
Matteo Salvini, leader della Lega, cita Charles De Gaulle, generale, statista e padre della Cinquième République (Quinta Repubblica) francese.
In un tweet che ha subito innescato un serrato dibattito, Salvini definisce “profetiche” le parole pronunciate quasi 60 anni fa dal presidente francese sull’immigrazione e invita i suoi follower a leggerle, diffonderle e riflettere sul loro significato.
https://twitter.com/matteosalvinimi/status/902936040629030912
“È un bene, si legge nel tweet, che ci siano francesi gialli, francesi neri e francesi marrone. È la dimostrazione che la Francia è aperta a tutte le razze e che ha una vocazione universale. Ma a condizione che essi restino una piccola minoranza. Altrimenti la Francia non sarà più la Francia. Coloro che sostengono l’integrazione hanno un cervello da colibrì. Voi credete che la popolazione francese possa assorbire 10 milioni di musulmani, che domani saranno 20 e dopodomani 40?”.
“Se noi facessimo l’integrazione, se tutti gli arabi e i berberi d’Algeria fossero considerati francesi, scrive ancora Matteo Salvini citando De Gaulle, come impediremmo loro di venire a installarsi nelle metropoli, dato che il livello di vita è molto più elevato? Il mio paese non si chiamerebbe più Colombey-les-Deux-Eglises ma Colombey-les-Deux-Mosquées”.
“L’immigrazione, conclude Matteo Salvini, è un fattore positivo se limitata e regolamentata, ma se diventa invasione e sostituzione etnica ci distrugge. De Gaulle aveva visto bene, purtroppo. Ma noi non ci arrendiamo”.
Il tweet e le considerazioni del leader leghista, arrivano in un momento particolarmente delicato. Gli stupri di Rimini e Milano e l’aggressione di Parma hanno messo molti cittadini italiani di fronte ad una realtà che è profondamente diversa dalla ricostruzione ideologica buonista di chi per ruolo politico, lavoro o interesse, prende in considerazione solo aspetti marginali e di limitato impatto sociale dell’immigrazione di massa. I numerosissimi episodi di cronaca e le statistiche, dimostrano in maniera solare l’esistenza di un problema con ricadute significative sull’ordine pubblico e la tenuta sociale in molte zone del nostro Paese.
Proponiamo ai nostri lettori il testo originale del discorso tenuto il 5 Marzo 1959 dal Generale De Gaulle, Presidente della Repubblica Francese dall’8 Gennaio 1959 al 28 Aprile 1969:
“C’est très bien qu’il y ait des Français jaunes, des Français noirs, des Français bruns.
Ils montrent que la France est ouverte à toutes les races et qu’elle a une vocation universelle. Mais à condition qu’ils restent une petite minorité. Sinon, la France ne serait plus la France . Nous sommes quand même avant tout un peuple européen de race blanche, de culture grecque et latine et de religion chrétienne.
Qu’on ne se raconte pas d’histoire ! Les musulmans, vous êtes allés les voir ? Vous les avez regardés avec leurs turbans et leurs djellabas ? Vous voyez bien que ce ne sont pas des Français. Ceux qui prônent l’intégration ont une cervelle de colibri, même s’ils sont très savants. Essayez d’intégrer de l’huile et du vinaigre. Agitez la bouteille. Au bout d’un moment, ils se sépareront de nouveau. Les Arabes sont des Arabes, les Français sont des Français. Vous croyez que le corps français peut absorber dix millions de musulmans, qui demain seront vingt millions et après-demain quarante ? Si nous faisions l’intégration, si tous les Arabes et les Berbères d’Algérie étaient considérés comme Français, comment les empêcherez-vous de venir s’installer en métropole, alors que le niveau de vie y est tellement plus élevé ? Mon village ne s’appellerait plus Colombey-les-Deux-Églises, mais Colombey-les-Deux-Mosquées”.
