Tramite un comunicato dello Stato Maggiore dell’Esercito Burkinabé, firmato dal Generale Pingrenoma Zagré veniamo a conoscenza di una “impasse” nelle procedure di ritorno all’ordine costituzionale nel paese subsahariano turbato giorni addietro dall’invero maldestro tentativo di golpe messo in atto dal Generale Diendéré, dal Colonnello Bamba e dal Reggimento di Sicurezza Presidenziale.

“A dispetto degli sforzi dispiegati dalla comunità internazionale, regionale e dagli attori costituzionali locali, nonché dalle autorità religiose e sociali, il processo di disarmo nato dalle trattative tra lealisti e golpisti e vidimato dalla Conferenza dei Capi di Stato dell’ECOWAS il 22 settembre u.s. si trova bloccato dalla scorsa domenica per le seguenti cause:

-rifiuto dei militari dell’RSP di proseguire la consegna delle armi creando incidenti e aggredendo il personale incaricato di tale missione,

-comportamento ambiguo e provocatorio assunto dal Generale Diendéré”.

Lo Stato Maggior Generale si appella quindi, legalmente, alla vigilanza popolare.

“Le Forze Armate Nazionali vogliono appellarsi all’attenzione del valoroso popolo burkinabé e in particolare a quella degli abitanti della capitale e dei suoi dintorni affinché restino vigili e segnalino alle autorità militari e di sicurezza ogni comportamento ed evento sospetto”.

In conclusione l’Esercito riafferma la propria “determinata volontà di far rispettare le disposizioni prese dalle autorità politiche e chiama a testimone l’opinione pubblica nazionale e internazionale sull’attuale preoccupante stato delle cose”.

L’RSP ha a disposizione non solamente i suoi ‘normali’ armamenti, ma anche quelli che vennero confiscati da altre basi e caserme al termine della mancata insurrezione militare del 2011, disinnescata proprio dal Generale Diendéré. Nonostante siano stati lanciati appelli al dialogo, sembra che le autorità militari lealiste abbiano minacciato l’RSP di ricorrere all’intervento delle unità dell’Esercito schierate appena fuori dalla capitale.

Ricordiamo che nell’ambito del tentativo di accordo che aveva apparentemente messo fine al ‘putsch’ pochi giorni fa l’RSP aveva preteso che nessuna forza militare mobilitata da altre parti del paese entrasse nella capitale Ouagadougou.

Attualmente la quasi totalità dell’RSP, circa 1200 uomini, insieme al Generale Diendéré e al Colonnello Bamba, si troverebbero a Camp Naba Koom, appena dietro il Palazzo do Kossyam. Il Procuratore Generale del Burkina Faso ha dichiarato che, oltre a Diendéré e Bamba sono indagati per attività legate al golpe anche la moglie del Generale, il politico compaorista Eddie Komboigo e il Generale Djibrill Bassole.