
La Camera ha dato il via libera definitivo al disegno di legge che introduce il reato di tortura nell’ordinamento giuridico italiano. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 198 voti a favore, 35 contrari e 104 astenuti.
I sì sono stati 198 (Pd e Ap), i no 35 (Fi, Cor, Fdi e Lega), gli astenuti 104 (M5S, Si, Mdp, Scelta civica e Civici e innovatori).
L’articolo 613-bis c.p. punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenze o minacce gravi ovvero agendo con crudeltà cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza ovvero che si trovi in situazione di minorata difesa, se il fatto è commesso con più condotte ovvero comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. La pena sale da 5 a 12 anni se a commettere il reato è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio.
L’articolo 2 del disegno di legge stabilisce che “le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante il delitto di tortura non sono utilizzabili” all’interno di un processo penale.
Viene punito da 6 mesi a 3 anni “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, istiga in modo concretamente idoneo altro pubblico ufficiale o altro incaricato di un pubblico servizio a commettere il delitto di tortura”.
L’articolo 3 recita: “Non sono ammessi il respingimento o l’espulsione o l’estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura”.
L’articolo 4 stabilisce, tra l’altro, che “non può essere riconosciuta alcuna forma di immunità agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale”.
Viene previsto l’obbligo di estradizione verso lo Stato richiedente dello straniero indagato o condannato per il reato di tortura. Nel caso di procedimento davanti ad un tribunale internazionale, lo straniero è estradato verso il Paese individuato in base alla normativa internazionale.
L’immunità diplomatica riguarda in via principale i Capi di Stato o di governo stranieri quando si trovino in Italia nonché il personale diplomatico-consolare eventualmente da accreditare presso l’Italia da parte di uno Stato estero. Seguono l’articolo 5 (invarianza degli oneri) e l’articolo 6 (entrata in vigore).
Ci sono voluti quattro anni di lotte tra le forze politiche perché il Parlamento approvasse la legge. Il provvedimento arriva a quasi trent’anni di distanza dalla Convenzione contro la Tortura delle Nazioni Unite, ratificata nel 1989.
Divise le forze politiche. Esultano il Pd e gli alleati di governo. Esprimono preoccupazione e delusione le forze centrodestra, Lega e FdI in testa, che ritengono la legge punitiva per le forze dell’ordine e volta a limitarne il campo d’azione.
Per Giorgia Meloni di FdI “passa l’infamia del ddl tortura voluto dal Pd: una legge che non punisce la tortura ma serve solo a criminalizzare le Forze dell’Ordine”, dice Giorgia Meloni.
Matteo Salvini, segretario della Lega, si è espresso così su Facebook: “Se un Poliziotto o un Carabiniere provocheranno un “trauma psichico” o “sofferenze fisiche” a un delinquente appena arrestato, rischieranno da 5 a 12 anni di carcere! Questa la nuova, folle legge sulla “tortura” (articolo 613 bis codice penale approvata ieri in Parlamento da PD e alfaniani, coi 5 Stelle astenuti. Da oggi quindi, per arrestare qualcuno bisognerà chiedere “per favore” e sorridere…Altra legge da cambiare quando saremo al governo. VERGOGNA!!! Io sto con chi ci difende, voi?”.
Mdp e Sinistra italiana hanno optato per l’astensione. Per le forze alla sinistra del Pd la legge è “debole, inefficace e poco incisiva”.
Si è astenuto anche il Movimento Cinque Stelle. “Dopo quasi 30 anni dalla ratifica della convenzione Onu, dopo ben tre condanne in sede di Corte europea dei diritti dell’uomo, attaccano i pentastellati, non sono riusciti ad approvare una legge che punisca per davvero il reato di tortura. È un giorno amaro, in cui il Pd partorisce l’ennesima normativa che troverà difficile applicazione, con paletti e scappatoie che di fatto potrebbero lasciare impuniti i colpevoli e creare caos nei tribunali. Ecco perché ci asteniamo, perché questa legge è scritta male”.
Boccia il provvedimento ma per ragioni diametralmente opposte a quelle di Salvini, l’associazione “Antigone”: “In Italia da oggi c’è il reato di tortura nel codice penale. Un dibattito parlamentare lungo ben ventotto anni. La legge approvata che incrimina la tortura non è la nostra legge e non è una legge conforme al testo Onu. Per noi la tortura è e resta un delitto proprio, ossia un delitto che nella storia del diritto internazionale, è un delitto tipico dei pubblici ufficiali”.
“Tuttavia, si legge ancora nella nota, da oggi c’è un reato che si chiama tortura. Da domani il nostro lavoro sarà quello di sempre: nel caso di segnalazioni di casi che per noi sono ‘tortura’ ci impegneremo affinché la legge sia applicata. Non demordiamo. E’ il nostro ruolo”.
