribaltando la situazione in Medio Oriente, e si pone come player strategico per molti fattori. Qualcuno avrebbe voluto impantanarlo in Ucraina, ma è uscito vittorioso da quel fronte. E lo ricorderemo sempre, alla settantesima assemblea delle Nazioni Unite, quando ha infiammato la platea di mezzo mondo, chiedendo ai responsabili del disastro mediorientale una sola cosa: Vi rendete conto di cosa avete fatto?” Chi ancora non avesse compreso l’ipocrisia occidentale, riveda i discorsi e le azioni di questo grande leader mondiale.

Q come Quattro, ossia gli anni di guerra in Siria, dove un popolo lotta per la sua libertà. Contro i terroristi, contro i tagliagole, contro dei vicini (capitanati dall’America) ossessionati dal change regime. Auspichiamo che questo calvario finisca presto, e che città come Aleppo, ora prive di acqua, tornino ad essere un faro di civiltà.

R come Russia. La Rinascita della Federazione Russa è probabilmente uno dei più grandi avvenimenti geopolitici di questo millennio, così come la caduta dell’URSS lo è stato per il millennio scorso. Chiamata sarcasticamente l’Impero del Male, ripetiamo a gran voce: per fortuna che la Russia c’è!

R anche come Roma, città tra le più belle al mondo, distrutta dalla gestione dell’ex Sindaco Marino e ora commissariata, in balia di chissà quale futuro.

S come Siria, la Nazione martire. Non solo privata dei suoi figli, ma anche del suo patrimonio storico. Ricordiamo l’abbattimento dell’arco di trionfo di Palmira. Aleppo ridotta ad un cumulo di macerie e senz’acqua. Homs assediata (ora libera). Un giorno risorgerà, più bella di prima.

S anche come Salvini, il segretario della Lega Nord primatista di talk show, amante di campagne populiste e in stile neo – crociato. Ammira il Front National, ma ne è lontano anni luce.

T come Tsipras Alexīs, il politico greco che ci aveva illuso con il suo magico, grandioso όχι, o semplicemente oxi, il no ai diktat di Bruxelles. Con un capolavoro di democrazia, aveva indetto un referendum convocando i cittadini greci ad esprimersi nei confronti del piano della troika. Non solo non ha rispettato la volontà popolare, ma ha accettato in pieno (se non in peggio) ogni imposizione venisse dalla cosiddetta troika. Non ha risollevato la Grecia, non è uscito dall’Euro, non ha riposizionato geopoliticamente il suo Paese. In compenso, ha regalato ai greci una priorità assoluta: i matrimoni omosessuali. Ora, se i bambini greci nelle mense mangiano una volta al giorno, o se il Paese è alla carità, poco importa.

U come UE. Mai come ora abbiamo inteso che aver ratificato certi accordi, non ha portato altro che ad un vicolo cieco. l’Unione Europea ha dimostrato non solo di essere in disaccordo su molti temi, ma non ha politiche comuni. Sull’immigrazione la spaccatura è stata nettissima, e ancora oggi, non si hanno le idee chiare sul come agire. Le quote di profughi per nazione, esperimento pilota, non si sa a quali esiti possa portare.

V come Vatileaks. Tra corvi, infiltrati, monsignori sedotti e altre corbellerie, la pulizia in Vaticano non è mai finita.

Z come Zoo. Perché quando un popolo autorizza i Casamonica a realizzare un funerale show o rimane settimane a parlare del caso Valentino Rossi – Marquez, non è bue, ma merita di andare allo zoo.