
Presto lei effettuerà una visita di stato nel Regno Unito. Si sa che sia la famiglia reale che il Governo britannico assegnino una grande importanza al suo arrivo e stiano facendo meticolosi preparativi per questo evento. Lei ha visitato la Gran Bretagna negli anni ’90; quale fu la sua impressione all’epoca? Cosa si aspetta dal suo viaggio che arriva dopo oltre vent’anni? Quale sarà l’impatto sulle relazioni sino-britanniche e sulle relazioni sino-europee? Alcuni britannici temono le intenzioni cinesi e credono che il Governo inglese sia troppo ‘ansioso’ di compiacervi. Come pensa di assicurarsi che le relazioni sino-britanniche portino benefici reciproci?
Visitai Londra, Oxford, Glasgow ed Edimburgo nel 1994, fui molto impressionato dalle testimonianze della lunga storia inglese, della sua unica cultura, dai segni di amicizia che ricevetti dai miei ospiti e dalle bellezze dei paesaggi.
Durante la mia prossima visita, che segue un invito ufficiale di Sua Maestà Elisabetta II, spero di poter discutere coi leader britannici e poter coinvolgere ulteriormente il pubblico inglese nella costruzione di ulteriori rapporti bilaterali. Spero che questo segnerà il corso di una futura crescita e sviluppo delle
relazioni sino-britanniche, che iniettera nuovo impeto nella cooperazione pratica in tutti i campi e segnali l’inizio di un’Età dell’Oro per la partnership tra i nostri paesi.
Le statistiche d’opinione condotte in Gran Bretagna segnalano come il pubblico abbia una visione tutto sommato favorevole della Cina. I nostri popoli apprezzano ciascuno la cultura e la civiltà dell’altro. Questo é un importante punto di partenza e una condizione molto favorevole per sviluppare ulteriormente i rapporti bilaterali. E’ vero che alcune persone hanno delle riserve sulla cooperazione sino-britannica. Ma quello che voglio sottolineare é che nel mondo attuale nessuno può veramente crescere e svilupparsi dietro una porta chiusa. Bisogna aprire le porte invitare gli amici a entrare e mostrarsi ospitali con loro. Questa é la ricetta per la prosperità e il successo. La Gran Bretagna ha affermato di essere il paese europeo più aperto verso la Cina. Questa é una scelta strategica che garantisce prima di tutto gli interessi britannici nel lungo periodo. La Cina é molto onorata di questo e vuole coinvolgere il Regno Unito in iniziative a più ampio raggio, a più alto livello e a maggiore intensità.
Negli ultimi anni la crescita economica globale é rallentata ma, tuttavia, gli investimenti e la cooperazione economica sull’asse Londra-Beijing é aumentata. Il Regno Unito é divenuto il secondo investitore europeo in Cina e il secondo partner come destinazione di investimenti cinesi nell’UE. La Cina é il secondo partner economico non-europeo della Gran Bretagna. Nel 2014 il volume complessivo di scambi commerciali tra i nostri due paesi ha sforato il tetto degli 80 miliardi di dollari Usa e le importazioni cinesi dalla Gran Bretagna sono raddoppiate nel giro di cinque anni. Gli investimenti bilaterali tra Cina e Regno Unito sono cresciuti rapidamente. Gli investimenti cinesi in Gran Bretagna, in specie, sono cresciuti ogni anno del 71.7% per i tre anni passati. L’anno scorso gli investimenti britannici in Cina sono cresciuti in dell’87,6 per cento dal 2013, il che stabilisce il record nel novero dei paesi UE.
Il Governo britannico ha introdotto piani ambiziosi di miglioramento delle infrastrutture costruendo la Northern Powerhouse nell’Inghilterra settentrionale e implementando la strategia industriale per il Regno Unito nel 2050. Questi piani e la nostra “Iniziativa della Via della Seta e della Cintura Marittima” e la nostra iniziativa “Made in China 2025” e “Internet Plus” possono completarsi a vicenda in molti modi. La Cina é pronta a fare squadra col Regno Unito in spirito di inclusività, apertura e ricerca di soluzioni “win-win” attraverso la cooperazione, per portare più benefici possibili ai nostri popoli.
Quest’anno segna l’inizio della seconda decade della partnership comprensiva strategica sino-britannica e il 40esimo anniversario dall’apertura delle relazioni diplomatice tra Beijing e Londra. Sia la Cina che il Regno Unito affrontano importanti opportunità per costruire nuovi progressi su questi successi passati. Visto che la Gran Bretagna é un importante e influente membro dell’UE crediamo che sarà possibile rinforzare i legami Cina-UE per tramite di un rafforzamento di quelli Cina-GB. Durante l’ultima mia visita a Bruxelles l’anno scorso ho dato il mio assenso alla costruzione di una partnership per la pace sino-europea che includa crescita, riforme e civiltà. Credo che nuovi progressi sull’asse Beijing-Londra porteranno nuovo contributo a questo rapporto.
Londra é uno dei centri del mercato finanziario mondiale ed é ansiosa di giocare un ruolo importante nello sviluppo finanziario cinese, sia servendo da polo di commercio estero per il sistema Renminbi o forse anche avendo un giorno un collegamento diretto tra la sua Borsa Valori e quella di Shanghai. Che ruolo vede lei che possa giocare Londra nella modernizzazione e nella globalizzazione della moneta cinese e del vostro mercato borsistico?
Le riforme e l’apertura del settore finanziario cinese hanno fatto progressi rimarchevoli dal momento in cui la Cina decise di intraprendere il percorso della modernizzazione e dell’apertura, 37 anni fa. Questo é stato particolarmente evidente negli ultimi anni. La Cina continuerà ad adottare misure multiple per portare avanti la riforma e l’apertura dei suoi mercati finanziari e per adattarli ulteriormente ai processi di modernizzazione e globalizzazione.
Come uno dei principali centri finanziari globali guardiamo a Londra come un’importante centro propulsivo del sistema economico globale. Una rafforzata cooperazione finanziaria con Londra é decisamente una scelta che porterà mutua soddisfazione a entrambe i contraenti. La cooperazione finanziaria sino-britannica iniziò molto tempo fa, ha sperimentato una rapida crescita, ha un grande potenziale inespresso e guida la cooperazione tra Londra e Beijing in varie aree. Abbiamo ottenuto molto negli anni recenti. I nostri due paesi sono stati i primi a ottenere la propria quota di investimenti iniziali RQFII al di fuori dell’area asiatica, la Gran Bretagna é diventata il primo paese occidentale a emettere buoni sovrani denominanti in Renminbi e il primo grande paese sviluppato a includere in Renminbi nelle sue riserve valutarie. Questi fatti sottolineano il successo della nostra cooperazione.
Già nel 2012 Londra lanciò ufficialmente il piano per un centro business in Renminbi. Londra da allora é divenuta una delle piazze più importanti e più dinamiche per il trading in Renminbi, un mercato Renminbi di primo livello. Nel 2014 il trading Renminbi londinese é cresciuto del 143 per cento dall’anno precedente e i suoi depositi in Renminbi hanno raggiunto la cifra di 20 miliardi di Yuan, aumentando del 37 per cento dall’anno precedente.
Quando le condizioni saranno ottimali la Cina sarà pronta a rafforzare la connettività dei mercati finanziari tra i due paesi. Londra potrà usare le sue forze uniche nel mercato finanziario per diventare parte attiva nel processo di modernizzazione e globalizzazione del mercato finanziario cinese.
Ci si aspetta che aziende cinesi acquistino una quota nella centrale nucleare dell’Inghilterra sudoccidentale. Questo farà seguito al vostro annuncio in merito emesso all’inizio del 2015 per aiutare le compagnie cinesi attive in settori quali le ferrovie ad alta velocità e l’energia nucleare a espandersi nei mercati globali. Che ruolo spera che potranno giocare sui mercati globali le compagnie cinesi nella prossima decade? Pensa che la partecipazione di compagnie cinesi a progetti in settori ‘delicati’ possa venire sabotato od osteggiato? Ci potrebbero essere ripercussioni sulle vostre strategie di commercio estero? Crede che sia ‘leale’ sponsorizzare statalmente l’espansione di compagnie cinesi all’estero?
La Cina sta intensificando le proprie riforme e la propria apertura all’esterno, che concerne gli aspetti economici per attrarre investimenti stranieri e incoraggiare le compagnie cinesi a fare investimenti all’estero. Questo é naturale quando un paese raggiunge un certo stadio di sviluppo, come quando un’azienda cresce oltre un certo punto, e questo é quello che tutte le compagnie del mondo stanno facendo.
Avendo beneficiato per la propria crescita interna dalle condizioni del mercato globale la Cina ritiene suo dovere contribuire per quanto possibile allo sviluppo economico globale. La Cina é cresciuta fino a diventare una potenza manifatturiera di livello mondiale, con particolare forza nel settore intermedio della catena industriale globale. Molti settori industriali cinesi, tra cui quelli delle ferrovie ad alta velocità, dell’energia nucleare, ma anche quello automobilistico sono ormai tanto avanzati da poter competere con successo sul mercato mondiale, venendo incontro alla domanda di molti paesi. La Cina é pronta a persegure la cooperazione con la Gran Bretagna in varie forme e similmente a farlo con altri paesi per sinergizzare le nostre rispettive forze e promuovere il mutuo sviluppo. Il Punto Hinkley é il prodotto di una cooperazione tripartita sino-franco-britannica. Spero che le compagnie dei tre paesi useranno tutti i mezzi a loro disposizione per assicurare il lancio di questo progetto e portare benefici prima di tutto al popolo britannico.
E’ normale che una compagnia quando sta investendo all’estero possa incontrare maggiori problemi di quando lo fa domesticamente. Quando si opera in queste condizioni bisogna innanzitutto concentrarsi sul business e non cedere alla tentazione di vedere il business attraverso lenti ‘politiche’, per cui chiedo ai nostri partner di non giudicare ‘politicamente’ le compagnie cinesi. La concorrenza é necessaria e noi non chiediamo a nessuno di cederci quote di mercato, ma speriamo che la concorrenza sia comunque un’esperienza benigna e basata esclusivamente su fattori economici. Non devono esserci porte bloccate da fattori non-economici. Al contrario delle compagnie multinazionali affermate le compagnie cinesi mancano di esperienza negli investimenti esteri, devono quindi essere pronte ad adattarsi alle leggi e ai regolamenti locali, agli standard tecnologici stranieri e alle peculiarità del marketing, della gestione delle risorse umane, della cultura di riferimento e così via. Le compagnie cinesi impareranno molto e faranno del loro meglio per emergere vittoriose nell’arena della concorrenza internazionale.
Il Governo cinese, ovviamente, sostiene in vari modi le compagnie cinesi interessate a espandersi a livello globale. Ma crediamo che questo processo debba essere orentato al mercato e che l’iniziativa debba essere delle aziende e non dello Stato, il Governo si riserva il ruolo di assicurare un ambiente politico favorevole e un’intelaiatura legale equa per le aziende cinesi, in questo non si comporta diversamente da tutti gli altri stati del mondo che sostengono similmente la crescita delle loro aziende all’estero, senza per questo venire accusati di ‘pratiche scorrette’. Per ragioni storiche e culturali le aziende cinese forniscono molte funzioni sociali, che é difficile capire di primo acchito e che a volte é possibile equivocare.
Nel prossimo decennio gli investimenti esteri cinesi continueranno a crescere e la previsione é che raggiungano il valore complessivo di 1.250.000 miliardi di dollari Usa. Questo fornirà maggiori opportunità per la cooperazione sino-britannica. Le compagnie cinesi e britanniche potranno anche impegnarsi in progetti ‘a tre’ con ulteriori partner tra i paesi in via di sviluppo per integrarsi meglio nella fascia alta, intermedia o bassa della catena di valore globale e per condividere opportunità di sviluppo con altre realtà.
La Gran Bretagna é stato il primo paese europeo a chiedere di diventare membro della nuova Banca di Investimenti AIIB. La Cina ha promesso che questa banca sarà trasparente e sarà diretta coi più alti standard di governance. Come intende assicurare la Cina questo risultato?
L’iniziativa cinese per la creazione della banca d’investimenti infrastrutturali asiatica AIIB mira a promuovere la creazione di infrastrutture che portino sviluppo econnettività in tutta l’Asia e che promuovano la cooperazione a livello regionale, continentale e intercontinentale.
La AIIB sarà un istituto finanziario internazionale le cui regole operative saranno decise dai suoi stessi membri attraverso consultazioni reciproche, la voce della Cina non conterà più di altre. Siamo d’accordo che l’AIIB debba mettere a frutto l’esperienza pregressa di altre banche di sviluppo multilaterale, che debba osservare e rispettare alti standard operativi in termini di governo della struttura, linee guida operative, gestione delle risorse umane e assicurare un’operatività professionale ed efficiente con trasparenza ed integrità. Durante il negoziato per l’accordo sulla AIIB 57 paesi si sono incontrati agendo su principi di apertura, inclusività, professionalità e trasparenza, riuscendo infine a produrre un accord di altissima qualità, che finora é stato sottoscritto da 53 aspiranti soci.
Questo accordo, che per molti versi ha beneficiato di esperienze precedenti di altre banche di sviluppo multilaterale ha tuttavia anche aperto la strada in nuovi territori, esplorando nuove maniere di operare. Per esempio, in termini governo della struttura l’AIIB ha, in riferimento alla pratica comune delle banche di sviluppo multilaterale, organizzato una struttura a tre livelli che consiste di un tavolo di governatori, n tavolo di direttori e una squadra di gestione. Ha inoltre messo in piedi un meccanismo di supervisione in linea coi più avanzati principi di trasparenza, apertura, indipendenza e responsabilità. E’ specificato nell’accordo che la squadra di gestione sarà selezionata attraverso un processo totalmente ispirato alla trasparenza e alla più stringente meritocrazia. Questo é un principio innovativo che non si ritrova nella costituzione di precedenti banche di sviluppo multilaterale. Un altro esempio si trova nel fatto che l’AIIB non assegna alcuna restrizione alla possibilità di procurare beni o servizi a o da qualunque paese, e di nuovo ci troviamo di fronte a qualcosa di innovativo rispetto alle pratiche di precedenti simili istituzioni.
I membri fondatori della banca d’investimenti AIIB stanno lavorando sulle linee guida operative in consonanza con l’accordo che hanno sottoscritto. La relazione tra la AIIB e le altre banche di sviluppo multilaterale sarà di tipo cooperativo, ma anche complementare. L’AIIB si coinvolgerà nella cooperazione con esse in termini di esperienze condivise, costruzione di capacità comuni e finanziamenti congiunti.
La Cina loda e accoglie con favore l’ingresso del Regno Unito nell’AIIB. Siamo pronti a lavorare con il Regno Unito e tutti i paesi che vorranno entrare da subito nell’AIIB per renderla un’infrastruttura professionale ed efficiente che possa contribuire fattivamente allo sviluppo asiatico e mondiale.
La Cina sta giocando un ruolo progressivamente sempre più attivo come membro della comunità internazionale, ad esempio portando pace in Sud Sudan o evacuando gli stranieri (tra cui molti Britannici) dallo Yemen. Se la forza economica cinese continua a crescere, certo lo fa anche la sua influenza su scala mondiale e le servono più sforzi per proteggere i suoi Diritti e i suoi interessi nel mondo. Come vede il ruolo cinese negli affari mondiali e come cambierà nei prossimi dieci anni? Giocherà un ruolo maggiore nella mediazione dei conflitti? Arriverà un giorno a sostituire gli Usa nel ruolo di “poliziotto globale”? Arriverà a stabilire sue basi militari nel globo?
La Cina é sempre stata e sempre rimarrà una forza per la Pace, lo sviluppo comune e la cooperazione internazionale. Con l’aumento della sua forza economica e politica la Cina si propone di aumentare l’efficacia del suo ruolo per il raggiungimento di questi obiettivi a livello internazionale e regionale.
Alla conferenza per il settantesimo anniversario dell’ONU lo scorso settembre ho annunciato a nome del Governo cinese una serie di iniziative in tal senso, tra cui:
La creazione di un fondo di assistenza per la cooperazione tra paesi dell’Emisfero Australe con una somma base di 2 miliardi di dollari Usa;
Un fondo decennale di un miliardo di dollari Cina-ONU per la Pace e lo Sviluppo;
L’adesione della Cina al recentemente creato Sistema ONU di Prontezza e Capacità di Peacekeeping e la creazione di una squadra di polizia permanente per il Peacekeeping e di una forza di intervento per il Peacekeeping di 8000 uomini;
La fornitura di 100 milioni di dollari Usa in aiuto militare all’Unione Africana lungo il corso dei prossimi cinque anni per sostenere la creazione di una Forza Africana di Pronta Risposta e per migliorare la capacità africana di rispondere immediatamente a eventuali crisi.
La Cina ha aumentato i propri sforzi per la pace mondiale e lo sviluppo non perché ambisca al ruolo di “poliziotto planetario”, né tantomeno sostituirsi a nessun altro paese in tale ruolo. Siamo sempre dell’idea che gli affari interni di una nazione debbano essere decisi dal suo popolo e gli affari internazionali vadano mediati tra i paesi coinvolti. La Cina sostiene i fini e i principi della Carta dell’ONU. Ma segue anche il principio della sicurezza sostenibile, comune, comprensiva e cooperativa. La Cina segue il principio di non-interferenza negli affari interni degli altri paesi e crede che i punti caldi internazionali e regionali dovrebbero venire disinnescati con comuni azioni diplomatiche e pacifiche. La Cina ha dichiarato molte volte che persegue una politica militare difensiva e non cercherà mai alcuna egemonia, né si impegnerà in azioni espansionistiche per imporre la sua volontà ad altri paesi.
La Cina é il più grande produttore di gas serra, ma ha promesso di portare le sue emissioni a un ‘tetto’ che dovrebbe essere raggiunto entro il 2030 e contemporaneamente si é impegnata a tagliare l’intensità carbonica (cioé il tasso di CO2 emesso per unità di produzione economica) fino ad abbassarla ad una quota tra il 60 e il 65 per cento di quello che era nel 2005. Come paese in via di sviluppo la Cina si é sempre attenuta al principo che le nazioni sviluppate avrebbero dovuto sostenere il peso maggiore del taglio delle emissioni carboniche. La Cina é preparata a cambiare qualcuna o alcuna delle sue posizioni negoziali o ad offrire ulteriori compromessi per poter assicurare che un nuovo accordo sulla lotta al cambiamento climatico venga raggiunto alla conferenza di Parigi che si terrà da qui a poco?
Il Cambiamento Climatico é una sfida globale a cui nessuna nazione da sola può dare una risposta soddisfacente. I paesi sviluppati e in via di sviluppo hanno diverse responsabilità storiche per il Cambiamento Climatico e diversi bisogni e capacità di sviluppo. Esattamente come in una corsa automobilistica non sarebbe ragionevole né corretto porre un limite di velocità ad auto che sono già avanti nel percorso insieme a quelle che devono ancora lasciare la griglia di partenza. Le nazioni più sviluppate hanno la responsabilità di fare di più e dare l’esempio su come affrontare il Cambiamento Climatico. Questo per rispettare i principi stabiliti dall’UNFCCC come “responsabilità comuni ma differenziate”, su una base di eguaglianza mediata dalle possibilità. Questa é la speranza di tutti i paesi in via di sviluppo.
Detto questo, il principio di “responsabilità comuni ma differenziate” non esenta i paesi in via di sviluppo dal contribuire alla loro parte di risposta globale al cambiamento climatico. Però questo contributo dovrà essere in linea con le loro capacità e i loro bisogni. La Cina ha assunto il ruolo di leader globale nella conservazione dell’Energia e nell’uso di Energie rinnovabili. Nel 2014 la quota cinese di consumo energetico ed emissioni di gas serra si sono ridotte del 29,9 per cento e del 33,8 per cento rispettivamente, da quello che erano nel 2005. La proposta cinese all’ONU dei propri contributi nazionali mirati a facilitare il controllo del cambiamento climatico é stata motivata anche per preservare lo stesso sviluppo cinese. Rappresenta il miglior sforzo della Cina per aiutare il mondo a raggiungere i traguardi fissati dall’UNFCCC. La Cina ha annunciato la creazione di un fondo da 20 miliardi di Yuan per la cooperazione riguardo al cambiamento climatico, per poter aiutare su questa strada i paesi in via di sviluppo.
La prossima Conferenza sul Clima di Parigi, che si terrà a fine anno, é un importante punto di passaggio nel processo multilaterale di risposta al Cambiamento Climatico e stabilirà i regimi per affrontare la sfida dal 2020 in poi. Il progresso nei negoziati richiede flessibilità da parte di tutti gli attori coinvolti, ma rispetto dei principi-base dell’UNFCCC che devono essere mantenuti e non snaturati. Le parti in causa devono dimostrare la massima sincerità possibile, costruire consenso e lavorarve verso gli stessi obiettivi. La Cina é pronta a giocare un ruolo costruttivo e lavorare per la puntuale conclusione di un accordo forte, bilanciato, completo alla fine della conferenza parigina.
La Cina si sta mostrando via via più assertiva nel rivendicare territori nel Mar Cinese Meridionale, cosa che ha preoccupato non poco alcuni tra i paesi vicini. La Cina dice anche di non perseguire disegni egemonici che si atterrà senza eccezioni alla via dello sviluppo pacifico. Capisce come mai alcuni dei paesi vicini possano
non riporre fiducia in queste dichiarazioni? Come risponderebbe a chi l’accusasse di peggiorare la situazione di sicurezza nel Mar della Cina Meridionale con le recenti attività? Qual’é lo scopo ultimo delle attività cinesi in quel mare?
Seguire il sentiero dello sviluppo pacifico é uno dei fondamentali interessi cinesi ed é anche quello che i popoli e le nazioni della regione si aspettano da noi, é una scelta strategica fatta dalla Cina che non é cambiata e che non cambierà. Per molti anni gli sforzi attivi della Cina per ottenere una cooperazione con mutuo beneficio coi suoi vicini hanno portato veri e ampi benefici ai popoli e alle nazioni circostanti. La Cina quindi continuerà a perseguire amicizia e cooperazione coi suoi vicini per ottenere uno scenario di armonia, sicurezza e prosperità e proseguire nella sua politica di sincerità, amicizia e sviluppo reciproco.
Le isole e le scogliere del Mar Cinese Meridionale fanno parte del territorio cinese da secoli, ci sono state lasciate dai nostri progenitori. Il popolo cinese non permetterà a nessuno di infrangere la sua sovranità territoriale o di ostacolare i suoi legittimi interessi nel Mar Cinese Meridionale. Le azioni intraprese dalla Cina sono legittime e mirano a salvaguardare la sua integrità territoriale. Le accuse di espansionismo sono ipocrite e mendaci giacché per renderci colpevoli di ciò dovremmo minacciare i territori di qualcun altro. La Cina non lo ha mai fatto e mai lo farà.
Con gli sforzi comuni di tutte le parti in causa la situazione creatasi nel Mar Cinese Meridionale si é finalmente stabilizzata. Il Mar della Cina Meridionale permette fecondi contatti tra la Cina e i suoi vicini per scopi commerciali, culturali, turistici; la Cina ha bisogno di pace, sicurezza e stabilità in quest’area, più di chiunque altro e non ha alcuna intenzione di creare caos. Sta lavorando duramente per portate avanti dialoghi e consultazioni su un codice di condotta delle parti nel Mar Cinese Meridionale e continuerà a lavorare coi suoi vicini per gestire le dispute attraverso dialogo istituzionale, negoziati e accordi, nell’ottica di soluzioni che portino a mutua soddisfazione, in accordo con le leggi internazionali sulla libertà di navigazione e sorvolo. Insieme vogliamo fare del Mar Cinese Meridionale un mare di pace, amicizia e cooperazione.
La Cina ha chiesto aiuto internazionale a vari paesi tra cui la Gran Bretagna per estradare cittadini cinesi sospettati di corruzione che sono fuggiti all’estero. Alcuni di questi paesi hanno ribattuto che la Cina dal canto suo é restia a condividere le prove della loro colpevolezza. Come potrà la Cina migliorare la propria cooperazione con i paesi stranieri per ottenere queste estradizioni?
I dipartimenti cinesi di giustizia forniranno celermente solide prove di colpevolezza nei casi specifici in cui queste verranno richieste; la Cina é un paese soggetto alla Legge che agisce secondo i suoi dettami e su solide basi fattuali sia quando persegue la corruzione all’interno, sia quando richiede cooperazione con paesi esteri per questo fine.
In ogni paese la corruzione é uno dei crimini più vili e più odiati dalla cittadinanza. La cooperazione internazionale in questo campo é mirata a portare indiziati e colpevoli di atti di questo genere di fronte alle loro responsabilità, anche quando siano riusciti a fuggire all’estero. La Cina e il Regno Unito hanno cooperato molte volte in questo campo, firmando anche un trattato di mutua assistenza legale negli affari criminali che ha posto le fondamenta legali per una lotta comune a questo odioso fenomeno.
Nel mondo di oggi nessun paese e nessun luogo dovrebbero offrire rifugio o peggio protezione a chi ha malversato denaro pubblico defraudando la comunità e il popolo. I cittadini cinesi sono profondamente offesi e addolorati dal vedere come alcuni di questi criminali riescano a lungo a evitare la giusta punizione per i loro atti approfittando di sottili differenze tra i vari sistemi legali nazionali. Questo problema richiede che le parti si accordino per esplorare possibili soluzioni comuni, in particolare le agenzie di polizia e gli apparati giudiziari devono rafforzare la cooperazione internazionale nel campo investigativo e informativo, condividendo ogni elemento utile. Io sono convinto che finchè avremo la sincera volontà di combattere questo fenomeno troveremo terreno comune e saremo in grado di fare grandi passi avanti.
L’economia cinese e il suo impatto globale crescono e continuano a crescere di anno in anno. I politici di tutto il mondo devono sempre più spesso rimanere informati riguardo alla Cina e alla sua economia e alle sue politiche. Il suo Governo ha posto una serie di obiettivi di crescita intorno al sette per cento per l’anno in corso, ma sembra che la situazione negli ultimi mesi si sia deteriorata e molti vedono come improbabile che l’obiettivo venga raggiunto, creando grande preoccupazione nei mercati finanziari e in quelli dei beni materiali. Si aspetta che il sette per cento venga raggiunto? Quali ulteriori misure pensa che possano dover essere prese per evitare un ulteriore rallentamento della crescita? Come intende mantenere stabili i mercati finanziari cinesi?
L’economia cinese é cresciuta del sette per cento previsto nei primi sei mesi dell’anno, il che é stato coerente con l’obiettivo annuale ed ha posto ancora una volta il record di crescita tra le economie mondiali. Ora, é possibile che l’economia cresca a diverse velocità in diversi periodi dell’anno. Sarebbe irrealistico pensare di poter crescere indefinitamente senza sperimentare rallentamenti. Bisogna anche ricordare che il 7 per cento di crescita nel 2015 significa che la nostra economia fa girare una cifra di 10 000 000 000 000 di dollari. Il solo incremento del 2015 come quantità di denaro é superiore alle crescite “a due cifre” che la nostra economia sperimentava nei primi anni 2000.
Come economia fortemente legata ai mercati internazionali la Cina non può aspettarsi di restare immune dalle conseguenze della cattiva performance dell’economia globale che ha caratterizzato questi ultimi anni. Abbiamo preoccupazioni riguardo l’economia cinese e stiamo lavorando duramente per affrontarle. Ci preoccupiamo anche della lentezza della ripresa globale, che fa sentire effetti nefasti specialmente ai paesi in via di sviluppo.
Lo storico Arnold Toynbee credeva che la “risposta alle sfide” fosse un importante fattore nello sviluppo della Civiltà Umana. Lo sviluppo economico cinese si sta adattando alla nuova normalità e sta superando i suoi malesseri adolescenziali dovuti al passaggio da vecchie direttive di crescita ad altre più adatte ai tempi. Eppure i fondamentali di una economia in costante crescita rimangono immutati. Il nuovo modello industriale, l’applicazione dell’informatica, l’urbanizzazione e la modernizzazione della produzione agricola che sono in pieno svolgimento hanno creato forte domanda interna e moltiplicato il potenziale per una crescita futura. Hanno anche reso l’economia cinese più adattabile e resistente. Tutto questo, unito a un approfondimento delle riforme strutturali, significa che la Cina ha prospettive economiche future molto promettenti.
Stiamo facendo sforzi coordinati per promuovere una crescita stabile, un processo di riforme graduale ma continuo, aggiustamenti strutturali e uno standard di vita in continua crescita, minimizzando nel contempo rischi e pericoli. Continueremo a migliorare la macro-regolazione in maniere creative e innovative per migliorare la qualità e l’efficienza dello svilupo economico e rimediare alla mancanza di bilanciamento, corrdinazione e sostenibilità che abbiamo sperimentato nel nostro modello economico. Daremo più enfasi all’innovazione e alla crescita dei consumi. La politica di utilizzazione degli investimenti stranieri rimarrà immutata. Miglioreremo i nostri standard legali in campo commerciale, proteggeremo meglio la proprietà intellettuale, promuoveremo la competizione e la concorrenza leale. Continueremo a promuovere lo sviluppo della Nuova Via della Seta e della Via della Seta Marittima per tutto il Ventunesimo Secolo e promuoveremo la cooperazione internazionale nel settore produttivo. Vogliamo che tanto l’economia cinese che l’economia mondiale trovino beneficio in questo processo.
Di fronte a cambiamenti profondi nei mercati domestici e in quelli internazionali abbiamo preso un certo numero di iniziative tra cui l’abbassamento del rateo delle riserve e delle rate d’interesse e il miglioramento del regime di scambio del sistema Renminbi. Queste misure hanno aiutato a disinnescare molti rischi e a ristabilire la calma nei mercati. Andando avanti approfondiremo le riforme finanziarie orientate al mercato secondo la legge per coltivare un mercato di capitali aperto e trasparente che goda di uno sviluppo stabile, sano e a lungo termine. Miglioreremo la gestione dei rischi, stabilizzeremo le aspettative dei mercati e renderemo più facile per i capitali privati operare nel settore finanziario per meglio sostenere l’economia reale.
Lei ha detto che spera che la Cina un giorno possa ospitare la Coppa del Mondo di calcio e che un giorno la squadra cinese possa vincerla. Lei si interessa a questo sport tanto da avere annunciato grandi piani di riforma per il calcio cinese nei primi mesi dell’anno. L’Inghilterra é la patria del calcio; crede che la Cina abbia qualcosa da imparare per alzare il livello del calcio cinese e renderlo di successo come quello inglese? Quale é la sua più grande speranza per il calcio cinese?
Il calcio é lo sport più popolare del mondo e ci sono oltre 100 milioni di tifosi in Cina. Il mio più grande desiderio per il calcio cinese é vedere la nostra nazionale assurgere ai massimi livelli mondiali e vedere che il calcio contribuisca a rendere la nostra cittadinanza e la nostra gioventù più sana e più forte in spirito e mente. Troveremo un modo per portare avanti la crescita dello sport in Cina che sia congrua con le tradizioni di questo sport popolare ma anche con le tradizioni e la storia del nostro paese. Perseguiremo gli obiettivi di rafforzamento dell’istruzione calcistica giovanile, di riforma del sistema del calcio professionistico e miglioramento della cooperazione internazionale della nostra industria calcistica.
Il Regno Unito ha una lunga gloriosa storia nel calcio e una grande ricchezza d’esperienza nella sua gestione. La Premier League é uno dei campionati più influenti e prestigiosi del mondo. La Cina e il Regno Unito hanno avuto buone esperienze di cooperazione in anni recenti. Nel 2012 un programma di collaborazione é stato lanciato per promuovere il calcio nelle scuole cinesi per facilitare l’istruzione di futuri allenatori cinesi fin dai livelli giovanili. Nel 2013 la Premier League britannica e la Super League cinese hanno firmato una lettera d’intenti sulla cooperazione che tra l’altro comprendeva la nomina di David Beckham come “Ambasciatore del Programma di Calgio Giovanile in Cina”. Il mese scorso le nostre due nazioni hanno siglato un Memorandum d’Intesa per sostenere l’istruzione calcistica in Cina. Nei prossimi cinque anni il calcio sarà introdotto in oltre 20.000 scuole cinesi. Questi numeri da soli fanno capire che enorme potenziale di cooperazione calcistica esiste tra Cina e Gran Bretagna e non solo nel campo degli allenatori o dei giocatori, ma anche in quello arbitrale.
Sono sicuro che su queste basi il calcio cinese possa crescere grandemente e dare un suo importante contributo al calcio mondiale.
Traduzione di Paolo Marcenaro
