Trenta minuti intensi, con parole chiare, toni distesi e distensivi e una formula, “Lo Stato che ascolta”, che riassume il nuovo corso del Kazakistan, tratteggiato dal Presidente Tokayev al Majilis del Parlamento della Repubblica dell’Asia centrale.

L’ambasciatore plenipotenziario Yerbolat Sembayev, nel corso del briefing dedicato ai media italiani, tenutosi questa mattina a Roma presso l’Ambasciata del Kazakistan in Italia, ha fornito informazioni di prima mano sull’attuale situazione interna del Paese, sul piano d’azione del Governo per affrontare i problemi socio-economici più urgenti e sulle strategie per il futuro. Sembayev, da buon padrone di casa, ha anche risposto con garbo alle domande dei giornalisti.

Nella prima parte della sua relazione, l’ambasciatore ha quantificato i danni delle azioni terroristiche hanno rischiato di far sprofondare nel caos il Kazakistan: 1270 imprese colpite, 100 tra centri commerciali e banche bersagli di saccheggi, 200 vittime, di cui 19 tra le forze di polizia, e 1000 feriti. Numeri che certificano una volta di più l’infiltrazione delle proteste, con l’entrata in azione di professionisti della guerriglia e “cellule dormienti”, addestrate sui fronti caldi di battaglia.

Il fuoco della rivolta, appiccato nelle regioni occidentali del Paese (dove sono localizzati i principali giacimenti di idrocarburi), è divampato nell’ex capitale Almaty. A nulla sono servite le aperture e le concessioni del Presidente Qasym-Jomart Tokayev. Il culmine della strategia del terrore, che non ha risparmiato gli uffici della pubblica amministrazione, le redazioni giornalistiche, i comandi di polizia e le basi militari, è stato l’attentato al sindaco di Almaty, costato la vita al suo autista. Nel momento di massima difficoltà Astana ha chiesto aiuto agli alleati dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, CSTO, (Russia, Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Tagikistan), i quali sono intervenuti con circa 3.500 uomini che hanno contribuito a presidiare i siti strategici. Un contingente che da Bruxelles e Washington (e dai loro “megafoni”) è stato prontamente bollato come forza d’invasione russa.

Una Task Force Investigativa Speciale è stata incaricata di assicurare alla giustizia tutti i militanti e i loro complici coinvolti nei crimini contro la popolazione civile, facendone emergere provenienza, natura e finalità. Sarà fornita assistenza alle famiglie delle vittime delle forze dell’ordine, dei soldati e dei civili. Il Governo riconoscerà a queste l’indennità per alloggio, istruzione e altre forme di sostegno.

All’indomani del 10 gennaio, giornata di lutto nazionale, il Kazakistan è di fatto ripartito. L’aeroporto di Almaty ha ripreso a funzionare regolarmente (a tal proposito Sembayev ha auspicato il ripristino dei voli verso il Paese da parte delle compagnie straniere), il sistema bancario è tornato pienamente operativo, anche nelle operazioni con l’estero, e gli interscambi commerciali hanno assunto di nuovo volumi di tutto rispetto. Per le imprese è stato temporaneamente sospeso il pagamento degli interessi sui prestiti, delle multe e delle sanzioni amministrative.

Il governo varerà tutte le misure possibili per riconquistare la fiducia degli investitori nazionali ed esteri e dei partner commerciali. Si punta a sviluppare un nuovo concetto di politica di investimento per migliorare l’attrattiva degli investimenti del Kazakistan, tenendo conto della crescente importanza dei requisiti ambientali, sociali e di governance aziendale, della transizione globale verso l’energia verde e della transizione tecnologica.

Tokayev ha chiesto uno sforzo speciale per affrontare le disuguaglianze economiche. Il governo assicurerà che i redditi di tutti i gruppi di popolazione crescano in linea con la crescita dell’economia nazionale. Entro due mesi, il Governo e la Camera degli imprenditori svilupperanno un programma per aumentare il reddito di tutta la popolazione e preparare proposte concrete per ridurre la povertà in Kazakistan. L’obiettivo dichiarato è quello di sviluppare un “nuovo codice sociale”. Il Governo dovrà calibrare le politiche sociali tenendo conto della nuova realtà, condizionata dalla pandemia di Covid-19.

Il “codice sociale”, come ha spiegato Yerbolat Sembayev, deve essere un elemento chiave del nuovo “accordo sociale” in Kazakistan. Saranno fatti sforzi sistematici per ridurre l’inflazione e assicurare la stabilità della moneta nazionale. Il Governo, insieme alla Banca nazionale e alla Camera degli imprenditori, metterà in campo una serie di interventi per contenere l’inflazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Sarà istituito, infine, un fondo speciale “Per il popolo del Kazakistan”, incrementato da rimesse sia private che pubbliche, per sostenere i cittadini nei momenti di particolare bisogno.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica