belgrado povertà

La Serbia odierna presenta uno scenario sociale sempre più immiserito e peggiorativo, dove vi sono ormai vasti settori di popolazione che vivono ai limiti della sopravvivenza, con ricatti economici, lavorativi e politici continui. Una costante riduzione se non azzeramento degli ammortizzatori sociali, con privatizzazioni costanti della sanità, scuole, servizi, università che diventano sempre più inavvicinabili per la maggioranza della popolazione; 900.000 (quasi 9 % della popolazione) di profughi interni.

Tutto questo produce una crescente consapevolezza della mancanza di speranza nel futuro, che causa, soprattutto nei giovani, la scelta o la voglia di emigrare, come possibile fuga dalla situazione o una ricerca di futuro; una statistica locale indica che il 71% dei giovani coltiva o ricerca questo proposito.

Ma anche qualche seme di riscatto si è materializzato in una serie di scioperi, all’inizio spontanei, durati per circa un mese e terminati alla fine di maggio, organizzati da ex lavoratori Zastava oggi FCA e altri, per protestare contro le condizioni di vita e contro le condizioni lavorative in fabbrica (per chi ancora ha un lavoro), dove i diritti dei lavoratori sono calpestati dalle direzioni italiane ed europee in loco e dove il ricatto quotidiano è l’unica relazione sul posto di lavoro: o accetti o te ne vai.

serbia proteste
Le proteste a Kragujevac, nell’ex Zastava, ora stabilimento FCA

In questa situazione, per il 19° anno consecutivo la nostra associazione ha mantenuto il suo impegno solidale, portando un sostegno a 142 famiglie e a alcune altre realtà comunitarie e associazioni:

  • A Kragujevac sono stati portati gli aiuti alle famiglie dei disoccupati ex Zastava, con cui manteniamo le adozioni a distanza, mediante il Sindacato Samostalni e grazie all’impegno infaticabile di Rajka Veljovic, nostra referente sul posto.Kragujevac
  • A Nis invece le nostre modeste forze sono indirizzate verso le famiglie profughe e le vedove di guerra stanziate in città, a cui abbiamo portato gli aiuti e il sostegno economico, attraverso l’Associazione “Srecna Porodica” (per una famiglia felice), e la nostra insostituibile referente Radmila Vulicevic. Ringraziando Padre Milutin del seminario di Nis, che ormai abitualmente ci ospita per la distribuzione e l’assemblea con la popolazione.
  • Un altro sostegno economico è stato dato all’Associazione dei Familiari dei Rapiti del Kosovo Metohija, grazie alla nostra referente nonché responsabile per Nis, Gordana Ristic, con cui siamo gemellati.
  • All’interno della scelta della nostra Associazione, stabilita già da alcuni anni, di rafforzare particolarmente la solidarietà con le popolazioni delle enclavi resistenti nel Kosovo Metohija, sono stati portati aiuti al Centro Comunitario della Casa della gioventù di Gracanica per disabili fisici e psichici.
  • Sempre all’interno di SOS Kosovo Metohija enclavi, abbiamo aperto un nuovo impegno denominato “Progetto Lepina enclave”, su indicazione della nostra referente Radmila Vulicevic. Lepina è una enclave serba con alcune famiglie rom, vicino a Gracanica, di circa 400 persone e un centinaio di case ancora abitate. Su richiesta della Sig.ra Zorica Talic, direttrice della scuola, abbiamo cominciato il progetto proprio sostenendo la scuola “Vuk Karadzic”, del villaggio. La scuola comprende 74 ragazzi dalla 1° alla 8° classe, oltre ad un asilo con 24 bambini da 1 a 6 anni. Vi sono anche alcuni studenti del Ginnasio di Lipljan, scappati da lì, perché oggi la scuola ed il villaggio sono totalmente albanesi e i ragazzi serbi o di altre etnie non possono frequentare.scuola karadzic di Lepina

 

La richiesta più urgente della direttrice era stata la fornitura di un computer per facilitare gli studi ma anche la comunicazione e le relazioni sociali dei ragazzi con il mondo esterno, visto che la loro vita è solo all’interno dell’enclave, e qualche pallone per la palestra. Il nostro aiuto è stata la fornitura di 2 computer, l’acquisto di attrezzature varie e materiali da utilizzare nella palestra della scuola (palloni, tappetini, attrezzi, ecc.), visto che da oltre vent’anni non erano stati cambiati; oltre ad un contributo economico per il fondo della scuola da utilizzare per emergenze specifiche.

Nell’incontro la direttrice Talic, con le sue parole, ha confermato la coerenza e la concretezza delle nostre scelte di Associazione, cioè di sostenere coloro che restano, che di fatto “resistono” in condizioni difficilissime, pericolose e spesso drammatiche, a ingiustizie, violenze e sopraffazioni. Ella ha ringraziato, affermando che “questa nostra solidarietà è un sostegno concreto e fondamentale alla loro volontà e scelta di non arrendersi alla realtà impostagli violentemente dell’attuale Kosovo, e che loro, con i propri figli, non intendono andare via dalla loro terra, dalle loro case, dalle loro radici…”.

Tra poche settimane, a settembre questa volontà e determinazione, potrà essere pagata con prezzi altissimi da queste persone, in quanto è stato fissato per settembre l’ultimatum al governo serbo di Belgrado, da parte di NATO, USA e UE di firmare e accettare giuridicamente l’indipendenza del Kosovo, finora non accettata. Una svolta che avrà conseguenze drammatiche e sicuramente tragiche per questa gente e per le comunità serbe, rom e delle altre etnie non albanesi, rimaste. Le loro vite ed esistenze saranno in balia di estremisti, terroristi e criminali, senza più alcuna difesa minima. “Questo vostro sostegno non è solo economico, ma serve a sostenere la nostra volontà e scelta morale di restare, nonostante tutto ciò che potrà accadere, lì è la nostra terra, le nostre case, le nostre radici, la nostra spiritualità, e questi aiuti sono rivolti in specifico ai nostri giovani che intendono restare ed essi sono il futuro. Grazie dal nostro cuore e dalla nostra anima” ha detto la direttrice della scuola Zorica Talic.

Parole profonde e pesanti come macigni. Sentire queste parole da una donna espressione di una comunità resistente ha confermato la giustezza della nostra scelta e lettura delle situazioni aggredite e oppresse, che abbiamo sintetizzato nel documento “AIUTATECI A RESTARE/AIUTATECI A TORNARE”, insieme al CIVG e le altre Associazioni di solidarietà concreta. (Per chi ne fosse interessato scrivere a info@civg.it o sosyugoslavia@libero.it)

Soprattutto, grazie al loro esempio e coerenza ci darà ulteriori forze per continuare a stare al loro fianco, come abbiamo pubblicamente promesso in assemblea, e al fianco dei popoli che, rifiutano di assoggettarsi e non accettano lo stato presente delle cose impostogli, e che, ciascuno a suo modo, “resistono”.

Ma anche un grande e sincero grazie va anche alle migliaia di brave persone che in Italia, ci “aiutano ad aiutarli”. Le foto, come sempre sono state fatte dal nostro Denis, anche in condizioni problematiche, come nella sala della ex Zastava a Kragujevac, dove la luce è stata tagliata al Sindacato dalla direzione FCA. Ma ormai la sua bravura è quasi professionale.

Il direttivo SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Metohija, luglio 2018