Matteo Renzi

Bordate di fischi oggi alla riunione annuale della confcommercio, sono partite quando è intervenuto anche il premier Matteo Renzi. Frutto della discordia è stato il bonus degli 80 euro, che il segretario del PD, come nei giorni scorsi, è tornato a difendere: “grandissimo rispetto per chi ritiene gli 80 euro una mancia elettorale, sono contento di averli dati. È una valutazione che rispetto. Che non fossero apprezzati da voi lo sapevamo da tempo ma che fossero una misura di giustizia sociale verso gente che non guadagna neanche 1500 euro al mese lo rivendico con forza”. Secondo il sindacato dei commercianti, infatti, le misure del governo non hanno dato vero slancio all’economia italiana, come lasciano intendere le parole del presidente Carlo Sangalli: “siamo di fronte ad una ripresa senza slancio e senza intensità. Una ripresa senza mordente che non salta mai la faglia, il crepaccio tra stagnazione e crescita. Il nostro Paese ha ancora molta strada da fare, ma ha certamente le carte in regola per fare meglio”. Parole che trovano sponda nel leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo sul suo blog:”A Renzi non crede più nessuno”.

Malgrado qualche malumore, ciò che emerge dai dati emersi negli ultimi giorni sembra incoraggiante. La stessa confcommercio ha diffuso i dati dei consumi ad Aprile, nei quali si riscontra un aumento del dato dello 0,3% rispetto al mese di marzo e un aumento tendenziale dell’1%, dai quai escono in modo particolarmente positivo il settore auto e moto (+4,5%) e della ristorazione (oltre il 2%). Dato che si aggiunge a quello dell’occupazione diffuso oggi dall’Istat, che rileva un incremento dei posti di lavoro di oltre 242 mila unità nel primo trimestre su base annua. Tuttavia tra il presidente del consiglio e l’assemblea dei commercianti è tornato il sereno quando Renzi ha annunciato che l’IVA rimarrà stabile anche nel 2017. Una promessa non facile da mantenere, essendo prevista nell’ultimo patto di stabilità l’aumento dell’aliquota IVA al 24%.

Un governo che negli ultimi mesi non sembra più godere del consenso del biennio 2014-2015. L’impressione, tuttavia è che senza la messa in discussione di questa Europa, nessun governo sia in grado di condurre l’Italia ai livelli pre-crisi, possibili soltanto con una ripresa economica forte e decisa, dalla quale siamo decisamente troppo lontani.

Mirco Coppola

UN COMMENTO

  1. Il problema e’ che i fischi immagino erano sicuramente indirizzati alla beffa delle restituzioni del bonus addirittura in una unica soluzione tanto da creare problemi enormi proprio a quelli che ne avevano usufruito … una beffa che sa di insulto … e continuarlo a ripetere come fa Renzi rischia altri fischi se non peggio … e soprattutto qualcuno potrebbe rifiutare un bonus dato a rate (80 euro al mese sono una ridicolaggine) per poi doverlo restituire tutto insieme.
    Forse è ora di finirla con proposte ridicole e soprattutto insultanti , visto come sta finendo la vicenda penosa di questo “bonus” finto …

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