In questa prima settimana di luglio gli scontri e soprattutto i bombardamenti degli insediamenti civili hanno subito un crescendo che ha reso ancor più ardente il calore dell’estate nella steppa nel bacino minerario di Donetsk.
Il numero delle vittime si sta avvicinando sempre di più ai livelli dei mesi più caldi di questo infinito conflitto fratricida. Sotto le migliaia di colpi inflitti dall’artiglieria ucraina su queste già martoriate terre, sono morte 20 persone accompagnate da una dozzina di feriti solo nei primi 8 giorni di luglio. Tra questi 6 bambini. Il martellamento degli obici ucraini ha incominciato ad essere non più solo notturno ma si estendeva alle ore serali.
Il 4 luglio a farne le spese è il distretto occidentale di Donetsk Kulbishevski alle 22 un bus viene distrutto ed una casa seriamente danneggiata. Alle 23 è stata la volta della piccola località di Lozove sempre nella periferia ovest di Donetsk, rasa al suolo una casa con annessa officina meccanica che riparavano auto e macchine agricole. Il fuoco dei pezzi ucraini è stato così intenso da far divampare un incendio che è durato ore.
Il destino ha voluto che i proprietari e le loro famiglie si rifugiassero presso i vicini, se avessero scelto la cantina alla base dell’edificio sarebbero rimasti sotto le macerie. In entrambi i casi gli obbiettivi colpiti sono esclusivamente civili e non ci sono nelle vicinanze strutture militari.
L’OSCE é stata chiamata ad annotare queste violazioni anche se per esperienze passate si sa che gli osservatori europei emetteranno scialbi e pilateschi comunicati che non rimarcheranno in maniera adeguata il colpevole di tanta cieca violenza.
Non occorre essere complottisti per trovare un filo di giunzione tra il vertice Nato che si sta tenendo a Varsavia in queste ore e l’intensificarsi dei bombardamenti da parte Ucraina. Il crescente mal di pancia di diversi paesi europei tra i quali l’Italia alle costose sanzioni verso la Russia, necessitano essere messi a tacere facendo carne da cannone di poveri civili nel Donbass. La cecità europea che non vuol vedere chi sia il vero aggressore in questa guerra è l’altro ingrediente per questo triste teatrino d’inizio estate in Europa.
Max Bonelli
