Le parole di Rafael Correa, pronunciate dal palco dell’Expo, sono perentorie: “Nessuno si lasci ingannare: è in atto una cospirazione, ma se la maggioranza non si lascerà convincere, è destinata a fallire“.
Più che un monito indirizzato ai propri concittadini, che appena due anni fa hanno promosso le conquiste della Revolucion Ciudiadana con un consenso elettorale vicino al 58%, questa presa di posizione sembra tesa a squarciare il velo di menzogne costruito ad arte dalla variegata quanto minoritaria opposizione grazie al massiccio supporto mediatico ed economico di cui dispone all’interno e all’esterno dei confini nazionali.
La situazione socio-economica dell’Ecuador non è certamente quella di un paese in crisi: lo dicono i dati sull’occupazione, sulla scolarizzazione di base, sull’accesso agli studi superiori e sullo sviluppo del settore delle materie prime.

Non possono certamente passare in secondo piano gli importanti investimenti infrastrutturali (ponti, porti, strade, autostrade, centrali idroelettriche) che sono passati dall’8,3% del pil nel 2007 al 14,6% del 2014 contribuendo ad integrare le varie regioni del paese e permettendo una più adeguata circolazione delle merci, mentre il piano quinquennale di governo 2013-2017 prevede ulteriori 30 miliardi di dollari da investire nel settore.

L’attività legislativa del governo, continua a porre in essere riforme affinché i benefici di queste politiche mantengano un’ottica redistributiva, pilastro ideologico essenziale dell’inversione di tendenza iniziata nel 2006. Ed è proprio questa vivace attività legislativa il pretesto utilizzato per destabilizzare il governo da parte dei gruppi di potere nostalgici dell’oligarchia, a cui non sembra essere andata particolarmente a genio l’ultima riforma fiscale sulla tassazione delle eredità.

Analizzando più attentamente il contenuto di questa proposta legislativa, balza agli occhi come la stessa vada a colpire appena il 2% della popolazione , tassando progressivamente una fonte di ricchezza non certamente frutto di investimenti produttivi, bensì figlia di quegli odiosi privilegi di un passato di diseguaglianze e subordinazione.
Insieme a quella sulle eredità, la “Ley de Herencia“, la campagna di disinformazione ha coinvolto un’altra proposta di legge governativa: la “Ley de Plusvalía“, una testo che va a colpire le rendite speculative nelle compravendite immobiliari, che nell’assenza di controlli del sistema previgente, molto spesso erano caratterizzate da aumenti valutativi a danno della collettività.
La mossa scorretta, in questo caso, è stata quella di far passare questa misura anti-speculativa come un balzello capriccioso a danno della classe media mentre in realtà l’azione della misura era circoscritta ad operazioni palesemente fraudolente, come ad esempio quella che ha visto, nella città di Mitad del Mundo, il valore di un terreno, il cui acquisto da parte dello stato era necessario, sestuplicarsi in pochi mesi.

Anche ai meno attenti agli equilibri politici dell’America Latina risulterà difficile credere che l’ipotesi di provvedimenti del genere possa dare atto a sollevamenti popolari di massa, e proprio sotto questo aspetto emerge tutta la strumentalità della campagna mediatica inscenata dal notiziario in spagnolo della CNN e da NTN24. I notiziari suddetti, insieme agli organi di stampa anti-governativi, dopo aver evidenziato per mesi le potenzialità rivoluzionarie del malcontento popolare, nei giorni scorsi, si sono dovuti arrendere davanti ad una cinque giorni di proteste che ha visto una delle sue massime espressioni nell’esigua e pittoresca presenza di una quarantina di persone davanti alla sede del partito di governo Alleanza Paìs, a Quito, con costosi Suv di importazione e bandiere nere simboleggianti un presunto lutto popolare.
Nonostante lo scarso coinvolgimento nelle manifestazioni di protesta e la risposta più che soddisfacente degli attivisti e dei cittadini a difesa del progetto politico della Revolución Ciudadana, il Presidente Correa, consapevole dei rischi del soft-power , che in altre nazioni del continente ha mostrato e mostra le sue capacità destabilizzatrici, ha sospeso momentaneamente l’approvazione di entrambe le leggi, preferendo anteporre alle stesse un’adeguata campagna informativa tesa a ridurre al minimo le strumentalizzazioni.
La Madonna alata che sorge sulla collina del Panecillo protegge il processo di emancipazione di un popolo che dopo anni di politiche liberiste anti-nazionali, conosce il valore delle conquiste ottenute e non è disposto a cedere alle sirene di un impero ormai giunto ai colpi di coda.