
La scorsa settimana, in vista della giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, celebratasi domenica 20 novembre, l’Onlus “Terre des Hommes” ha presentato i risultati di uno studio sui maltrattamenti e abusi sui minori, effettuata in collaborazione con cinque eccellenze ospedaliere site rispettivamente in Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana e Puglia.
La ricerca ha rilevato che nell’ultimo quinquennio, i circa 3mila bambini di età media pari a sette anni, presi in carico dagli enti interessati, sono stati sottoposti a dei maltrattamenti che vanno dalla violenza fisca alla grave trascuratezza, dall’abuso sessuale a quello psicologico, dall’assistere ad atti di violenza a danno di un genitore alla contesa dei figli da parte di coppie in separazione.
Un disturbo molto particolare è costituito dalla “sindrome di Munchausen per procura”, nella quale un genitore riferisce storie del tutto inventate riguardo presunte malattie del figlio, che viene così sottoposto ad accertamenti clinici inutili e a cure inopportune.
Spesso si verifica nella variante detta “abuso chimico”, che consiste dell’anomala somministrazione di sostanze farmacologiche allo scopo di determinare la sintomatologia ed ottenere il ricovero ospedaliero. Le diverse forme sopraelencate sono sovente compresenti: il “maltrattamento multiplo” è stato difatti rilevato nel 30% circa dei casi.
Il dossier ha posto poi attenzione su un fenomeno assai preoccupante per la sua crescente diffusione e per la giovanissima età delle vittime: la “sindrome del bambino scosso”, cioè l’insieme di sintomi che interessano bambini sotto l’anno di età che hanno subito scuotimenti violenti e/o traumi al capo: le conseguenze sono spesso invalidanti in maniera grave e definitiva, se non addirittura fatali.
Abbiamo già ampiamente trattato in precedenti articoli l’argomento della violenza verso i minori, definendola “il peggiore dei mali che affliggono la nostra società”. Esistono di certo molte altre altre ingiustizie, ma nessuna appare grave come la crudeltà verso gli innocenti, anzi ogni forma di violenza verso coloro che per un motivo o per l’altro più deboli, in qualche modo rimanda ad essa.
La tentazione occidentale è di indicare i mostri sempre fuori, ad esempio nel terzo mondo, nel mondo islamico o nelle società non democratiche, ma per quanto riguarda la questione in discussione non c’è motivo di sentirsi migliori rispetto a chicchessia. Come diceva Alice Miller, la condizione dei bambini in una democrazia è simile a quella dei cittadini adulti in uno stato totalitario.
In una dichiarazione rilasciata alla presentazione del documento, Federica Giannotti, responsabile legale dell’Onlus, ha espresso un concetto assolutamente condivisibile: maltrattamenti e abusi all’infanzia vanno considerati come “un fenomeno che attiene alla sfera della salute pubblica”. Visto poi che la salute dei cittadini è riconosciuta come una vera e propria risorsa strategica per una società e poiché bambini trattati con affetto o perlomeno rispetto hanno probabilità assai maggiori di diventare adulti più sani, forti ed intelligenti, ci si dovrebbe rendere conto che il maltrattamento verso i minori è l’emergenza più grave, da affrontare con assoluta priorità, ancor prima della disoccupazione, dell’immigrazione o del terrorismo!
Sarebbe necessario agire il prima possibile ed in modo incisivo, ma purtroppo la platea dei minori non interessa troppo ai politici, perché i minorenni, come si sa, non votano.
